Sicurezza
Il parroco don Perini a Fosdinovo
Dopo 14 anni il sacerdote “angelo dell’alluvione” lascia San Caprasio di Aulla
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AULLA. L’annuncio fatto nella messa della domenica mattina ha lasciato di stucco tutti i fedeli. Il parroco don Giovanni Perini, su decisione del vescovo, lascerà fra un mese il proprio incarico ad Aulla per raggiungere una parrocchia nella zona di Fosdinovo. E’ qui dal dicembre 2003 Giovanni Perini, nato a Pontremoli il 29 ottobre 1958, e, nonostante il carattere a tratti spigoloso, è riuscito a farsi benvolere da tutti. "Voglio dire grazie ai fedeli aullesi per essere stato accolto al meglio qui e, soprattutto, sopportato" commenta con un filo di humour Perini, il quale aveva manifestato al vescovo il desiderio di tornare ad evangelizzare dopo l’esperienza aullese.
"Prima di arrivare ad Aulla nel dicembre 2003, avevo fatto il missionario in Olanda, Albania e Guatemala. Mi sarebbe piaciuto tornare a ricoprire quel ruolo, ma noi facciamo quello che vuole il Signore, quindi il vescovo ha ritenuto che fossi più utile ancora nel ruolo di parroco". E ora la domanda che è sulla bocca di tutti ad Aulla è su chi arriverà al suo posto
Ma don Giovanni rimarrà nel ricordo degli aullesi. Non fosse altro per il suo ruolo durante la tragica alluvione del 2011 in città. Il parrococo la sera del disastro andò a piedi fino alla chiesa dell'ex Filanda, per aprire la porta a chi aveva bisogno di ricovero. E i giorni successivi con la cerata e gli stivaloni di gomma era sempre lì a spalare fango giorno e notte, insieme ai suoi paesani, per liberare San Caprasio dall'onda di distruzione e potervi celebrare la messa, la domenica subito dopo la tragedia. San Caprasio fu duramente colpita dall’alluvione che provocò danni anche alle reliquie di San Severo.G.U.
"Prima di arrivare ad Aulla nel dicembre 2003, avevo fatto il missionario in Olanda, Albania e Guatemala. Mi sarebbe piaciuto tornare a ricoprire quel ruolo, ma noi facciamo quello che vuole il Signore, quindi il vescovo ha ritenuto che fossi più utile ancora nel ruolo di parroco". E ora la domanda che è sulla bocca di tutti ad Aulla è su chi arriverà al suo posto
Ma don Giovanni rimarrà nel ricordo degli aullesi. Non fosse altro per il suo ruolo durante la tragica alluvione del 2011 in città. Il parrococo la sera del disastro andò a piedi fino alla chiesa dell'ex Filanda, per aprire la porta a chi aveva bisogno di ricovero. E i giorni successivi con la cerata e gli stivaloni di gomma era sempre lì a spalare fango giorno e notte, insieme ai suoi paesani, per liberare San Caprasio dall'onda di distruzione e potervi celebrare la messa, la domenica subito dopo la tragedia. San Caprasio fu duramente colpita dall’alluvione che provocò danni anche alle reliquie di San Severo.G.U.
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