Il Tirreno

la fiom cgil 

«Non possiamo rassegnarci all’arroganza dell’azienda»

CARRARA. «Confinati e poi licenziati. E' grave, preoccupante e da condannare ciò che sta avvenendo all'interno del cantiere navale dove sono pervenute 3 lettere di licenziamento nei confronti di...

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CARRARA. «Confinati e poi licenziati. E' grave, preoccupante e da condannare ciò che sta avvenendo all'interno del cantiere navale dove sono pervenute 3 lettere di licenziamento nei confronti di altrettanti lavoratori. Si tratta di 3 dei 10 lavoratori individuati dalla Società The Italian Sea Group (Nca) come esuberi dopo la decisione aziendale di esternalizzare il reparto di guardianaggio per armarlo mentre già altri 4 sono usciti a seguito invece di un indennizzo per l'esodo»: lo sottolinea in una nota la Fiom Cgil. «Si tratta di un ulteriore perdita di posti di lavoro per il nostro territorio senza contare che questo cantiere è un bene pubblico, un tempo costruiva navi da crociera, ed opera grazie alla particolare concessione trentennale ricevuta dall'autorità portuale avuta con la priorità della ricaduta occupazionale. L’accordo siglato al Mise da Provincia, Comune e Regione prevedeva infatti che fossero mantenute le 145 figure che vi lavoravano allora. Ad oggi ne sono rimaste solo 45, e ci vengono presentati continuamente nuovi esuberi, riguardanti soprattutto lavoratori ex-Nca. Durante lo sciopero di 4 ore di venerdì 27 ottobre i lavoratori hanno avuto modo di manifestare i disagi quotidiani che vivono all'interno del cantiere, situazione che si protrae da quando nel dicembre 2012 si è insediata la nuova proprietà. Alla presenza anche del Sindaco di Carrara abbiamo riaffermato quanto per il territorio sia inaccettabile assistere ad ulteriori licenziamenti. Sappiamo che il Sindaco ha scritto alla proprietà chiedendo come da noi sostenuto un incontro urgente tra le parti revocando i licenziamenti per poter parlare in maniera distesa della situazione attuale. A noi però la proprietà ci risponde con i licenziamenti mentre alle istituzioni non risponde affatto, con un'arroganza a cui ormai siamo purtroppo abituati. Ma, e lo affermiamo con forza come Sindacato, non ci rassegnamo e ci batteremo con tutti gli strumenti di contrasto a simili comportamenti e risponderemo con le stesse caratteristiche che ci hanno visto impegnati contro i licenziamenti dei delegati che hanno saputo coinvolgere in maniera sinergica gli attori sociali del territorio. Pertanto riteniamo che tutte le istituzioni, a partire dal Comune di Carrara, debbano schierarsi una volta per tutte decidendo se stanno dalla parte dei lavoratori o dell'azienda. Pensiamo che il territorio anche nel rispetto della storia della Imprenditoria locale, abbia uno strumento importante, quello della revoca della concessione, che visto il mancato rispetto degli impegni dovrebbe a nostro avviso essere praticata».

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