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l’intervento 

«Beni estimati? No, beni comuni»

«Beni estimati? No, beni comuni»

Alfredo Mazzucchelli: anche quelle cave appartengono ai cittadini

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CARRARA. Alfredo Mazzuchelli interviene sulla vicenda dei beni estimati.

«Bene comune o bene privato? Stiamo parlando delle cave di marmo che in quanto patrimonio indisponibile ed inalienabile del comune di Carrara i cui interessi dovrebbero essere difesi dalla giunta comunale e sindaco compreso- scrive Mazzuccelli - Gli agri marmiferi, in quanto a titolarità, provengono dalle antiche “vicinanze” (1200 a.c.) nelle quali la proprietà degli agri marmiferi apparteneva alla disponibilità di ogni cittadino e non della stessa “vicinanza” quale istituzione».

«Le vicinanze vennero poi abolite in primis con l’editto di Marisa Teresa D’ Este e con l’intervento diretto del Napoleone Bonaparte, che in quanto a rivoluzionario (sic!) pure lui fece la sua parte - continua Mazzucchelli - A Carrara esistono 85 cave dove viene estratto il marmo, delle quali solo 8 sono coperte da una concessione alla escavazione. Mentre le altre continuano a lavorarle grazie ad un presunto diritto di “usu capione”, che trattandosi di un bene comune, tale diritto non esiste (per un bene pubblico ) e quindi non è applicabile».

«Infine - conclude Alfredo Mazzucchelli - un bene comune non può essere oggetto di “mercato”,come i beni estimati, non hanno alcuna ragione di esistere e questo per lo stesso motivo trattandosi di un bene comune. Come il “settimo” intascato da autodefinitesi proprietari di un bene comune, dovrebbe essere incassato dal Comune di Carrara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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