Il Tirreno

«Meglio Putamorsi per il territorio»

di Libero Red Dolce
«Meglio Putamorsi per il territorio»

Volpi: serviva discontinuità, ma Davini è una scelta peggiore L’attuale presidente: dicono che sarà confermato, vedremo 

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MASSA. «Avevo fatto altri nomi, serviva discontinuità alla presidenza del Parco. Ma non furono accolti dagli altri sindaci. A questo punto, per ragioni di rappresentanza territoriale, la conferma di Alberto Putamorsi mi pare la cosa migliore. Con scarso entusiasmo». Dopo aver tentato il cambio di paradigma nella gestione del Parco delle Apuane, Alessandro Volpi sposa il “menopeggismo”. O la real politik, che dir si voglia. Meglio Putamorsi di Domenico Davini, il candidato più votato dalla Comunità di Parco e sostenuto dai sindaci della Lucchesia.

Ma non è soltanto uno scontro di territori. Seravezza, Camaiore, Stazzema, Careggine, Minucciano, Pescaglia, Molazzana, Vergemoli. Questi i comuni schierati per Davini. Tutti contro Massa? No, in realtà la posizione del comune apuano era diversa. «Davini per questo territorio sarebbe stato un errore, non aveva le caratteristiche del nome di discontinuità, non era il profilo giusto», spiega Volpi.

I nomi indicati dal sindaco Alessandro Volpi erano quelli di Fabrizio Molignoni, storico ambientalista e attivista del Cai, e Riccarda Bezzi. Il primo nome fu impallinato dagli altri sindaci; la seconda si ritirò, per un’incompatibilità tra il suo ruolo di dipendente della provincia di Massa e l’incarico regionale. «Me lo disse il presidente Enrico Rossi – raccontò a maggio scorso – se avessi accettato sarei già stata nominata presidente del Parco».

Come sappiamo andò diversamente. E al giorno d’oggi ben altri venti agitano questa nomina. Non solo di territorio, si diceva, ma anche politici. Davini, ex sindaco di Minucciano, è politico di area Pd. L’ex partito del governatore Enrico Rossi, ora passato a Mdp. La nomina del presidente del Parco d’altronde è una decisione che spetta soltanto a lui. E, dopo l’annuncio della scelta di Davini a luglio, nei giorni scorsi pare ci sia stata una marcia indietro. Stop a Davini – e al Pd, aggiungono i rivali di Rossi – e sì all’usato garantito di Putamorsi.

Il dietrofront arriva come un fulmine a ciel sereno, provocando l’aperto dissenso dei sindaci della Lucchesia. E dei Cinque stelle apuani. Ma rimane un mistero: non c’è traccia infatti del decreto di nomina che dovrebbe indicare la conferma di Putamorsi e l’avvenuta retromarcia di Rossi.

Il documento, se fosse stato firmato, sarebbe dovuto passare dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Baccelli del Pd. Ma da lì, giurano, non è passata.

A fare parziale chiarezza ci pensa il confermato in pectore Putamorsi. «Io so che il documento è stato protocollato un paio di giorni fa. Mi dicono con il mio nome. Ma alla quarta commissione non è ancora arrivato». Ma non vuole rivelare chi lo ha informato. Ha parlato con Rossi, la conferma arriva da lui? «No comment», risponde Putamorsi. «Mi sentirò confermato quando vedrò il decreto di nomina» Si aspetta perciò il primo novembre, il 31 infatti si riunirà la commissione. Che peraltro si è già espressa a favore di Davini qualche mese fa. Ma Rossi potrà decidere di andare avanti anche contro il parere negativo dei commissari.



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