Il Tirreno

All’incanto anche il ristorante “da Riccà”

All’incanto anche il ristorante “da Riccà”

Il Comune mette in vendita terreni e fabbricati, compresa l’area sul Lungomare con il celebre locale

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MASSA. Oltre settecento mila euro per aggiudicarsi il fabbricato sul Lungomare di Ponente, che oggi tutti conoscono come il ristorante da Riccà: il 16 novembre prossimo si terrà l’asta per questo ed altri terreni e fabbricati inseriti nel piano di alienazione dei beni immobili del comune di Massa, per circa 1,1 milioni di euro. Nell’elenco dei beni che finiranno all’asta spicca il ristorante da Riccà, che parte da una base di 735,805 mila euro e che, dalle voci circolate in questi mesi, al momento non vede nessun acquirente interessato all’affare. Anche perché l’affare è poco chiaro. Intanto tra il Comune e gli attuali titolari del ristorante, che insiste su un ex terreno di proprietà del Demanio sulla titolarità die diritti di quell’immobile. Inoltre, secondo alcuni esperti di diritto amministrativo, le fisiche della struttura non potrebbero essere messe all’asta, perché tirate su dalla famiglia Antonioli che, allo scadere del contratto di locazione, potrebbe decidere di farne quello che vuole, anche buttarle giù. Se così fosse all’asta ci finirebbe soltanto il terreno, senza alcun immobile, con un valore, presumibilmente più basso. Il Comune, però ritiene di avere la legge dalla sua: la normativa gli permette di alienare un bene che è suo di diritto, terreno e mura comprese, anche se è in corso un contenzioso.

L’asta, giurano i ben informati, andrà deserta e per il Comune si presenterà il solito annoso problema della copertura che i soldi dei beni alienati, inseriti a bilancio, avrebbero dovuto garantire per la realizzazione di altre opere pubbliche.

Fra beni messi in vendita dal Comune ci sono terreni valutati 118 euro e fabbricati ed aree di valore ben più consistente. Oltre al ristorante da Riccà, il rudere in via Manara, all’asta per 38.254 mila euro e un altro rudere, ad uso abitazione, in via del Crocifisso, in vendita per oltre 223 mila euro. In pericolo, invece, come è stato detto dal giugno del 2016, data in cui si scoprirono le intenzioni di alienazione del Comune, c’è un’eccellenza della ristorazione, uno dei brand del territorio, tre forchettine Michelin, la storia della cucina locale e non solo: il ristorante da Riccà, nato negli anni Sessanta per mano del partigiano Antonioli.

Manuela D’Angelo

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