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Centomila euro di multe, ma le prostitute non pagano

Centomila euro di multe, ma le prostitute non pagano

Le ragazze erano state sanzionate dalle forze dell’ordine sul lungomare Risultano tutte nullatenenti e quindi non c’è modo di recuperare quel denaro

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MASSA. Durante i controlli anti prostituzione svolti quest’estate dalle forze dell’ordine sul lungomare di Marina di Massa sono state fatte multe per svariate decine di migliaia di euro, sia alle lucciole sia ai loro clienti. Mentre questi ultimi hanno tutti aperto il cordone della borsa - anche per evitare che in famiglia venissero a conoscenza delle loro scorribande - e hanno saldato il conto per la loro infrazione, le ragazze non hanno scucito il becco di un quattrino. E lo stato sta ancora aspettando di incassare la bellezza di centomila euro. Speranze di riscuotere? Zero, fa intendere chi quelle sanzioni le ha elevate. Perché le prostitute, la maggior parte di loro romene, risultano tutte nullatenenti. E quindi non hanno nulla che possa essere sequestrato.

Un bello smacco per lo sforzo fatto da agenti e militari nei mesi più caldi dell’anno. Volanti e pattuglie si sono date il cambio per contrastare un fenomeno in continua crescita, tanto che in questura e al comando provinciale dell’Arma arrivavano esposti con centinaia di firme di residenti e turisti che chiedevano di mettere fine a quello scandalo. E un paio di comitati di sicurezza erano stati dedicati proprio all’argomento, nel tentativo di dare una risposta alla cittadinanza.

Le operazioni congiunte di controllo, con tanto di multe per allontanare da Marina gli uomini che cercavano prestazioni sessuali a pagamento e le donne che le offrivano, sembravano aver dato i loro frutti. Invece, a distanza di mesi si scopre che le lucciole quelle sanzioni le hanno snobbate. Anzi, ci hanno riso sopra. E hanno continuato a esercitare la professione più antica del mondo, nonostante i fogli di via firmati dal questore per allontanarle dal Comune di Massa. Si sono assentate per qualche giorno, per poi però tornare al loro posto.

Un buco nell’acqua, insomma. Specie se non si trova un modo per recuperare quei centomila euro che in questo momento risultano evasi. Dai clienti ne sono arrivati quasi trentamila. Ma oltre al danno c’è pure la beffa: perché quelle sere in cui le forze dell’ordine contrastavano la prostituzione non potevano presidiare il territorio per scongiurare altri reati, come quelli contro il patrimonio: furti nelle case oppure nelle auto. (d.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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