Attenzione
Spaghetti, gamberi e passione la cucina di Nicola è da podio
di Alessandra Vivoli
Il cuoco carrarese capitana la brigata del lanciatissimo Bistrot di Forte dei Marmi «Ma adesso mi piacerebbe veder crescere anche la ristorazione della mia città»
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CARRARA. «La ristorazione di Carrara ha bisogno di qualcosa in più, mi piacerebbe vederla crescere». L’auspicio è di Nicola Gronchi, 33 anni, chef carrarese del ristorante “Bistrot” di Forte dei Marmi.
Nicola è uno che ce l’ha fatta. E che in cucina ha saputo coniugare la sua passione per i grandi piatti con la qualità della materia prima.
Dalla riconferma della stella Michelin alla conquista del cappello della Guida dell’Espresso. È una carriera in ascesa quella dello chef Nicola Gronchi e si è legata a doppio filo, la consacrazione del ristorante versiliese della famiglia Vaiani, Il Bistrot.
Due mondi, quello della cucina innovativa del maestro trentarenne, e quella più tradizionale di Piero, David e Marco Vaiani che hanno trovato il loro trait d’union nella ricerca delle materie prime che, al Bistrot devono essere sempre di primissima scelta. E questo, grazie alle forniture di due mercati del pesce, di Viareggio e di Livorno, che, da sempre, fanno la differenza garantendo al ristorante della famiglia Vaiani e alla cucina capitanata dallo chef Nicola Gronchi di continuare a scriver epagine importanti della ristorazione versiliese.
«Cercando di accontentare i nostri clienti – spiega Nicola – questa è la cosa principale». E da due anni a questa parte per lo chef carrarese sono arrivati risultati importanti.
Da ultimo il riconoscimento sulla guida dell’Espresso, arrivato – finalmente sottolinea Nicola – grazie (soprattutto) a due piatti forti: lo spaghetto aglio, olio e peperoncino con battuta di gambero biondo, polvere di olive essicate e bottarga di muggine e la nuova interpretazione della zuppa di pesce: salsa base classica, diversi tipi di cottura e crackers di cozze e patate al posto della classica fetta di pane.
Grandi successi e la consapevolezza di avere ancora tanta strada da fare: «Perché in cucina – ci tiene a dire Nicola – vincono l’umiltà e la squafra».
E dalla tolda della cucina di uno dei più famosi ristoranti di Forte dei Marmi Nicola rivolge un pensiero ai colleghi di Carrara: «La ristorazione carrarese avrebbe bisogno di qualcosa di più visto i prodotti che offre un territorio incredibile che comprende una vastità di materia prima, dai monti al mare. Ecco mi piacerebbe vedere i locali della mia città crescere».
E intanto Nicola Gronchi si gode il successo della sua cucina. Un successo quello del Bistro che condivide con l’intera brigata: Luca Anedda, Giacomo Calevro, Alessandro Girardini, Francesco Suria, Art Dollinar, Sara Nassi, Cirstina Dioday, Manuel Menconi, Sonia Cani, Osvaldo Andreazzoli, Federico Morelli, MauroCatelani e Sirigne Sek.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nicola è uno che ce l’ha fatta. E che in cucina ha saputo coniugare la sua passione per i grandi piatti con la qualità della materia prima.
Dalla riconferma della stella Michelin alla conquista del cappello della Guida dell’Espresso. È una carriera in ascesa quella dello chef Nicola Gronchi e si è legata a doppio filo, la consacrazione del ristorante versiliese della famiglia Vaiani, Il Bistrot.
Due mondi, quello della cucina innovativa del maestro trentarenne, e quella più tradizionale di Piero, David e Marco Vaiani che hanno trovato il loro trait d’union nella ricerca delle materie prime che, al Bistrot devono essere sempre di primissima scelta. E questo, grazie alle forniture di due mercati del pesce, di Viareggio e di Livorno, che, da sempre, fanno la differenza garantendo al ristorante della famiglia Vaiani e alla cucina capitanata dallo chef Nicola Gronchi di continuare a scriver epagine importanti della ristorazione versiliese.
«Cercando di accontentare i nostri clienti – spiega Nicola – questa è la cosa principale». E da due anni a questa parte per lo chef carrarese sono arrivati risultati importanti.
Da ultimo il riconoscimento sulla guida dell’Espresso, arrivato – finalmente sottolinea Nicola – grazie (soprattutto) a due piatti forti: lo spaghetto aglio, olio e peperoncino con battuta di gambero biondo, polvere di olive essicate e bottarga di muggine e la nuova interpretazione della zuppa di pesce: salsa base classica, diversi tipi di cottura e crackers di cozze e patate al posto della classica fetta di pane.
Grandi successi e la consapevolezza di avere ancora tanta strada da fare: «Perché in cucina – ci tiene a dire Nicola – vincono l’umiltà e la squafra».
E dalla tolda della cucina di uno dei più famosi ristoranti di Forte dei Marmi Nicola rivolge un pensiero ai colleghi di Carrara: «La ristorazione carrarese avrebbe bisogno di qualcosa di più visto i prodotti che offre un territorio incredibile che comprende una vastità di materia prima, dai monti al mare. Ecco mi piacerebbe vedere i locali della mia città crescere».
E intanto Nicola Gronchi si gode il successo della sua cucina. Un successo quello del Bistro che condivide con l’intera brigata: Luca Anedda, Giacomo Calevro, Alessandro Girardini, Francesco Suria, Art Dollinar, Sara Nassi, Cirstina Dioday, Manuel Menconi, Sonia Cani, Osvaldo Andreazzoli, Federico Morelli, MauroCatelani e Sirigne Sek.
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