Sicurezza
Presidio a oltranza dei lavoratori sotto al Comune
di Gianluca Uberti
Ieri si sono susseguiti gli incontri, per ora nulla di fatto Il 5 dicembre il Tar Toscana discuterà il caso
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AULLA. Ieri si sono susseguiti tavoli e incontri attorno alla questione della ditta Costa, ma nulla si è mosso, con l’azienda di lavorazione dei rifiuti che rimane chiusa.
Come non si sono mossi lavoratori e operai della ditta Costa di fronte al palazzo comunale aullese, i quali hanno intenzione di proseguire il presidio a oltranza. Stavolta è il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, a parlare: «Abbiamo avuto un lungo incontro con il presidente della Provincia, i sindacati e la proprietà per cercare di trovare una posizione comune, ma c’è una determina dirigenziale del Comune di Aulla che fissa le cose e una pronuncia del Consiglio di Stato. Però, il dialogo e il colloquio proseguono, a dimostrazione che l’attenzione resta alta sulla problematica».
Ora i legali delle parti si incontreranno per cercare di trovare una soluzione, ma la sensazione è che si debba attendere il prossimo 5 dicembre, quando il Tar della Toscana discuterà nel merito il pronunciamento del Consiglio di Stato e potrebbero esserci novità in quella sede. Perché a seguito della vittoria di fronte al Consiglio di Stato del Comune di Aulla e dei cittadini albianesi No Costa, di fatto la ditta Costa non può più lavorare, quindi è chiusa.
Infatti, il Consiglio di Stato aveva accolto, nei giorni scorsi, il ricorso del Comune di Aulla, annullando la sospensiva del Tar della Toscana sull’ordinanza n. 21 del 21 aprile scorso, firmata dal dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l’architetto Franco Testa, ordinanza che sanciva il divieto dell’attività nel capannone A della ditta Costa, fino all’ottenimento di autorizzazione regionale agli scarichi.
E con l’altro capannone ancora da sistemare a seguito del grave incendio della scorsa estate, ora tutto è fermo nei piazzali dell’impresa di lavorazione dei rifiuti ad Albiano Magra. Di conseguenza, sono in arrivo tempi bui per i quasi 50 lavoratori, diretti e indiretti, della ditta Costa, i quali stanno dando vita ad un presidio di fronte al palazzo comunale aullese dietro le insegne e le bandiere della Cisl.
Perché come tanti altri lavoratori, anche loro hanno mutui e bollette da pagare, famiglie da mantenere insomma, mentre adesso l’azienda garantirà loro lo stipendio ancora soltanto per 60 giorni.
E sono pure molto lontani gli ammortizzatori sociali, visto che per ottenere il Fondo Integrazione Salariale le procedure non sono propriamente immediate.
Come non si sono mossi lavoratori e operai della ditta Costa di fronte al palazzo comunale aullese, i quali hanno intenzione di proseguire il presidio a oltranza. Stavolta è il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, a parlare: «Abbiamo avuto un lungo incontro con il presidente della Provincia, i sindacati e la proprietà per cercare di trovare una posizione comune, ma c’è una determina dirigenziale del Comune di Aulla che fissa le cose e una pronuncia del Consiglio di Stato. Però, il dialogo e il colloquio proseguono, a dimostrazione che l’attenzione resta alta sulla problematica».
Ora i legali delle parti si incontreranno per cercare di trovare una soluzione, ma la sensazione è che si debba attendere il prossimo 5 dicembre, quando il Tar della Toscana discuterà nel merito il pronunciamento del Consiglio di Stato e potrebbero esserci novità in quella sede. Perché a seguito della vittoria di fronte al Consiglio di Stato del Comune di Aulla e dei cittadini albianesi No Costa, di fatto la ditta Costa non può più lavorare, quindi è chiusa.
Infatti, il Consiglio di Stato aveva accolto, nei giorni scorsi, il ricorso del Comune di Aulla, annullando la sospensiva del Tar della Toscana sull’ordinanza n. 21 del 21 aprile scorso, firmata dal dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l’architetto Franco Testa, ordinanza che sanciva il divieto dell’attività nel capannone A della ditta Costa, fino all’ottenimento di autorizzazione regionale agli scarichi.
E con l’altro capannone ancora da sistemare a seguito del grave incendio della scorsa estate, ora tutto è fermo nei piazzali dell’impresa di lavorazione dei rifiuti ad Albiano Magra. Di conseguenza, sono in arrivo tempi bui per i quasi 50 lavoratori, diretti e indiretti, della ditta Costa, i quali stanno dando vita ad un presidio di fronte al palazzo comunale aullese dietro le insegne e le bandiere della Cisl.
Perché come tanti altri lavoratori, anche loro hanno mutui e bollette da pagare, famiglie da mantenere insomma, mentre adesso l’azienda garantirà loro lo stipendio ancora soltanto per 60 giorni.
E sono pure molto lontani gli ammortizzatori sociali, visto che per ottenere il Fondo Integrazione Salariale le procedure non sono propriamente immediate.
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