Il Tirreno

Il no a Putamorsi di Cai e Legambiente

Il no a Putamorsi di Cai e Legambiente

«Per il Parco delle Apuane lui e Davini non sono il male minore. Rossi faccia nuove consultazioni»

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MASSA. Dopo le notizie uscite sulla possibile conferma alla presidenza del Parco delle Apuane di Alberto Putamorsi il mondo ambientalista dice la sua. E respinge tutte quelle che definisce «allusioni su improbabili ammiccamenti degli ambientalisti al riguardo», in un comunicato di Legambiente ribadisce: «la nomina a Ppresidente del Parco Regionale della Alpi Apuane di personaggi come Putamorsi o Davini è comunque inaccettabile, senza se e senza ma».

«Stiamo parlando infatti- scrivono in una nota –, di figure che si sono scagliate contro il Piano paesaggistico della Regione, che hanno promosso frantoi industriali e nuove strade nel cuore dell’area protetta per trasportare scaglie di marmo da 1200 metri di altezza a valle, e favorito escavazioni devastanti in aree di altissimo pregio naturalistico. Legambiente torna pertanto a chiedere d’individuare per la guida dell’Ente figure di alto profilo e di garanzia in materia di conservazione della natura e che escludano ogni ombra di conflitto d’interessi o legami con il mondo dell’escavazione del marmo».

Per Legambiente infatti «il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha la grande necessità di attuare politiche di conservazione e valorizzazione sostenibile del più grande patrimonio di biodiversità e geodiversità di tutta la Toscana».

«Un presidente di Parco - commentano Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - che fa battaglie a favore delle cave all'interno di un’area protetta non è in grado di rivestire questo ruolo. Chiediamo quindi di escludere personaggi come Putamorsi dalla guida delle Alpi Apuane. Legambiente non ha ripensamenti e si batterà come sempre per la tutela di uno degli ecosistemi più straordinari della Toscana e d'Europa».

Dello stesso tenore il comunicato del Cai. «Il CAI Regionale Toscano non accetta il gioco “al ribasso” e “al meno peggio”; non ci sta a “farsi strizzare l’occhiolino” quando si tratta di nominare o riconfermare nominativi poco sensibili alla vocazione naturalistica del Parco. Ribadiamo alla Regione Toscana quanto già espresso in passato su questa vicenda: serve un cambio di passo e una svolta politica cosciente e consapevole per la presidenza del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Chiediamo al presidente Rossi di voler chiedere alla comunità di parco il rinnovo di tutte le designazioni, perché la politica locale sia chiamata ad esprimere un nuovo nominativo»

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