La manifestazione
Mannini: «Rischiamo ogni giorno, basta»
Il segretario Fit-Cisl Massa-Carrara interviene dopo l’aggressione ai danni di una controllora
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MASSA. Dopo l’aggressione subita venerdì da una controllora alla fermata degli autobus di viale Europa è arrivata la reazione di Luca Mannini, segretario Fit-Cisl Massa-Carrara Toscana nord.
«Le istituzioni che potrebbero e dovrebbero intervenire per risolvere i nostri problemi – scrive Mannini – legati alla sicurezza sembrano non cogliere la gravità della situazione».
«D’altronde siamo solo tramvieri, abbiamo a che fare con persone che non pagano 1, 20 euro di biglietto, mica assassini.
E così si permette quotidianamente ai controllori di ricevere ingiurie e minacce da ragazzini minorenni, adulti, anziani e soprattutto da persone straniere che non hanno nulla da perdere e che ci invitano loro stesse a chiamare le forze dell’ordine, perché sanno che tanto queste ultime non gli possono fare nulla. Come si può tutti i giorni – prosegue Mannini – subire ingiurie e minacce ed avere perennemente il sangue freddo? ».
«Prima o poi qualcuno di noi reagirà, perché è assolutamente normale quando una persona viene a trovarsi in una situazione di paura, umiliazione e impotenza. Il problema è che quando succederà, poi, lo sfortunato lavoratore che lo farà passerà al torto. Siamo da soli in mezzo alla strada – dice ancora il segretario Fit-Cisl Massa-Carrara Toscana nord – alla mercé di tutti». «Alla prefettura di Firenze – spiega Mannini – è stata istituita una cabina di regia a livello regionale per intervenire sulla sicurezza di utenti e dipendenti di mezzi pubblici, sia su ferro che su gomma».
«L’unica cosa su cui sta intervenendo l’azienda Ctt Nord è l’installazione di videocamere. Da noi dovrebbero essere attivate entro pochi mesi. Ma ciò non basta. Abbiamo chiesto cabine guida chiuse e blindate per gli autisti. Abbiamo chiesto – racconta Mannini – interventi più veloci delle forze dell’ordine quando vengono chiamate».
«Abbiamo chiesto– va avanti il segretario – la presenza di agenti sui bus, il pattugliamento dei capolinea. Abbiamo chiesto che l’azienda denunci chi ci aggredisce verbalmente o fisicamente, abbiamo chiesto che a certi personaggi, cronicamente non rispettosi delle regole e cronicamente pericolosi venga vietato l’uso dei mezzi pubblici».
«Molti problemi – aggiunge Mannini – li abbiamo con i venditori ambulanti. I loro negozi ambulanti riempiono gli autobus tanto che molte volte dobbiamo lasciare a terra le persone. Non pagano quasi mai il biglietto».
«Come già detto più volte, lavorare sui mezzi pubblici è diventato pericoloso. Lo Stato purtroppo non è più in grado da anni di garantire la sicurezza dei cittadini. Purtroppo, però, noi dobbiamo continuare a lavorare. I lavoratori – conclude Mannini – hanno bisogno di aiuto e non di solidarietà postuma».
«Le istituzioni che potrebbero e dovrebbero intervenire per risolvere i nostri problemi – scrive Mannini – legati alla sicurezza sembrano non cogliere la gravità della situazione».
«D’altronde siamo solo tramvieri, abbiamo a che fare con persone che non pagano 1, 20 euro di biglietto, mica assassini.
E così si permette quotidianamente ai controllori di ricevere ingiurie e minacce da ragazzini minorenni, adulti, anziani e soprattutto da persone straniere che non hanno nulla da perdere e che ci invitano loro stesse a chiamare le forze dell’ordine, perché sanno che tanto queste ultime non gli possono fare nulla. Come si può tutti i giorni – prosegue Mannini – subire ingiurie e minacce ed avere perennemente il sangue freddo? ».
«Prima o poi qualcuno di noi reagirà, perché è assolutamente normale quando una persona viene a trovarsi in una situazione di paura, umiliazione e impotenza. Il problema è che quando succederà, poi, lo sfortunato lavoratore che lo farà passerà al torto. Siamo da soli in mezzo alla strada – dice ancora il segretario Fit-Cisl Massa-Carrara Toscana nord – alla mercé di tutti». «Alla prefettura di Firenze – spiega Mannini – è stata istituita una cabina di regia a livello regionale per intervenire sulla sicurezza di utenti e dipendenti di mezzi pubblici, sia su ferro che su gomma».
«L’unica cosa su cui sta intervenendo l’azienda Ctt Nord è l’installazione di videocamere. Da noi dovrebbero essere attivate entro pochi mesi. Ma ciò non basta. Abbiamo chiesto cabine guida chiuse e blindate per gli autisti. Abbiamo chiesto – racconta Mannini – interventi più veloci delle forze dell’ordine quando vengono chiamate».
«Abbiamo chiesto– va avanti il segretario – la presenza di agenti sui bus, il pattugliamento dei capolinea. Abbiamo chiesto che l’azienda denunci chi ci aggredisce verbalmente o fisicamente, abbiamo chiesto che a certi personaggi, cronicamente non rispettosi delle regole e cronicamente pericolosi venga vietato l’uso dei mezzi pubblici».
«Molti problemi – aggiunge Mannini – li abbiamo con i venditori ambulanti. I loro negozi ambulanti riempiono gli autobus tanto che molte volte dobbiamo lasciare a terra le persone. Non pagano quasi mai il biglietto».
«Come già detto più volte, lavorare sui mezzi pubblici è diventato pericoloso. Lo Stato purtroppo non è più in grado da anni di garantire la sicurezza dei cittadini. Purtroppo, però, noi dobbiamo continuare a lavorare. I lavoratori – conclude Mannini – hanno bisogno di aiuto e non di solidarietà postuma».
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