Il Tirreno

«Faremo pagare il canone anche sui beni estimati»

di Cinzia Chiappini
«Faremo pagare il canone anche sui beni estimati»

Il presidente della commissione marmo: il regolamento degli agri marmiferi entrerà in vigore all’inizio dell’anno

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CARRARA. L'amministrazione carrarese punta ad approvare il Regolamento degli Agri Marmiferi entro la fine di quest'anno, senza attendere l'esito dei contenziosi legali sui Beni Estimati o le scelte della Regione Toscana sulla legge.

Stefano Dell'Amico presidente pentastellato della Commissione Marmo fa il punto dell'iter di riscrittura della normativa comunale sulla gestione delle cave, ereditata dalla precedente consiliatura e rimasta in sospeso "causa elezioni".

«Non staremo anni ad aspettare i pareri dei soggetti coinvolti» anticipa i capogruppo grillino, spiegando che a breve, la sua commissione si aprirà a un percorso di ascolto con tutti i cosiddetti "portatori di interessi" del mondo del lapideo, ma con l'obiettivo di portare il Regolamento in consiglio comunale, per il voto, prima di fine anno.

«Ascolteremo ambientalisti, industriali, sindacati, Arpat, Asl e ovviamente i lavoratori in un percorso partecipativo fatto in commissione» insiste Dell'Amico parlando di un ascolto "veloce".

L'idea è quella di iniziare il 2018 con il nuovo regolamento in vigore, «recependo pareri, norme e pronunciamenti che arriveranno in tempo utile ma senza necessariamente aspettare i tempi degli altri enti» precisa il presidente della commissione Marmo. Il riferimento è in primis alla querelle legale sui Beni Estimati e all'annosa questione del trattamento riservato alle cave inserite nell'editto di Maria Teresa Cybo Malaspina: «Stiamo ancora ragionando sulla formula più corretta dal punto di vista legale, ma la nostra idea è quella di far pagare il canone di concessione anche ai Beni Estimati accantonando il gettito che ne deriverà in un fondo ad hoc» anticipa Dell'Amico confermando quanto dichiarato a più riprese dal sindaco Francesco De Pasquale prima, durante e dopo la campagna elettorale ovvero che «su questa materia il comune ha la potestà di agire da solo».

Al di là dei risvolti legali della questione, la strategia dell'amministrazione grillina prevede dunque di avviare la riscossione del canone prima della conclusione del contenzioso giuridico sui Beni Estimati ma "congelando" le risorse che ne deriveranno (circa 4 milioni di euro l'anno) senza utilizzarle, almeno fino alla conclusione della battaglia in tribunale. Questa com'è noto terminerà probabilmente solo quando il contenzioso approderà in Corte di Cassazione. Un passaggio scontato visto che qualsiasi sia l'esito dell'appello, le parti – industriali da un lato e comune dall'altro – non sembrano intenzionate ad arrendersi prima del terzo grado di giudizio.

Intanto però il nuovo Regolamento degli Agri oltre a chiarire nero su bianco che anche le cave elencate da Maria Teresa fanno parte del patrimonio indisponibile del comune, reintrodurrà per queste attività l'onere del canone di concessione. E visto che l’amministrazione vuole approvare il testo entro la fine del 2017, se ci riuscirà, allora con il nuovo anno aumenterà la platea delle cave chiamate a pagare il corrispettivo.

Ma i temi da affrontare nella legge comunale sulle cave, sono tanti: «Ci sarà la questione delle gare per le concessioni rispetto alla quale, come ha detto il sindaco, siamo in disaccordo con la Regione e introdurremo l'Osservatorio sul Marmo per capire se le tariffe attuali corrispondono davvero ai prezzi reali di mercato. In quest'ottica sarà centrale il ruolo di Imm che proprio con l'Osservatorio potrà essere rilanciata» conclude Stefano Dell'Amico, precisando che invece l'introduzione del nuovo sistema di tracciatura dei blocchi procederà su un altro binario, indipendente da quello del Regolamento degli Agri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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