Il Tirreno

Controllora aggredita per una vecchia multa a Massa

di Libero Red Dolce
Controllora aggredita per una vecchia multa a Massa

Mentre racconta ai carabinieri di quando l’uomo fuggì, lui si ferma per insultarla. In precedenza, erano scappati in sei durante il suo servizio. Si è rivolta al prefetto

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MASSA. La signora discute con sei ragazzi, non importa se non hanno i soldi: il suo lavoro è questo, deve fargli la multa. Sì, deve. Loro aspettano che la linea 60 rallenti, prendono il tempo e aprono con la leva d’emergenza le porte. A strappi e spintoni, tanto che la controllora perde l’equilibrio e quasi va a terra.

Ci chiede l’anonimato la lavoratrice di Ctt Nord coinvolta in questa vicenda. La intercettiamo mentre sta parlando con i carabinieri alla fermata del bus in viale Europa. «Siamo solo due donne a fare questo servizio tra Massa e Carrara, poi ci sono gli autisti che aiutano. Ma non è questo il loro incarico. Posso confessarlo? No, non dirò il mio nome. Ho paura. Succede ogni giorno».

Si potrebbe credere che sia un eccesso di cautela, ma qualche istante dopo che la donna ha pronunciato queste frasi ecco la smentita. Un uomo sta attraversando la strada. La controllora lo indica ai militari: «Ecco lui l’ho fermato qualche giorno fa, mi ha minacciato e poi è scappato». Il passante capta la conversazione, si sente additato. La reazione è veemente.

«Che cosa vuoi da me, che cosa vuoi da me?». Ritorna sui suoi passi, l’indice come una baionetta puntato fisso sulla donna mentre si avvicina. Ripete sempre la stessa frase. Pare deciso ad arrivare al contatto fisico, ma i carabinieri lo bloccano. La vicenda risale a qualche giorno prima, sempre sull’autobus. «Non capisco cosa vuoi da me, io avevo il biglietto, non l’ho timbrato e mi hai fatto la multa. Controlla nei registri», le grida diviso dai carabinieri. Lei risponde: «Non è vero, siete scappati. E lei mi ha minacciata».

Nonostante la presenza dei due militari l’uomo continua a esprimere toni minacciosi, si rivolge più volte in maniera dura contro la donna. A un certo punto, rivolgendosi alle persone lì intorno, anche ai cronisti, dice: «Volete fare a pugni?». I carabinieri riescono a calmarlo. L’uomo fa ancora qualche resistenza quando gli chiedono i documenti. Non li vuole dare, si scopre che non li ha con sé. Alla fine dà le sue generalità. Ha 40 anni, orginario di La Spezia. E dopo qualche altro discorso ritorna la pace.

«Ora vi rendete conto cosa significa per noi che lavoriamo – dice la controllora – che tipo di trattamento riceviamo. Per una donna è ancora più complicato. Stamattina sono andata dal prefetto, chiedendogli più attenzione. Abbiamo bisogno che le forze dell’ordine intervengano, noi non possiamo fare pubblica sicurezza. E le multe dobbiamo farle, l’azienda da noi si aspetta che facciamo il nostro lavoro».

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