Il dolore
De Angeli, l’accusa è tentato omicidio
Resta in carcere dopo la sparatoria in cui ha ferito Adil El Gazi per un posto auto
MASSA. L’accusa è di tentato omicidio, Luca De Angeli rimarrà in carcere. È durato parecchio l’interrogatorio da parte del sostituto procuratore Alberto Dello Iacono all’interno della struttura detentiva massese e non si sono avute notizie fino al tardo pomeriggio. L’accusa più pesante rimane e così per De Angeli non si sono aperte le porte della cella.
La scelta dei due legali di De Angeli, Giorgio Nicoletti del foro di Viareggio ed Enzo Frediani, del foro di Massa, è stata di far rilasciare al loro assistito soltanto dichiarazioni spontanee. In sostanza De Angeli ha ribadito quanto aveva già detto nelle ore immediatamente successive alla sua cattura. Non ha sparato per uccidere, ma per legittima difesa. Anche perché, a suo dire, la pistola non era sua, l’ha sottratta a Adil El Gazi, l’uomo che poi è rimasto ferito con un colpo alla schiena e alcune schegge nell’occhio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16019410:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16019410:1652370723/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Una scelta tecnica quella di non farlo parlare da parte dei due legali. Il caso si sta rivelando più complesso del previsto: ci sono diversi testimoni da ascoltare, c’è da verificare la proprietà della pistola, il suo numero di matricola e come sia arrivata in mano a De Angeli. Inoltre ci sono anche dei filmati da visionare. A quanto pare, dal poco che trapela dalle indagini, le videocamere di sorveglianza del condominio non erano attive e non hanno filmato nulla. Ma c’erano altre telecamere puntate verso la scena dove è avvenuta la sparatoria e quei filmati vanno visti e valutati con attenzione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.16006171:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2017/10/18/news/lite-per-il-parcheggio-estrae-la-pistola-e-spara-cinque-colpi-di-pistola-1.16006171]]
Il particolare che emerge è che la matricola della pistola non è abrasa, contrariamente a quanto era emerso nei giorni scorsi. Pertanto sarà possibile provare a rintracciare, fin dove possibile, il percorso che la pistola ha fatto fino alla sparatoria. S’intende, senza troppe speranze, l’arma non è stata acquistata nei canali ufficiali e a un certo punto la sua traccia non sarà così facile da seguire.
A De Angeli viene contestato, oltre il tentato omicidio, la ricettazione dell’arma e il porto illegale della stessa in luogo pubblico. Si tratta di un arma comune da sparo e non di una pistola da guerra.
I difensori dovranno dunque analizzare tutte le carte,i filmati e le testimonianze e una volta che tutto sarà chiaro potranno chiedere l’interrogatorio al pubblico ministero. Ovviamente molto gira intorno ai filmati e all’attribuzione della paternità della pistola. Due elementi che possono spostare gli equilibri di questo caso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
