Sicurezza
«Il tavolo», la nuova sfida di Garfagnini
di Alessandra Poggi
Lo chef apuano nell’equipe del maestro francese Gagnere lancia una catena di locali nel mondo
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CARRARA. Al via la nuova avventura dello chef stellato Marco Garfagnini, carrarese doc, da poco approdato nell’equipe del maestro francese Pierre Gagnere, il proprietario e cuoco dell’omonimo ristorante a 6 rue Balzac di Parigi. Un incontro che è sfociato nell’imponente progetto di aprire in società una catena di ristoranti italiani nel mondo. E senza perdere tempo i due chef stellati hanno già inaugurato una decina di locali, l’ultimo proprio in questi giorni in Cina ad Hong Kong, dove ha cenato l’ex primo ministro britannico David Cameron. La catena di ristoranti Garfagnini la voleva chiamare marmo, in onore a Carrara la sua città natale, ma per motivi tecnici il nome è invece diventato “Il tavolo” .
Il primo ristorante che ha visto la luce è quello di Cannes in costa Azzurra, inaugurato circa tre mesi fa, l’ultimo ad essere inaugurato sarà nelle prossime settimane quello in Vietnam. Già tutti attivi quelli di Parigi, Londra (dove lavora il figlio di Garfagnini), Tokio, Dubai, Courchevel (prestigiosa località sciistica della Francia), Las Vegas, Gordes nelle vicinanze di Avignone e New York. E dunque per Garfagnini si chiude la parentesi del castello De Noirieux di Briollay in Loira, e si aprono le porte della cucina di Pierre Gagnaire che lui stesso definisce “un genio” . È lui a donare quell’insolita nota alle creazione di chef Garfagnini, aggiungendo sapori in grado di esaltare i suoi risotti, le sue paste o i suoi crudi di pesce. magari usando anche solo del mango. Ma paese che vai cucina che trovi, o meglio la cucina italiana proposta nei vari locali è molto legata al reperimento delle materie prime.
«Sono rimasto davvero impressionato da Hong Kong – racconta Garfagnini – in questa città trovi tutto, anche le materie prime italiane e francesi. Qui non è difficile creare piatti italiani. La sera per strada ci sono dei fiumi di persone, è straordinaria».
Tornando in Europa e precisamente nel ristorante francese e in quello di Courchevel, stanno per approdare i mortai di marmo di Carrara. Ma non solo ha chiamato a lavorare in Francia anche tre giovani cuochi carraresi, segno tangibile del suo attaccamento alla città. «Questi due ristoranti – racconta ancora Garfagnini – sono stati arredati in maniera diversa, ci sono molti elementi che li ricollegano a Carrara sia a livello culinario sia di arredamento e oggettistica. a cominciare dai piccoli mortai di marmo per le salse. In seguito metteremo su ogni tavolo una piccola scultura. È incredibile come Carrara sia famosa nel mondo. Non c’è posto dove sono andato e dove non abbiamo esclamato che la conoscevano». E lui, lo chef partito dal Ninan di Carrara, lui che di strada ne ha fatta tanta a parlare di Carrara quasi si commuove.
Il suo sogno dopo 15 anni fuori dall’Italia è di ritornare a casa: «Spero di tornare a Carrara, qui ci sono la famiglia e gli amici. Mi auguro che un giorno riesca a rinascere. Io ci credo ancora. Tornerò e aprirò un ristorante, chissà, però mai a Forte dei Marmi».
Si congeda con questa speranza di un ritorno e di una rinascita lo chef Garfagnini, i fornelli del Pierre Gagnere l'attendono.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo ristorante che ha visto la luce è quello di Cannes in costa Azzurra, inaugurato circa tre mesi fa, l’ultimo ad essere inaugurato sarà nelle prossime settimane quello in Vietnam. Già tutti attivi quelli di Parigi, Londra (dove lavora il figlio di Garfagnini), Tokio, Dubai, Courchevel (prestigiosa località sciistica della Francia), Las Vegas, Gordes nelle vicinanze di Avignone e New York. E dunque per Garfagnini si chiude la parentesi del castello De Noirieux di Briollay in Loira, e si aprono le porte della cucina di Pierre Gagnaire che lui stesso definisce “un genio” . È lui a donare quell’insolita nota alle creazione di chef Garfagnini, aggiungendo sapori in grado di esaltare i suoi risotti, le sue paste o i suoi crudi di pesce. magari usando anche solo del mango. Ma paese che vai cucina che trovi, o meglio la cucina italiana proposta nei vari locali è molto legata al reperimento delle materie prime.
«Sono rimasto davvero impressionato da Hong Kong – racconta Garfagnini – in questa città trovi tutto, anche le materie prime italiane e francesi. Qui non è difficile creare piatti italiani. La sera per strada ci sono dei fiumi di persone, è straordinaria».
Tornando in Europa e precisamente nel ristorante francese e in quello di Courchevel, stanno per approdare i mortai di marmo di Carrara. Ma non solo ha chiamato a lavorare in Francia anche tre giovani cuochi carraresi, segno tangibile del suo attaccamento alla città. «Questi due ristoranti – racconta ancora Garfagnini – sono stati arredati in maniera diversa, ci sono molti elementi che li ricollegano a Carrara sia a livello culinario sia di arredamento e oggettistica. a cominciare dai piccoli mortai di marmo per le salse. In seguito metteremo su ogni tavolo una piccola scultura. È incredibile come Carrara sia famosa nel mondo. Non c’è posto dove sono andato e dove non abbiamo esclamato che la conoscevano». E lui, lo chef partito dal Ninan di Carrara, lui che di strada ne ha fatta tanta a parlare di Carrara quasi si commuove.
Il suo sogno dopo 15 anni fuori dall’Italia è di ritornare a casa: «Spero di tornare a Carrara, qui ci sono la famiglia e gli amici. Mi auguro che un giorno riesca a rinascere. Io ci credo ancora. Tornerò e aprirò un ristorante, chissà, però mai a Forte dei Marmi».
Si congeda con questa speranza di un ritorno e di una rinascita lo chef Garfagnini, i fornelli del Pierre Gagnere l'attendono.
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