Gioco
Massa, artisti e musicisti uniti per salvare il giardino di Pascoli
Flashmob organizzato dal Caffè artistico letterario apuano. Poesia, musica e pezzi teatrali per dire no al parcheggio
MASSA . Eccentrica rispetto alla tradizionale poetica di Giovanni Pascoli. Ma simbolicamente perfetta per descrivere l'iniziativa organizzata dal Caffè artistico letterario apuano, che in difesa del giardino storico che ispirò il poeta di origini romagnole durante la sua permanenza a Massa dal 1884 al 1887, ha organizzato una lettura delle poesie scritte dal Pascoli, e una rievocazione del giorno del suo addio alla città di Massa avvenuto esattamente 130 anni fa. “Gog e Magog” sono i protagonisti del poemetto tratto dai Poemi Conviviali scritti nel 1904 dal poeta. Barbare le loro origini e barbare le loro intenzioni, che leggenda narra furono fermate dal condottiero Alessandro Magno. Il macedone per impedire alle feroci popolazioni di distruggere l'umanità e compiere delle barbarie, sbarrò il passo della città erigendo un muro di bronzo. «Noi oggi davanti a questo giardino a questa casa abbiamo alzato muri di parole e di poesia» – spiega Leornardo Angiolini del Caffè artistico letterario apuano. «Parole per preservare e presidiare questo luogo, e per impedire che possibili barbarie vengano commesse».
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Nonostante lo stralcio degli Aru che prevedevano la realizzazione in una parte del giardino di Pascoli di un parcheggio pubblico, poeti e amanti del luogo sono scesi "in giardino" per sottolineare la loro presenza costante nel difendere quel luogo. E chiedendo all'amministrazione che venga inserito tra i beni tutelati dalla Soprintendenza dei beni culturali e paesaggistici.
«Sono molte le opere che sono state scritte da Pascoli in questo angolo di Massa – è intervenuta la scrittrice Angela Maria Fruzzetti – le capinere, i fiumi, la Tambura: Pascoli ha amato questo posto e ne è stato ispirato, descrivendolo con gli occhi di chi lo vede per la prima volta. Cose che noi abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e che per questo non apprezziamo più». Prima uscita sul territorio per i poeti del Caffè artistico, che hanno dato vita ad un progetto per “portare la poesia nei luoghi del degrado e dell’ indifferenza”. E durante l'incontro ad essere lette sono state opere di Pascoli e testimonianze della sua vita tratte dal libro di Antonia Cerboncini, assente per problemi di salute. Presente anche l'associazione Italia Nostra: «abbiamo bisogno di un segno chiaro da parte dell'amministrazione – è intervenuto Bruno Giampaoli, da una decina di giorni impegnato in una raccolta firme ai piedi del teatro Guglielmi per chiedere di evitare la cementificazione. «Chiunque in futuro deve essere fermato dal mettere le mani su questo giardino». Chiusura in puro stile pascoliano per la manifestazione di martedì. In carrozza, trainata da uno splendido bretone francese, l'attore Massimiliano Fagnini ha salutato a nome del poeta la città di Massa, così come fece l'originale il 31 ottobre 1887. La rievocazione è tratta dall'opera teatrale “El Prufissurin”. Immancabile al termine, la recita della poesia più celebre del periodo massese di Pascoli. «Siede Massa tra lucida verzura d'aranci, a specchio del Tirreno mare (...) ed in Romagna accanto a voi mi sento».
La difesa del giardino era stata come noto anche al centro di una campagna del “Tirreno”.
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