Sicurezza
Nca, altri due licenziamenti si inasprisce la vertenza
Recapitate lunedì le lettere, che seguono quella già inviata a Piero De Luca sempre per il guardianaggio. Il sindaco: «Chiederò un incontro ai vertici»
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CARRARA. Sono state recapitate lunedì due nuove lettere di licenziamento ad altrettanti dipendenti di Nca. Si tratta degli addetti al guardianaggio per i quali l'azienda ha aperto a luglio una procedura di mobilità. E ora i licenziati effettivi sono già tre. Piero De Luca, 50 anni, di cui 30 trascorsi a lavorare nel bacino del cantiere navale (e al quale, come scritto nei giorni scorsi, era stato chiesto di imparare l’inglese e prendere il porto d’arma) adesso è in buona compagnia, purtoppo.
Sì perchè il primo dei dieci addetti al guardianaggio a ricevere la lettera di licenziamento della proprietà, consegnata giovedì scorso alla vigilia dell'assemblea dei lavoratori, è stato "raggiunto" da altri due colleghi.
I sindacati di categoria fanno sapere che nella giornata di lunedì l'azienda ha notificato i provvedimenti ad altri due dipendenti del servizio destinato, per scelta della stessa proprietà, a essere affidato a una ditta specializzata. Il numero totale dei licenziamenti sale dunque a tre e non è ancora certo quando si fermerà. E questo perchè i vertici di The Italian Sea Group, la società che ha acquisito Nca, si erano impegnati a tenere in cantiere tre dei dieci addetti (gli altri sette sarebbero stati trasferiti alla ditta subentrante) nell'ambito di una trattativa collettiva poi naufragata - secondo i sindacati per il mancato accordo su una sola posizione. A questo punto quindi non è detto che i patti presi al tavolo con le parti sociali siano rispettati.
E proprio in concomitanza con la consegna delle due nuove lettere di licenziamento il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale conferma quanto annunciato all'assemblea dei lavoratori di venerdì mattina, quando si era presentato direttamente: «Ieri ho inviato una missiva ai dirigenti di Nca per sollecitarli a congelare la procedura di licenziamento fino all'apertura del tavolo voluto dall'amministrazione» spiega.
La lettera del primo cittadino però è partita quando ormai era troppo tardi, dopo cioè che le "notifiche" dei licenziamenti erano già scattate. E così De Pasquale ha annunciato, ieri, di voler contattare, direttamente, i vertici del cantiere. «Dobbiamo discutere quanto stabilito nel verbale dell'ottobre 2016, quello in cui si parlava di livelli occupazionali stabili fino al 2019 e di un rilancio delle relazioni tra proprietà e lavoratori. In quest'ottica non si capisce l'avvio della procedura di licenziamento per gli addetti al guardianaggio» spiega De Pasquale che rispetto alla discussione sulla concessione trentennale all'utilizzo del bacino precisa: «La valutazione va fatta con l'Autorità Portuale, l'ente che rilascia le concessioni. Dobbiamo capire se all'epoca furono imposti vincoli e se sì quali».
Sull'intera vicenda il sindaco di Carrara si sta confrontando con la senatrice pentastellata Sara Paglini, autrice di diverse interpellanze al governo dedicate al cantiere marinello. Per le verifiche annunciate dall'amministrazione grillina serve dunque un po' di tempo. Peccato che nel frattempo le lettere di licenziamento per gli addetti al guardianaggio di Nca, continuino a fioccare. Una vertenza che continua ad essere particolarmente complessa per il nostro territorio.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sì perchè il primo dei dieci addetti al guardianaggio a ricevere la lettera di licenziamento della proprietà, consegnata giovedì scorso alla vigilia dell'assemblea dei lavoratori, è stato "raggiunto" da altri due colleghi.
I sindacati di categoria fanno sapere che nella giornata di lunedì l'azienda ha notificato i provvedimenti ad altri due dipendenti del servizio destinato, per scelta della stessa proprietà, a essere affidato a una ditta specializzata. Il numero totale dei licenziamenti sale dunque a tre e non è ancora certo quando si fermerà. E questo perchè i vertici di The Italian Sea Group, la società che ha acquisito Nca, si erano impegnati a tenere in cantiere tre dei dieci addetti (gli altri sette sarebbero stati trasferiti alla ditta subentrante) nell'ambito di una trattativa collettiva poi naufragata - secondo i sindacati per il mancato accordo su una sola posizione. A questo punto quindi non è detto che i patti presi al tavolo con le parti sociali siano rispettati.
E proprio in concomitanza con la consegna delle due nuove lettere di licenziamento il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale conferma quanto annunciato all'assemblea dei lavoratori di venerdì mattina, quando si era presentato direttamente: «Ieri ho inviato una missiva ai dirigenti di Nca per sollecitarli a congelare la procedura di licenziamento fino all'apertura del tavolo voluto dall'amministrazione» spiega.
La lettera del primo cittadino però è partita quando ormai era troppo tardi, dopo cioè che le "notifiche" dei licenziamenti erano già scattate. E così De Pasquale ha annunciato, ieri, di voler contattare, direttamente, i vertici del cantiere. «Dobbiamo discutere quanto stabilito nel verbale dell'ottobre 2016, quello in cui si parlava di livelli occupazionali stabili fino al 2019 e di un rilancio delle relazioni tra proprietà e lavoratori. In quest'ottica non si capisce l'avvio della procedura di licenziamento per gli addetti al guardianaggio» spiega De Pasquale che rispetto alla discussione sulla concessione trentennale all'utilizzo del bacino precisa: «La valutazione va fatta con l'Autorità Portuale, l'ente che rilascia le concessioni. Dobbiamo capire se all'epoca furono imposti vincoli e se sì quali».
Sull'intera vicenda il sindaco di Carrara si sta confrontando con la senatrice pentastellata Sara Paglini, autrice di diverse interpellanze al governo dedicate al cantiere marinello. Per le verifiche annunciate dall'amministrazione grillina serve dunque un po' di tempo. Peccato che nel frattempo le lettere di licenziamento per gli addetti al guardianaggio di Nca, continuino a fioccare. Una vertenza che continua ad essere particolarmente complessa per il nostro territorio.
Cinzia Chiappini
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