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Carrara, morte improvvisa di Oreste Morescalchi
Aveva 58 anni, conosciuto per il negozio di souvenir sul Ponte Baroncino. Aveva gestito lo Scacco Matto e il Colibrì, era un appassionato lettore di libri
CARRARA. È morto per un malore improvviso, a 58 anni, Oreste Morescalchi, commerciante molto conosciuto. Era titolare del negozio di souvenir e oggettistica “Pietra Viva”, sul Ponte Baroncino, ma in passato aveva gestito anche lo Scacco Matto sull’Aurelia, insieme alla famiglia, e il Colibrì sempre sul Ponte Baroncino.
Così lo ricorda il professor Enzo Tinarelli, docente dell’Accademia di Belle Arti. «Oreste lo conoscevo da venti anni, è stato parte e testimone quotidiano di Carrara, “guardiano” di confine del Ponte Baroncino in una “dogana immaginaria” tra il centro e il Cafaggio, nel suo negozio – souvenir Pietra Viva e contitolare della ditta omonima con il fratello Umberto. Chi potrà mai dimenticarlo! Quell’omone fintamente burbero, sotto la folta capigliatura e barba appariva sempre un sorriso e una domanda spiazzante per l’interlocutore passante, pronto ad affabularlo e accalappiarlo nei suoi mondi talmente fantastici da farsi trasportare tra miti lontani, eventi storici circostanziati di dettagli da una memoria acuta e date precise, tra eventi bellici passati e futuribili. Oreste scandiva le sue giornate come una missionario; partendo da Fossola la mattina per farvi ritorno la sera; offrendo l’apertura del negozio -souvenir anche in tempi di crisi e giornate estive vacanziere... sempre aperto! Chi non è mai entrato o ha mai sbirciato nel labirintoso corridoio a due livelli del negozio? Imbandito delle memorie di Carrara! Libri, marmi, oggetti, mobili, sculture, mosaici, cartoline documenti… un accumulo sedimentario condiviso con il fratello, una sorta di museo della sorpresa e delle curiosità. Non lo si potrà mai dimenticare, seduto nella sua spartana scrivania ma fiero come un pilota d’aereo alla consolle dei comandi viaggiare e sorvolare i luoghi più improbabili dei continenti fino all’Atlantide, nell’Arcadia tra realtà storiche e mito fantasticherie, un piccolo grande principe. Un uomo riflessivo spesso silente reclinato tra le pagine dei libri che divorava quotidianamente delle più svariate discipline, per un sapere trasversale umanistico, scientifico, storico, da fotoromanzo, immagazzinato in una fervida mente! Tipica del ceppo Morescalchi. Se l’artista Mattia Moreni avesse mai visto il negozio l’avrebbe definito propriamente “La bottega della mistura”! dove tutto l’improbabile potrebbe esserci, come poi ci sia capitato? Semplicemente perché ogni oggetto di lavorazione ha una sua storia un suo vissuto, un’anima, anche ciò che l’uomo considera “scarto” ricollocato, assume valore, sapore del tempo e del sudore del cavatore, dello scultore, del mosaicista dell’artigiano. Non posso dimenticare che anni addietro un locale del suo negozio mi fu dedicato a sala espositiva nell’estate 2002 per una piccola memorabile mostra di mosaici in occasione di una biennale. Caro Oreste anche i miei figli ti ricorderanno con nostalgia e affetto quando da piccoli correvano su e giù a fantasticare tra gli oggetti esposti e tu li redarguivi bonariamente. Da oggi, per chi ti conosceva, guardando verso i monti da piazza Alberica, nella fuga prospettica del ponte Baroncino gli apparirà più vuota, ancora più metafisica. Ciao Oreste viaggiatore stanziale», conclude il professor Tonarelli.
Anche Marco Nicoli lo ricorda commosso: «Ciò che colpiva di Oreste era, oltre alla bontà d’animo, l’incredibile memoria universale. Leggeva un libro al giorno, a volte due, su argomenti diversissimi, e ricordava tutto. Una gravissima perdita per Carrara e come spesso sucede, ci accorgiamo dell’importanza dei nostri concittadini solo quando vengono a mancare».
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