Il Tirreno

«Saremo la capitale dell’amianto»

«Saremo la capitale dell’amianto»

L’allarme lanciato dal comitato per la chiusura della discarica di Montignoso

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MONTIGNOSO. «Un modo per velocizzare il riempimento della discarica piuttosto che discutere della sua chiusura». Così commenta il Comitato cittadino per la chiusura della discarica di ex cava Fornace a Montignoso, il protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi tra il gestore della discarica Programma ambiente e i comuni pratesi di Vaiano, Vernio e Cantagallo.

«Dopo che la Regione, attraverso l’assessore all’ambiente Federica Fratoni, ha definito la discarica sita tra Montignoso e Pietrasanta come una “risorsa per la Toscana” e dopo che il sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, si è riunito a porte chiuse, come in una riunione privata, per decidere, a suo dire, la programmazione della chiusura della discarica insieme alla Fratoni, al vice sindaco di Prato e a Programma ambiente apuane – scrive il comitato – eravamo già abbastanza preoccupati».

A preoccupare ulteriormente il comitato è il protocollo d’intesa firmato qualche giorno fa a Prato. Accordo che nasce con l’obiettivo di informare i cittadini sulle tematiche connesse al problema dello smaltimento dell’amianto, si legge nel documento, dalle pratiche per l’autorizzazione, a quelle per accedere alle agevolazioni fiscali o Inail; dai costi per la rimozione, alle opportunità nel caso di rifacimento di un fabbricato per la riqualificazione energetica. E nei prossimi mesi, grazie all’accordo firmato tra i tre comuni pratesi, verranno istituiti dei nuovi punti informativi per sensibilizzare le persone al regolare smaltimento dell’amianto.

«La volontà – spiega ancora il comitato – non è la chiusura, ma un veloce riempimento, trasformando così la Versilia nel nuovo centro gravitazionale di tutto l’amianto della Toscana e non solo. Dopo la Farmoplant e Lavello, dove nessuno è colpevole, dopo l’inceneritore di Pietrasanta ricoperto da belle parole e finte garanzie e controlli, oggi i cittadini apuo-versiliesi, l’ambiente e le comunità pagano il conto peggiore degli errori strategici della politica».

«La discarica di Montignoso-Pietrasanta viene sistematicamente menzionata da Arpat – si conclude l’intervento del comitato – per mancanze, pozzi in falda alterati da triclorometano, violazioni delle autorizzazioni ambientali, con ripetute segnalazioni alla autorità giudiziaria». Immediata la risposta di Gianni Lorenzetti: «Io rimango sulle posizioni del documento firmasto lo scorso mese, che delega alla Regione ogni tipo di decisione. Non permetterò – conclude il sindaco di Montignoso – l’abbando una discarica chiusa e piena di rifiuti.

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