Sicurezza
Controlli sui blocchi, scontro in commissione
Nel mirino il sistema di tracciabilità annunciato dal Comune. Bottici (Pd) : ma chi farà le verifiche?
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CARRARA. Sarà introdotto con una determinazione dirigenziale o una delibera di giunta e comunque al di fuori del Regolamento degli Agri Marmiferi il nuovo sistema di tracciatura dei blocchi di marmo estratti alle cave. L'amministrazione ha ricevuto due progetti, da altrettante ditte specializzate, che permettono di seguire i singoli camion dalla cava, attraverso la pesa e fino al deposito e di sapere cosa trasportano. O quanto meno cosa dovrebbero trasportare. Uno è incentrato su un codice di accompagnamento dei blocchi, il secondo su un vero e proprio sensore elettronico, il cosiddetto codice a barre. Le novità sono state illustrate in commissione Marmo dove è scoppiata subito la polemica tra maggioranza e opposizione, non tanto sui sistemi e le tecnologie usate per tracciare i mezzi quanto in merito agli strumenti di controllo che l'amministrazione intende utilizzare. Sì perché il presupposto di partenza della "tracciabilità" introdotta dai grillini, è che siano gli imprenditori del monte a dire, camion per camion, le caratteristiche del carico. I blocchi saranno "catalogati" tramite un'autocertificazione rilasciata dall'azienda escavatrice in cui dovrà essere indicata la tipologia di marmo e la conformazione del blocco. Due caratteristiche che determinano la tariffa di riferimento (per il momento continueranno a essere utilizzate quelle in vigore, definite dalla precedente amministrazione) e che sono dunque fondamentali per il pagamento del canone. Tanto per fare qualche esempio, un blocco sano squadrato di Calacata prima scelta è stimato 4500 euro a tonnellata mentre lo stesso blocco di Venato D solo 140 euro. Ma anche a parità di marmo, ci sono grandi differenze dettate dalla tipologia del blocco: un blocco sano squadrato di statuario prima scelta vale 4500 euro a tonnellata, un informe dello stesso materiale solo 400 euro. «Grazie alla tracciabilità acquisiremo dati fondamentali per monitorare quello che succede alle cave» ha spiegato il presidente della commissione Marmo Stefano Dell'Amico. L'opposizione però non è sembrata affatto convinta. Sia Cristiano Bottici (Pd) che Gianenrico Spediacci (Insieme per Carrara) hanno lamentato la mancanza di verifiche e controlli sulle autocertificazioni che accompagneranno i blocchi.«Come accerterete che quanto dichiarato dall'escavatore corrisponde a verità? E in caso di incongruenze come provvederete?» hanno chiesto i due esponenti della minoranza. Quesiti per ora rimasti senza risposta visto che il presidente Dell'Amico ha spiegato che in questa fase il confronto riguarda solo la fase di tracciatura e che del sistema di controllo «si parlerà più avanti, entro comunque il 2018, dopo aver accumulato un po' di dati sulla produzione effettiva delle cave».
(c.ch.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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