Il Tirreno

Carrara, in duecento sfidano Ferrovie e vanno in treno

Tommaso Silvi
Carrara, in duecento sfidano Ferrovie e vanno in treno

Il racconto della trasferta dei tifosi della Carrarese che hanno scelto di seguire la squadra a Lucca in treno nonostante l'assenza della corsa di ritorno, gli altri 600 sostenitori hanno raggiunto lo stadio con bus e auto

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Vecchi amici che si ritrovano con la sciarpa al collo e si lasciano andare in un lungo abbraccio. Ragazzi con lo zaino in spalla e la bandiera che sventola già sui gradoni della stazione. E ci sono anche le tifose: scatenate, che cantano a squarciagola mentre intorno a loro è tutto sempre più azzurro.

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Sono le 16,30 di domenica 29 ottobre, il treno che porta la tifoseria della Carrarese a Lucca, per il derby in notturna al Porta Elisa, partirà tra un’ora. Ma la città ha voglia di calcio. E il ritrovo prima della partenza si trasforma in una bolgia. Un clima di festa travolgente, che quasi copre il grande rebus di giornata. Perché il viaggio d’andata a Lucca non è un problema, ma il ritorno sì. L’unico treno in direzione Carrara che possono prendere i sostenitori azzurri dopo la partita è il regionale 3098: partenza alle 23,30 da Lucca e arrivo a Viareggio alle 23,50. Da Viareggio a Carrara, però, non ci sono collegamenti fino alle 5,30 del mattino. Nella settimana prima della partita le forze dell’ordine hanno invitato i tifosi a utilizzare altri mezzi di trasporto: quasi 600 persone hanno ripiegato sui pullman, quattro quelli diretti al Porta Elisa, e sui mezzi propri. Ma c’è chi ha scelto ugualmente il treno. Vuoi mettere il fascino della trasferta vecchia maniera? «Un modo per tornare a casa lo troveremo», dice qualcuno di fronte alla stazione prima della partenza per Lucca. «Male che vada andremo a piedi, cosa volete che sia», aggiunge qualcun altro tra un coro e l’altro. Il cuore di Carrara è tornato a battere forte per la Carrarese. E la passione non si ferma. Ieri a Lucca erano 800 i tifosi apuani. E se l’amore per la maglia è più forte dei divieti e delle raccomandazioni della questura, viene da chiedersi come mai non si sia stato organizzato un piano per far rientrare i tifosi in città. La criticità poteva, anzi doveva, essere risolta in largo anticipo. Senza dimenticare che tra le tifoserie di Carrarese e Viareggio non corre buon sangue. Ecco perché far sì che gli ultras azzurri rimangano per cinque ore all’interno della stazione viareggina non è esattamente un’idea brillante. E invece i supporter azzurri, tre ore prima dell’inizio della gara, non sanno ancora quando torneranno a casa. Nessuno ha voglia di commentare la vicenda. Immergendosi nei circa duecento tifosi presenti alla stazione, però, è possibile captare i diversi punti di vista. «Pensiamo a vincere, poi vediamo», è uno dei tormentoni più ricorrenti, seguito da una serie di commenti estasiati legati all’entusiasmo che si respira tra i binari. Ieri, infatti, la Curva Nord Lauro Perini è tornata in trasferta in blocco, lasciando da parte, come annunciato nei giorni scorsi, le divisioni interne degli ultimi anni. E il risultato si è visto.

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«Una roba del genere a Carrara non si vedeva da anni», dice un tifoso dai capelli bianchi. E con il morale alle stelle i capricci di Ferrovie dello Stato, che forse avrebbe dovuto organizzare un treno speciale per l’occasione, passano in secondo piano. I viareggini? Nessuno li nomina chiaramente alla stazione, anche se la sensazione è che tutti sappiano benissimo che la “fermata” prolungata nella città del Carnevale porta con sè dei rischi. Sono le 17,32 e arriva il treno per Lucca. La stazione è una polveriera. L’unico pensiero, ora, è rivolto alla partita. Il ritorno da Viareggio non è un problema. Lo è ancora, invece, dato che al momento della partenza dei tifosi non era ancora stato comunicato un piano per il loro rientro, per chi deve garantire l’ordine pubblico. E comunque, male che vada «Ci faremo una bella passeggiata».
 

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