Sicurezza
Allarme marmo finto: “Invasione” dei quarzi
Summit dei distretti di Carrara e Verona al capezzale del bianco
CARRARA. E pensare che quando sono stati introdotti sui mercati, ormai si parla di sette-otto anni fa, gli addetti ai lavori li vedevano come potenziali concorrenti dei graniti. Sì perché questi agglomerati con all’interno componenti di quarzo, sembravano diretti competitor dei materiali estratti nelle cave di Sud Africa e India.
Ma la previsione non è stata azzeccata. Proprio per nulla. E, anno dopo anno, i quarzi, come li chiamano nel settore, sono diventati concorrenti diretti del marmo bianco. Tanto agguerriti da mettere Ko il materiale estratto nelle cave del distretto apuo versiliese (ma anche i marmi che arrivano dal veronese), soprattutto nei mercati americani, quelli in cui negli ultimi anni avevano dato timidi segnali di ripresa per le esportazioni.
Quando il pericolo erano le ceramiche stile "statutario"
C’è da aggiungere che, proprio nell’ultimo periodo, i produttori dei quarzi hanno affilato le armi, realizzando un nuovo prodotto che una tridimensionalità: questo significa che tagliando la lastra di agglomerato nella costa questa segue la venatura. Proprio come il marmo. Con le stesse caratteristiche e la stessa resistenza. E un prezzo inferiore sì, ma non troppo: basti pensare che una lastra di “finto marmo” cioè di quarzo si aggira sui 100 euro a metro quadrato. Per un bianco medio si sale a 150/200 mentre, ad esempio, per una lastra di calacatta bisogna sborsare dai 300 ai 350 euro a metro quadro.
Insomma, non solo una questione di prezzo e una situazione difficile che ha convinto gli imprenditori del distretto apuo versiliese, e quelli di Verona a organizzare un incontro. Un meeting (che si terrà nella città veneta a fine mese) e che suona un po’ come una chiamata a raccolta, al capezzale del marmo bianco.
Sì perché quello che spaventa gli imprenditori e i trasformatori, poiché la battaglia fra marmi e quarzi si gioca sulle lastre, è il grande successo che gli agglomerati stanno avendo sui mercati mondiali e in particolare nei progetti dei grandi architetti.
Ad aggravare la situazione è anche il fatto che, fra i maggiori produttori di quarzi, ci sono gli imprenditori cinesi che stanno aggredendo questo mercato e quindi potrebbero, in tempi molto stretti, fare scendere di parecchio i prezzi delle lastre realizzate con sabbie di quarzo e resine certificate.
Insomma un vero e proprio assedio al marmo bianco che sembrava avere rialzato la testa e che adesso si trova di fronte una concorrenza “fatta in laboratorio. Questo, tradotto, significa avere come “rivali” lastre perfette, senza difetto, immuni ai danni del tempo e super resistenti. Certo la pietra è un’altra cosa ma, in questo momento i quarzi sembrano in netto vantaggio per quel che riguarda grossi progetti internazionali come business center, duty free e anche mega ville private.
L’incontro a Verona (dovrebbe svolgersi questo sabato o nei primi giorni della prossima settimana) servirà proprio per fare il punto della situazione e per cercare una strategia comune con cui correre ai riapri. La scelta di Verona non è casuale: qui, nel distretto dle marmo (vero) è infatti cominciata una produzione important e di quarzi.
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