Il Tirreno

«Beni estimati, sindaco combatti con noi»

«Beni estimati, sindaco combatti con noi»

Lettera aperta a De Pasquale: da te che hai condiviso la battaglia sulle cave pubbliche ci aspettiamo segnali importanti

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CARRARA. Una lettera aperta al sindaco Francesco De Pasquale che invita alla «massima mobilitazione sui beni estimati».

È firmata da Matteo Bartolini, Alberto Grossi, Ilaria Paladini, Roberto Bernucci, Giorgio Lindi, Fabio Ronconi, Claudia Bienaimè, Piero Marchini, Giulia Severi, Vittorio Briganti, Paolo Orlandi, Federico Gervasi e Daniele Orsini. Esponenti della società civile e della politica che, insieme, hanno lanciato un appello al primo cittadino, proprio alla vigilia della consegna - fissata per il 31 ottobre - della “seconda memoria” da parte di industriali e amministrazione sulla vicenda dei beni estimati.

La lettera aperta al sindaco. «Non perdiamo la memoria!». Si intitola così la lettera aperta al sindaco di Carrara «per la massima mobilitazione a difesa della proprietà collettiva delle cave di marmo carraresi».

«Le imprese del marmo hanno appena consegnato le loro memorie a sostegno delle loro posizioni nella cancelleria del tribunale. Il loro tentativo è quello di dare la spallata definitiva alla storia e vedersi riconoscere come privata proprietà quanto storicamente usurpato alla collettività. Il riferimento storico è importante, nel 1751 venne riconosciuto ai possessori di alcuni fazzoletti di terra situati negli agri marmiferi delle vicinanze il permesso di cavar marmo mentre oggi si rivendica la proprietà su distretti minerari grandi come paesi - si legge nella lettera appello a De Pasquale - Per tutti coloro che si sono impegnati nella lotta – spesso impari - a cercare di limitare danni e beffe che una certa imprenditorialità ha inferto alla collettività è chiaro quale visione distorta si stia cercando di imporre»,

«E’ chiara, però - continua la lettera apera - anche l’enorme sproporzione tra la determinazione e la disponibilità economica delle oltre venti aziende ricorrenti - in grado di muoversi per riscrivere la storia – e la distrazione con cui la collettività rischia di vivere questo passaggio nelle aule dei tribunali, non cogliendo la portata di un’eventuale sentenza negativa. L’esito che uscirà dal tribunale è, quindi, tutt’altro che scontato».

Il percorso condiviso. «Come cittadini e cittadine che hanno sostenuto il percorso di “no cave private” ci siamo riuniti nel corso delle ultime settimane proprio per condividere queste preoccupazioni e discutere intorno alle possibili azioni da intraprendere in difesa della proprietà collettiva, condizione indispensabile per avere leve efficaci alla salvaguardia dell’ambiente ad eque remunerazioni e, più genericamente, al benessere della comunità - prosegue la lettera - Questo percorso che abbiamo condiviso insieme al M5S che siede oggi nel palazzo di piazza 2 Giugno da cui ci aspettiamo un segnale di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni, sulle quali pesa tutta la responsabilità di aver condotto in questa difficile situazione l'interesse dell'intera collettività carrarese».

«Non si tratta solo di presentare “memorie” nelle aule dei tribunali – cosa che è doveroso fare per il meglio - ma di coltivare e sostenere pubblicamente la “memoria” dell’appartenenza ad un patrimonio collettivo delle risorse delle nostre montagne attraverso la sensibilizzazione e la mobilitazione della cittadinanza con assemblee ed iniziative pubbliche, senza tralasciare il necessario riordino delle lavorazioni e l'iniziativa legislativa nei confronti della Regione Toscana, che sta discutendo delle nostre cave proprio in questo momento. Su questo vanno impegnate tutte le energie e le risorse disponibili mobilitando tutta la città per affrontare il nodo attorno al quale il paradigma marmo possa cambiare diventando risorsa per una comunità e non solo problema».

L’appello a De Pasquale. «Questa lettera aperta, consegnata nelle mani di chi, fino a qualche mese fa era impegnato nel nostro stesso comitato - si chiude la missiva indirizzata al sindaco De Pasquale - è proprio l’invito a costruire da subito il clima indispensabile per affrontare un passaggio che non esitiamo a definire storico per la nostra comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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