Il Tirreno

Nca, scioperano in pochi «C’è un clima di paura»

Nca, scioperano in pochi «C’è un clima di paura»

Uno dei dieci a rischio licenziamento: «Mi mandano via perché non so l’inglese e non ho il porto d’armi, ma sono un carpentiere». L’appello dei sindacati

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CARRARA. I tempi dei cortei oceanici lungo viale XX settembre e dei sit-in con centinaia di partecipanti pronti a bloccare il casello autostradale sono davvero lontani. Ieri mattina all'assemblea dei lavoratori Nca convocata in modo unitario dai sindacati di categoria per protestare contro il licenziamento dei 10 addetti al guardianaggio si sono presentate poche decine di operai. Tra loro Piero De Luca, 50 anni, padre di famiglia da 30 anni dipendente di Nca, il primo a ricevere la lettera di licenziamento: «Mi hanno fatto fare di tutto, dalle pulizie al guardiano, sempre di notte. Poi mi hanno detto che non ero abbastanza qualificato perché non so l'inglese e non ho il porto d'armi. Ma io sono un carpentiere!» ha raccontato affranto l'addetto, circondato dalla solidarietà dei pochi colleghi che hanno scioperato. Per avere un'idea dell'adesione, bassa, all'iniziativa basti pensare che dei tre delegati sindacali eletti in fabbrica, ieri mattina ne era presente uno solo mentre gli altri erano uno in malattia e l'altro regolarmente al lavoro. Una situazione che non ha colto di sorpresa nessuno, a iniziare dai sindacati di categoria: «I lavoratori non scioperano perché hanno paura» hanno spiegato all'unisono Luisa Pietrini (Fiom-Cgil), Michele Folloni (Fim-Cisl) e Giancarlo Leorin (Uilm-Uil) puntando il dito contro quello che loro stessi hanno definito «l'atteggiamento intimidatorio dell'azienda contro i dipendenti più sindacalizzati». Come ad esempio Fabrizio Pucciarelli, recentemente eletto rsu: «Lavoro da 13 anni in cantiere e non ho mai avuto alcun problema - ha raccontato - Ad aprile sono entrato nel direttivo di Fiom e mi è arrivata una lettera di contestazione, nella quale mi si accusava di aver gettato della tinta in un lavandino. Qualche giorno fa sono stato eletto delegato e mi è subito arrivata una seconda lettera. Domani rientrerò al lavoro ma ieri sera mi è stata recapitata la terza contestazione» ha concluso il lavoratore. Secondo le parti sociali in questo clima di tensione, tra contestazioni, incentivi all'esodo e licenziamenti veri e propri, sotto la gestione di The Italian Sea Group, la società di Giovanni Costantino che ha acquisito il cantiere in liquidazione a fine 2012, il numero dei lavoratori di Nca è passato da 140 ad appena una cinquantina di addetti. Ieri mattina molti sono entrati in fabbrica e quelli che hanno deciso di protestare hanno rivendicato il rispetto degli accordi presi al Ministero dello Sviluppo, partendo da quello più recente, datato ottobre 2016, quando secondo le parti sociali la proprietà si sarebbe impegnata a non avviare nuove procedure di licenziamento fino a tutto il 2019. La procedura di mobilità aperta a luglio per i 10 addetti al guardianaggio sarebbe dunque in contraddizione con questi patti, anche se l'azienda ha spiegato di aver tentato di ricollocare il personale trasferendo 7 operai alla ditta subentrante e tenendo 3 tra le sue fila, previo cambio di mansioni. Secondo i sindacati questi trasferimenti avrebbero comportato una diminuzione del salario dei lavoratori del 35% e costretto qualcuno a emigrare fuori provincia anche se la trattativa si sarebbe rotta per il "niet" di un solo lavoratore. Di qui la protesta e l'appello alle istituzioni – locali e non – a chiedere all'azienda un cambio netto di rotta pena la revisione della concessione trentennale assicurata a The Italian Seagroup in sede di acquisizione del cantiere, «l'unica arma - hanno tuonato i sindacati - ancora in mano a chi ha a cuore le sorti di Nca». Intanto dalla parte dei lavoratori ieri mattina si sono schierati Anpi, Arci, Assemblea Permanente, Carc, Carrara Bene Comune, DeMa, Massa Città in Comune e la Cgil presente con il segretario provinciale Paolo Gozzani. Tra gli esponenti politici oltre al sindaco Francesco De Pasquale, hanno aderito all'iniziativa il consigliere di opposizione Andrea Vannucci (Insieme per Carrara) e la ex consigliera Claudia Bienaimè.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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