Il Tirreno

Massa, la raccolta funziona, ma i furbetti resistono

di Libero Red Dolce
Massa, la raccolta funziona, ma i furbetti resistono

La differenziata è all’80% del totale, in crescita l’organico. Proposte telecamere per chi abbandona i rifiuti nei bidoncini

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MASSA. Dopo nove mesi di lavoro nel 2017, la raccolta differenziata arriva quasi all’80% dei rifiuti totali conferiti, ma rimane qualche problema di personale e sui rifiuti abbandonati. Su circa 1300 tonnellate di rifiuto totale raccolto, più di 1.000 tonnellate sono di rifiuto differenziato. Un risultato convincente per Asmiu, soprattutto perché «diversi dal resto del territorio dove è in vigore ancora il servizio stradale», come comunicano dall’azienda.

A partire dallo scorso maggio il servizio si è allargato e ha espanso la raccolta anche in zona limitrofa allo stadio, coinvolgendo circa 500 utenze tra domestiche e non domestiche. In tabella sottostante sono riportati i dati di raccolta. Questo in un’ottica di “replicabilità del progetto”, che nel suo rapporto Asmiu vuole sottolineare. Quanto fatto è importante, di sicuro migliorabile, ma indietro non si deve tornare.

«L’igiene urbana deve essere il fiore all’occhiello di una città, un obiettivo per questa come per le future amministrazioni», commenta Federico Orlandi, amministratore unico di Asmiu.

Sommando le zone nelle quali è stata suddivisa la città, gialla, rossa e verde, si nota una tendenza costante alla diminuzione della Rsu indifferenziata mentre cresce la quota di organico conferito. A fronte di una riduzione media del 4,3% del conferimento dell’indifferenziato, si ha avuto un incremento medio del 122,5% circa del conferimento del rifiuto organico. Questo ha portato a un conferimento totale di 1.050 tonnellate di organico a giugno 2017, contro le 731 tonnellate complessive conferite nel 2016.

Dunque quota superata già luglio, con Asmiu che stimache a fine anno il conferimento per l’anno 2017 possa superare tonnellate 1.600, contro una riduzione di indifferenziato stimata in 1700 tonnellate.

Ma veniamo alle dolenti note. Se Asmiu sta facendo discretamente il suo lavoro, non si può dire che lo stia facendo nelle condizioni più agevoli. In questo momento gli operativi sono circa 80, ma nove sono andati in pensione lo scorso anno. E finora non sono stati rimpiazzati.

«Riusciamo a fare quello che dobbiamo, i bilanci sono apposto. Però ogni volta che abbiamo un’assenza, qualcuno che si ammala, per mantenere il servizio dobbiamo fare i salti mortali». Coperta se non corta, appena sufficiente. Le nuove assunzioni, che pure farebbero comodo, sono però limitate dalla legge nazionale. Che, detto in modo succinto, dice che bisogna contenere i costi del personale e che l’azienda può spendere per i dipendenti una cifra inferiore o uguale all’anno precedente. Dopo i pensionamenti ritornare al livello necessario però è complicato.

«Mi basterebbe riuscire a reintegrare i pensionati andati via – spiega Orlandi – con il Comune stiamo lavorando per trovare una soluzione tra le maglie della legge».

Nella ricognizione effettuata dall’azienda sulla criticità che rimangono, si evidenzia il problema dell’abbandono dei rifiuti nei bidoncini stradali. «Rispetto alla precedente relazione - scrivono – sono tutt’ora 4 i punti critici dove persistono fenomeni di abbandono. Per ovviare a questo problema stiamo pensando di installare delle piccole telecamere come deterrente all’abbandono. Nelle due nuove zone i problemi di abbandono si riscontrano specialmente nelle postazioni di via Europa, di Piazza Liberazione e via Prado», dove viene posizionata l’isola ecologica). Telecamere contro maleducati e pigri, insomma. Anche se la partita si gioca sulle abitudini e la consapevolezza critica dei cittadini.

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