Il Tirreno

Il top della medicina nucleare è a Massa

Tommaso Silvi
Il top della medicina nucleare è a Massa

478mila euro per un nuovo macchinario per gli esami cardiologici. Bonini: «Diminuiscono i rischi e l’attesa per i pazienti»

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MASSA. Lo stesso esame che oggi richiede quaranta minuti, potrà essere svolto in soli cinque giri di lancette. E le radiazioni a cui verrà sottoposto il paziente saranno sei volte minori rispetto a quelle emesse dagli apparecchi tradizionali.

Un macchinario all’avanguardia, in grado di fare diagnosi nell’ambito del rischio di ischemie e di infarti. Con una risoluzione quattro volte migliore rispetto alle prestazioni attuali. Un gioiello tecnologico che darà una sforbiciata alle liste di attesa e migliorerà la qualità del servizio. Il nuovo strumento è stato presentato ieri mattina al centro di medicina nucleare.Si tratta del terzo esemplare in Italia, il primo in Toscana, dato che gli altri due si trovano a Roma e a Napoli. L’investimento dell’Usl Toscana nord ovest è di 478mila euro; la “vecchia” macchina è già stata venduta dall’azienda e, con ogni probabilità, verrà utilizzata in una struttura sanitaria della provincia di Pesaro-Urbino.

«La medicina nucleare di Massa compie grandioso passo in avanti, perché con questo strumento miglioriamo il nostro operato sotto tutti i punti di vista», spiega Rita Bonini, dottoressa che ha seguito da vicino l’iter per far approdare a Massa l’innovativo macchinario. «Il paziente verrà sottoposto a radiazioni di 4-5 millicurie, rispetto alle 30 attuali. Diminuiranno quindi – aggiunge Bonini – i rischi per la salute derivanti da questo tipo di esami». Intanto, alcuni distretti della regione hanno già chiesto informazioni per poter usufruire del macchinario: «Livorno e Lucca in primis. I pazienti potranno venire da noi a fare gli accertamenti. Chiaramente – dice ancora la dottoressa – stiamo parlando di esami cardiologici di altissimo livello». Sul taglio alle liste d’attesa, Bonini fa sapere che «di esami compatibili con la nuova macchina nella nostra zona ne vengono compiuti circa mille all’anno. Si ridurranno chiaramente le attese, dato che nel tempo in cui finora si faceva un solo esame, ora se ne possono fare tranquillamente almeno quattro».

Alla cerimonia di ieri mattina era presente anche il sindaco, Alessandro Volpi, che è intervenuto su un tema che stride un po’con la gioia per il battesimo della strumentazione d’avanguardia: il trasferimento di quest’ultima al Noa, che per il momento resta un miraggio.«Gli esami verranno effettuato al centro di medicina nucleare, in viale Risorgimento. Al Noa c’è un problema di volumi, per ora è impossibile procedere con lo spostamento di questo presidio all’interno dell’ospedale. L’amministrazione, comunque – rende noto Volpi – si sta impegnando per cercare una soluzione e sicuramente continuerà a impegnarsi in questa direzione».

Parole cariche di soddisfazione sono arrivate dal direttore del Noa, Giuliano Biselli: «Per l’azienda nasce senza dubbio un servizio d’eccellenza, capace di innalzare al massimo il livello della nostra cardiologia».

Durante la mattinata, inoltre, è emerso il delicato tema dell’accorpamento dei distretti, affrontato anche dal direttore cardiologia diagnostica e interventistica dell’Opa, Sergio Berti: «Qualsiasi sistema assistenziale deve tenere conto del percorso del paziente. L’organizzazione dei servizi sanitari, e quindi anche dei distretti, deve essere ritagliata attorno alle necessità degli utenti. Va benissimo ogni tipo di soluzione, a patto che sia la migliore risposta nei confronti dei cittadini».

Sulla “questione distretti” parla anche Dante Cesaretti, medico di famiglia e animatore di formazione in medicina generale, senza nascondere la sua vena polemica: «In tanti anni di professione ho imparato che le denominazioni sono come le targhe sulle porte. Le attenzioni spesso si concentrano sui nomi, non sull’idea e sulla qualità del servizio, che poi è quello che conta davvero». Cesaretti conclude parlando del decentramento dei servizi: «È un processo positivo, ma deve essere un decentramento reale».

 

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