Attenzione
L’altro figlio di Vignozzi in cella
Si è costituito per scontare una pena di sei mesi del tribunale di Rimini
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CARRARA. L’altra mattina si è presentato davanti al carcere di La Spezia insieme al suo legale, l’avvocato Enrico Di Martino, e si è costituito. Alessandro Vignozzi, il figlio più piccolo di Roberto Vignozzi, l’ex postino condannato all’ergastolo per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi, deve scontare una pena di sei mesi, del tribunale di Rimini, diventata esecutiva. Il reato contestato è spaccio di stupefacenti, una piccola quantità. Il problema di Vignozzi è che non ha la possibilità di chiedere i domiciliari perché senza residenza fissa. E così ha preferito presentarsi spontaneamente alla struttura dove sconterà la condanna, la casa circondariale di La Spezia.
È stato l’avvocato Di Martino ad accompagnarlo in carcere, consigliandogli di farlo il prima possibile. Alessandro Vignozzi era stato condannato una prima volta dal tribunale di Massa - giudice Alessandro Trinci - il giorno prima dell’omicidio Taibi. Con lui era stato condannato anche il fratello Riccardo. Ma Alessandro poi era stato assolto in appello per non aver commesso il fatto. Nel frattempo è spuntata fuori la vicenda di Rimini, un piccolo episodio che l’ha visto coinvolto. Rito abbreviato e sentenza che passa in giudicato. E la pena che deve essere scontata.
Intanto il padre Roberto sta aspettando che la corte d’assise di appello di Genova fissi la data del processo di secondo grado per l’omicidio Taibi. I giudici apuani hanno ritenuto che il suo gesto fosse volontario e studiato a tavolino e per questo gli hanno dato il massimo della pena. Il suo legale, sempre l’avvocato Di Martino, ha impugnato la sentenza perché come ha tentato di far capire alla corte l’ex postino non voleva sparare.
È stato l’avvocato Di Martino ad accompagnarlo in carcere, consigliandogli di farlo il prima possibile. Alessandro Vignozzi era stato condannato una prima volta dal tribunale di Massa - giudice Alessandro Trinci - il giorno prima dell’omicidio Taibi. Con lui era stato condannato anche il fratello Riccardo. Ma Alessandro poi era stato assolto in appello per non aver commesso il fatto. Nel frattempo è spuntata fuori la vicenda di Rimini, un piccolo episodio che l’ha visto coinvolto. Rito abbreviato e sentenza che passa in giudicato. E la pena che deve essere scontata.
Intanto il padre Roberto sta aspettando che la corte d’assise di appello di Genova fissi la data del processo di secondo grado per l’omicidio Taibi. I giudici apuani hanno ritenuto che il suo gesto fosse volontario e studiato a tavolino e per questo gli hanno dato il massimo della pena. Il suo legale, sempre l’avvocato Di Martino, ha impugnato la sentenza perché come ha tentato di far capire alla corte l’ex postino non voleva sparare.
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