Il dolore
Urla e scosse, ecco i suoni choc delle intercettazioni
di Manuela D’Angelo
In Tv fatti ascoltare gli audio di quanto fatto a un marocchino E spuntano i proclami razzisti sui profili Facebook
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AULLA. «Dove l’hai buttata?»; poi un urlo di dolore. «Dicci dove hai messo la droga, se no ti faccio male»; e si sente il suono di una scarica elettrica. Poi ancora urla di paura e di dolore. Sì, si sente questo in una delle intercettazioni ambientali eseguite dalla Procura di Massa-Carrara nell’inchiesta sui presunti abusi nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana, mandate in onda giovedì sera dal programma televisivo di La 7, Piazza Pulita.
Documenti scioccanti, che aggiungono il suono alle frasi già lette nei faldoni della Procura, che qualche settimana fa ha chiuso le indagini e indagato oltre trenta carabinieri, delle caserme di Aulla e Licciana Nardi.
Le intercettazioni ambientali. Già in quelle carte si parlava di maltrattamenti, calci, pugni, manganellate e dell’utilizzo dei taser, strumenti per infliggere scariche elettriche, il cui utilizzo è però vietato, ma che i carabinieri pare si portassero sulle auto di servizio. Adesso ne abbiamo sentito il suono pungente.
La prova dell’utilizzo dei taser, la Procura l’avrebbe ricavata proprio dalle intercettazioni ambientali, piazzando cimici nelle auto dei carabinieri della Lunigiana, microfoni sensibilissimi che infatti sono riusciti a captare sia le urla più lontane di chi veniva fermato per le strade e sottoposto a controllo, sia il suono di quelle scariche. Inconfondibile. Le urla e le scariche elettriche. La scena è palese: sono quattro, dalle voci, i carabinieri che fermano per strada El Abyad Kamal, marocchino, giovane, spacciatore noto alle forze dell’ordine. Dicono di averlo visto gettare qualcosa per strada, mentre lo inseguivano e per farsi dire di cosa si fosse liberato, i carabinieri lo picchiano, e lo colpiscono con le scariche elettriche.
El Abyad grida di dolore più volte, e in un momento dell’intercettazione sembra dire che non ha gettato via nulla. I fatti si riscontrano nel fascicolo della Procura.
Il razzismo, anche su Facebook. La voce più incalzante e che sembra più intimorire il marocchino è quella di Alessandro Fiorentino, in carcere dallo scorso 14 giugno, accusato fra l’altro di concussione, lesioni, omessa denuncia, favoreggiamento, abuso di ufficio, rifiuto e omissione di atti d’ufficio. Con lui furono arrestati e sottoposti ai domiciliari altri tre colleghi. La 7 è andata a rintracciare vecchi post pubblicati dal brigadiere su Facebook: «Qualcuno sa dirmi se non gettare oggetti dal finestrino del treno comprende anche gli zingari?», scriveva Fiorentino. E poi i tanti commenti, anche di colleghi: «Ingrossa il manganello», «Ci vuole il napalm»; «morissero tutti». Anche nel fascicolo della Procura, più volte i carabinieri indagati vengono accusati di atti di “puro razzismo”, le cui motivazioni si ravvisano esclusivamente nell’odio razziale. Lo confermerebbe l’intervista ad un cittadino marocchino, che La7 realizza ad Aulla: «Loro fanno come i tedeschi…come facevano i tedeschi; lui è razzista, gli importa solo picchiare i marocchini».
Parlano due carabinieri. Ma le testimonianze più incredibili, va detto, sono quelle di due carabinieri indagati nell’inchiesta, che a volto coperto hanno espresso la loro opinione sulla giustizia e la legalità: «Sono cose sempre accadute nei carabinieri e anche nella guardia di finanza- dicono-; prendere con violenza un delinquente è normale»; «Non puoi uscire in servizio con dietro il Codice Penale, perché non lavori più», «Devi essere cattivo». «La caserma di Aulla era allo sbando, non c’era più comando, per fortuna non c’è scappato il morto». E ancora: «Quattro sfigati di carabinieri ad Aulla si sono fatti beccare, ma come loro ce ne sono in tutte le caserme d’Italia».
I due carabinieri dimostrano insofferenza nei confronti dei marocchini: «Sono bugiardi dalla nascita, nelle vene gli scorre il veleno e la bugia»; «Comandano loro ad Aulla, venti anni fa comandavano i brindisini, ma noi li abbiamo sconfitti. Oggi comandano due famiglie di marocchini, una quella dei Mahrach, ci prendono in giro, ci sputano, ci dicono che sanno che non possiamo fargli nulla». «Devi essere cattivo con loro, io sono fascista, chi sbaglia paga».
