Sicurezza
Una cascata di marmo: varate 30mila tonnellate
di Cinzia Chiappini
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La nube di polvere originata dalla varata sopra ai Ponti di VaraUn’operazione spettacolare alla cava 113 ordinata dall’Asl per la messa in sicurezza
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CARRARA. Ore 16 e 15. Un boato risuona alle cave di marmo, di versante in versante e una nube bianca si alza nel cielo sopra Miseglia. Una cascata da trentamila tonnellate di marmo nello scenario mozzafiato delle cave apuane.
Uno spettacolo che non è certo passato inosservato Anche più a valle, in centro città, sono stati in molti ad accorgersi del frastuono e a notare quella nuvola di polvere di marmo a ridosso dei Ponti di Vara. E lo stesso è accaduto a Codena, la piccola frazione montana affacciata su quel sito.
Sui social ovviamente è partito l'ormai consueto tam-tam, con tanto di polemica sulla "rapina del monte".. Tutto questo ha fatto da corollario alla varata avvenuta proprio nella zona dei Ponti di Vara.
Sì perchè ieri pomeriggio alla cava 113, gestita dalla ditta CremoMarmi, un pezzo di monte è stato “varato”.
Utilizzando una tonnellata di esplosivo, posizionato sul sito da una ditta specializzata di Pietrasanta, sono state abbattute più o meno 30mila tonnellate di materiale.
Un'operazione spettacolare, con una cascata di marmo e detriti che è precipitata per centinaia di metri nel bel mezzo di uno scenario mozzafiato come quello dei Ponti di Vara. Dalla CremoMarmi precisano che si è trattato di «una varata ordinata da Asl per mettere in sicurezza e bonificare il versante, sul quale pendeva pericolosamente del materiale». L'intervento dunque è stato suggerito- o sarebbe meglio dire predisposto - dal Dipartimento per la Prevenzione degli Infortuni sul posto di Lavoro dell'Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest a tutela dell'incolumità dei lavoratori della cava 113 e di altre attività limitrofe.
«Non si tratta di un'operazione a fini commerciali, è una vera e propria bonifica» insistono da CremoMarmi lasciando intendere che l'intervento ha ricevuto grandi attenzioni non tanto per l'entità della porzione di montagna abbattuta (in passato ci sono state varate anche più imponenti) quanto per la posizione del sito, affacciato sui Ponti di Vara, una zona non solo estrattiva ma anche turistica.
La "giustificazione" della varata per motivi di sicurezza però non ha convinto tutti: sui social, come dicevamo, è scattata la polemica perchè secondo alcuni cittadini l'operazione sarebbe in realtà finalizzata a ricavare nuove aree da destinare all'attività estrattiva ed ampliare ulteriormente la superficie di quel bacino marmifero.
Uno spettacolo che non è certo passato inosservato Anche più a valle, in centro città, sono stati in molti ad accorgersi del frastuono e a notare quella nuvola di polvere di marmo a ridosso dei Ponti di Vara. E lo stesso è accaduto a Codena, la piccola frazione montana affacciata su quel sito.
Sui social ovviamente è partito l'ormai consueto tam-tam, con tanto di polemica sulla "rapina del monte".. Tutto questo ha fatto da corollario alla varata avvenuta proprio nella zona dei Ponti di Vara.
Sì perchè ieri pomeriggio alla cava 113, gestita dalla ditta CremoMarmi, un pezzo di monte è stato “varato”.
Utilizzando una tonnellata di esplosivo, posizionato sul sito da una ditta specializzata di Pietrasanta, sono state abbattute più o meno 30mila tonnellate di materiale.
Un'operazione spettacolare, con una cascata di marmo e detriti che è precipitata per centinaia di metri nel bel mezzo di uno scenario mozzafiato come quello dei Ponti di Vara. Dalla CremoMarmi precisano che si è trattato di «una varata ordinata da Asl per mettere in sicurezza e bonificare il versante, sul quale pendeva pericolosamente del materiale». L'intervento dunque è stato suggerito- o sarebbe meglio dire predisposto - dal Dipartimento per la Prevenzione degli Infortuni sul posto di Lavoro dell'Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest a tutela dell'incolumità dei lavoratori della cava 113 e di altre attività limitrofe.
«Non si tratta di un'operazione a fini commerciali, è una vera e propria bonifica» insistono da CremoMarmi lasciando intendere che l'intervento ha ricevuto grandi attenzioni non tanto per l'entità della porzione di montagna abbattuta (in passato ci sono state varate anche più imponenti) quanto per la posizione del sito, affacciato sui Ponti di Vara, una zona non solo estrattiva ma anche turistica.
La "giustificazione" della varata per motivi di sicurezza però non ha convinto tutti: sui social, come dicevamo, è scattata la polemica perchè secondo alcuni cittadini l'operazione sarebbe in realtà finalizzata a ricavare nuove aree da destinare all'attività estrattiva ed ampliare ulteriormente la superficie di quel bacino marmifero.
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