La manifestazione
Una paziente cade e muore Due arresti a Comano
Sono la direttrice e il responsabile della Rsa di cui era ospite. Inquinate le prove
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COMANO. La direttrice e il responsabile legale di una residenza sanitaria assistenziale di Comano sono stati arrestati e messi ai domiciliari; due infermiere della stessa struttura invece sono indagate a piede libero. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite ieri mattina dai carabinieri dei Nas di Livorno, comandati dal maggiore Pietro Caprio, e nello stesso tempo è stato notificato l’avviso di garanzia alle dipendenti della rsa. Tutto nasce da un’inchiesta del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma sulla morte di una paziente. Ai carabinieri era arrivata una segnalazione per quel decesso e da lì è partita tutta una serie di controlli. L’episodio è avvenuto tra l’8 e il 9 novembre del 2016, quando una donna, con gravi problemi psichiatrici, era caduta da un balcone battendo violentemente la testa. Un trauma che aveva causato la morte.
L’attività investigativa in questi mesi ha permesso di appurare che i soggetti colpiti dall’ordinanza avevano gestito la struttura con evidenti carenze organizzative, andando ad avvantaggiare la condotta autolesionistica di una assistita con problemi psichiatrici che, lasciata senza alcun controllo e vigilanza, aveva perso la vita a causa della caduta. «Dagli esiti investigativi - spiegano gli inquirenti con un comunicato - emerge inoltre che gli indagati, al fine di ostacolare e sviare l’attività d’indagine avevano modificato artificiosamente lo stato dei luoghi e delle cose connesse al reato, cancellando le tracce di possibili condotte omissive e di negligenza da parte degli stessi gestori responsabili della struttura». Proprio per questo le infermiere sono state indagate, per aver partecipato alla messinscena che aveva come unico scopo - secondo l’accusa - quello di alterare la scena. Nonostante questo, qualcuno ha segnalato il caso in procura e da lì il sostituto Iacopini ha deciso di fare chiarezza, riscontrando delle incongruenze che alla fine hanno completato il fascicolo. E ieri mattina hanno portato all’arresto dei due responsabili della residenza sanitaria assistenziale.
La paziente tra l’altro non era neppure anziana, aveva 55 anni. Ma era affetta da gravi problemi neurologici, tanto da non poter essere lasciata sola per un istante. Aveva bisogno di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro. I due sono ritenuti responsabili di abbandono di persona incapace di cui avevano il dovere di custodia e cura nonché di inquinamento delle prove, mentre a carico della direttrice è stato ipotizzato anche il reato di omicidio “per aver cagionato la morte dell’ospite, non ponendo adeguate misure ed azioni per impedirla”. Il termine giuridico è morte per dolo eventuale.
Nei prossimi giorni sia la direttrice sia il responsabile legale della struttura di Comano saranno sentiti dal giudice che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. E a lui dovranno spiegare cosa è successo la notte tra l’8 e il 9 novembre. (d.d.)
L’attività investigativa in questi mesi ha permesso di appurare che i soggetti colpiti dall’ordinanza avevano gestito la struttura con evidenti carenze organizzative, andando ad avvantaggiare la condotta autolesionistica di una assistita con problemi psichiatrici che, lasciata senza alcun controllo e vigilanza, aveva perso la vita a causa della caduta. «Dagli esiti investigativi - spiegano gli inquirenti con un comunicato - emerge inoltre che gli indagati, al fine di ostacolare e sviare l’attività d’indagine avevano modificato artificiosamente lo stato dei luoghi e delle cose connesse al reato, cancellando le tracce di possibili condotte omissive e di negligenza da parte degli stessi gestori responsabili della struttura». Proprio per questo le infermiere sono state indagate, per aver partecipato alla messinscena che aveva come unico scopo - secondo l’accusa - quello di alterare la scena. Nonostante questo, qualcuno ha segnalato il caso in procura e da lì il sostituto Iacopini ha deciso di fare chiarezza, riscontrando delle incongruenze che alla fine hanno completato il fascicolo. E ieri mattina hanno portato all’arresto dei due responsabili della residenza sanitaria assistenziale.
La paziente tra l’altro non era neppure anziana, aveva 55 anni. Ma era affetta da gravi problemi neurologici, tanto da non poter essere lasciata sola per un istante. Aveva bisogno di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro. I due sono ritenuti responsabili di abbandono di persona incapace di cui avevano il dovere di custodia e cura nonché di inquinamento delle prove, mentre a carico della direttrice è stato ipotizzato anche il reato di omicidio “per aver cagionato la morte dell’ospite, non ponendo adeguate misure ed azioni per impedirla”. Il termine giuridico è morte per dolo eventuale.
Nei prossimi giorni sia la direttrice sia il responsabile legale della struttura di Comano saranno sentiti dal giudice che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. E a lui dovranno spiegare cosa è successo la notte tra l’8 e il 9 novembre. (d.d.)
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