La gente sta con i carabinieri. Il servizio andato in onda a Piazza Pulita, dall’eloquente titolo “Giustizia fai da te dei carabinieri di Aulla” si è concluso con il parere della gente, cittadini che si sono dichiarati spaventati, perché «nessuno più li protegge»: «Non abbiamo mai sentito di pestaggi a gente perbene, o del posto- dicono-. Forse chi ha preso gli schiaffi se lo meritava». «Per salvaguardarci possono spingersi oltre le leggi», «Io darei bastonate, io sto con i carabinieri, io sto con i carabinieri di Aulla».
Documenti scioccanti, che aggiungono il suono alle frasi già lette nei faldoni della Procura, che qualche settimana fa ha chiuso le indagini e indagato oltre trenta carabinieri, delle caserme di Aulla e Licciana Nardi.
Le intercettazioni ambientali. Già in quelle carte si parlava di maltrattamenti, calci, pugni, manganellate e dell’utilizzo dei taser, strumenti per infliggere scariche elettriche, il cui utilizzo è però vietato, ma che i carabinieri pare si portassero sulle auto di servizio. Adesso ne abbiamo sentito il suono pungente.
La prova dell’utilizzo dei taser, la Procura l’avrebbe ricavata proprio dalle intercettazioni ambientali, piazzando cimici nelle auto dei carabinieri della Lunigiana, microfoni sensibilissimi che infatti sono riusciti a captare sia le urla più lontane di chi veniva fermato per le strade e sottoposto a controllo, sia il suono di quelle scariche. Inconfondibile. Le urla e le scariche elettriche. La scena è palese: sono quattro, dalle voci, i carabinieri che fermano per strada El Abyad Kamal, marocchino, giovane, spacciatore noto alle forze dell’ordine. Dicono di averlo visto gettare qualcosa per strada, mentre lo inseguivano e per farsi dire di cosa si fosse liberato, i carabinieri lo picchiano, e lo colpiscono con le scariche elettriche.
El Abyad grida di dolore più volte, e in un momento dell’intercettazione sembra dire che non ha gettato via nulla. I fatti si riscontrano nel fascicolo della Procura.
Il razzismo, anche su Facebook. La voce più incalzante e che sembra più intimorire il marocchino è quella di Alessandro Fiorentino, in carcere dallo scorso 14 giugno, accusato fra l’altro di concussione, lesioni, omessa denuncia, favoreggiamento, abuso di ufficio, rifiuto e omissione di atti d’ufficio. Con lui furono arrestati e sottoposti ai domiciliari altri tre colleghi. La 7 è andata a rintracciare vecchi post pubblicati dal brigadiere su Facebook: «Qualcuno sa dirmi se non gettare oggetti dal finestrino del treno comprende anche gli zingari?», scriveva Fiorentino. E poi i tanti commenti, anche di colleghi: «Ingrossa il manganello», «Ci vuole il napalm»; «morissero tutti». Anche nel fascicolo della Procura, più volte i carabinieri indagati vengono accusati di atti di “puro razzismo”, le cui motivazioni si ravvisano esclusivamente nell’odio razziale. Lo confermerebbe l’intervista ad un cittadino marocchino, che La7 realizza ad Aulla: «Loro fanno come i tedeschi…come facevano i tedeschi; lui è razzista, gli importa solo picchiare i marocchini».
Parlano due carabinieri. Ma le testimonianze più incredibili, va detto, sono quelle di due carabinieri indagati nell’inchiesta, che a volto coperto hanno espresso la loro opinione sulla giustizia e la legalità: «Sono cose sempre accadute nei carabinieri e anche nella guardia di finanza- dicono-; prendere con violenza un delinquente è normale»; «Non puoi uscire in servizio con dietro il Codice Penale, perché non lavori più», «Devi essere cattivo». «La caserma di Aulla era allo sbando, non c’era più comando, per fortuna non c’è scappato il morto». E ancora: «Quattro sfigati di carabinieri ad Aulla si sono fatti beccare, ma come loro ce ne sono in tutte le caserme d’Italia».
I due carabinieri dimostrano insofferenza nei confronti dei marocchini: «Sono bugiardi dalla nascita, nelle vene gli scorre il veleno e la bugia»; «Comandano loro ad Aulla, venti anni fa comandavano i brindisini, ma noi li abbiamo sconfitti. Oggi comandano due famiglie di marocchini, una quella dei Mahrach, ci prendono in giro, ci sputano, ci dicono che sanno che non possiamo fargli nulla». «Devi essere cattivo con loro, io sono fascista, chi sbaglia paga».
La gente sta con i carabinieri. Il servizio andato in onda a Piazza Pulita, dall’eloquente titolo “Giustizia fai da te dei carabinieri di Aulla” si è concluso con il parere della gente, cittadini che si sono dichiarati spaventati, perché «nessuno più li protegge»: «Non abbiamo mai sentito di pestaggi a gente perbene, o del posto- dicono-. Forse chi ha preso gli schiaffi se lo meritava». «Per salvaguardarci possono spingersi oltre le leggi», «Io darei bastonate, io sto con i carabinieri, io sto con i carabinieri di Aulla».
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