Proteste
Case abusive, abbattimenti senza tregua
In poco più di due anni smaltita la lista stilata dalla procura. Sono gli stessi proprietari a smantellarle per risparmiare
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA CARRARA. Le prime case abusive sono state buttate giù all’inizio dell’estate del 2014, da allora sono stati un centinaio i manufatti cancellati grazie a una sentenza passata in giudicato. Ma la curiosità è che, mentre in altre regioni d’Italia ci sono discussioni accese sul diritto alla casa, anche se costruita illegalmente, ai piedi delle Apuane sono gli stessi proprietari che avevano edificato senza alcun permesso a smantellare quella che doveva essere la dimora dei loro sogni. Motivo? Risparmiano denaro, visto che le ditte scelte dalla procura e dai Comuni interessati (con regolare bando), sono decisamente più care dei muratori che vengono pagati a cottimo. E così in poco più di due anni la lista degli orrori è stata completamente smaltita: un centinaio di fabbricati che dal 2014 sono stati cancellati. Lavoro finito, quindi? Macché, nel frattempo altre case abusive sono state colpite da sentenza definitiva di abbattimento. E quindi si va avanti. Una trentina gli immobili (ci sono pure dei capanni) ancora da smantellare.
Numeri che danno l’idea del fenomeno nella nostra provincia: gli abusi sono davvero tanti, se si considera che nel distretto giudiziario che comprende Massa Carrara (gli altri circondari che ruotano attorno a Genova sono Savona, Imperia e La Spezia) complessivamente non si arriva alle venti strutture non autorizzate e già condannate allo smantellamento. Perché questo record? Vuoi che in Liguria si denunciano molto meno gli abusi, ma soprattutto perché a Massa e dintorni è una prassi costruire dove e come si desidera. Un andazzo che la procura però con questa operazione in grande stile sta cancellando. Spendere soldi per tirare su case che potrebbero essere abbattute per ordine del tribunale non è proprio un affare. La battaglia di Giubilaro era iniziata nel 2012, quando il procuratore capo chiese l'immediata demolizione di 89 opere abusive: piccoli e grandi fabbricati sparsi tra i comuni di Massa, Carrara, Montignoso e in Lunigiana (per i quali esisteva già una sentenza di demolizione, mai ottemperata). La sentenza di demolizione più vecchia della prima lista risaliva al 2000. Nel frattempo erano arrivate altre sentenze e il numero degli abbattimenti è lievitato. Non è stato facile trovare un’intesa: ci sono volute parecchie riunioni e soprattutto si è dovuto superare un ostacolo enorme. Ma alla fine si può dire che ne è valsa davvero la pena. (d.d.)
Numeri che danno l’idea del fenomeno nella nostra provincia: gli abusi sono davvero tanti, se si considera che nel distretto giudiziario che comprende Massa Carrara (gli altri circondari che ruotano attorno a Genova sono Savona, Imperia e La Spezia) complessivamente non si arriva alle venti strutture non autorizzate e già condannate allo smantellamento. Perché questo record? Vuoi che in Liguria si denunciano molto meno gli abusi, ma soprattutto perché a Massa e dintorni è una prassi costruire dove e come si desidera. Un andazzo che la procura però con questa operazione in grande stile sta cancellando. Spendere soldi per tirare su case che potrebbero essere abbattute per ordine del tribunale non è proprio un affare. La battaglia di Giubilaro era iniziata nel 2012, quando il procuratore capo chiese l'immediata demolizione di 89 opere abusive: piccoli e grandi fabbricati sparsi tra i comuni di Massa, Carrara, Montignoso e in Lunigiana (per i quali esisteva già una sentenza di demolizione, mai ottemperata). La sentenza di demolizione più vecchia della prima lista risaliva al 2000. Nel frattempo erano arrivate altre sentenze e il numero degli abbattimenti è lievitato. Non è stato facile trovare un’intesa: ci sono volute parecchie riunioni e soprattutto si è dovuto superare un ostacolo enorme. Ma alla fine si può dire che ne è valsa davvero la pena. (d.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
