Il Tirreno

Un tabaccaio candidato a garante dell’infanzia I Cinque Stelle insorgono

di Manuela D’Angelo
Un tabaccaio candidato a garante dell’infanzia I Cinque Stelle insorgono

«Nomi invotabili e senza curriculum per un ruolo delicatissimo» In lizza anche Lara Venè, che dice: ho fatto una regolare domanda 

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MASSA. È polemica sullla scelta del garante dell’infanzia regionale, una figura importante per tutelare i diritti dei minori, che dovrebbe essere eletta nei prossimi mesi dal consiglio regionale della Toscana. La nomina è ambita e ben retribuita (oltre 40mila euro l’anno) e i pariti cercano di metterci il cappello. Il Pd regionale, per esempio, ha presentato due candidature alla prima commissione. E curiosamente sono entrambe massesi: Lara Venè, giornalista, ex assessore provinciale della giunta di Osvaldo Angeli, ex consigliera comunale di Massa (prima nei Ds poi nel Pd); e uno “sconosciuto” titolare di una tabaccheria di Mirteto.

Ed è proprio su questi nomi che c’è polemica. A innescarla il Movimento 5 Stelle, che solleva perplessità. Il consigliere 5 Stelle Gabriele Bianchi affida ad un video l’appello all’autocandidatura di soggetti con un curriculum idoneo. Il M5s si chiede come mai, tra oltre 22 consiglieri regionali del Pd, le proposte siano arrivate solo per due cittadini massesi “senza alcuna esperienza in campo dell’infanzia”.

Il garante dell’infanzia è una figura prevista per legge: tutte le regioni devono averlo. La Regione aveva tentato in questi mesi di unificare tre cariche in una, per il contenimento delle spese, nominando un solo soggetto che facesse le funzioni di garante dell’infanzia, garante dei detenuti e difensore civico regionale. La normativa, però, lo ha impedito, ed ecco che il consiglio regionale è stato incalzato a procedere con il rinnovo delle cariche. Il garante dell’infanzia era in stand by da due anni. Il ruolo era stato coperto fino al 2015 da Grazia Sestini, insegnante e un passato da sottosegretario all’istruzione nel governo Berlusconi. La legge non prevede che sia pubblicato un bando, né che si passi da autocandidature. I nomi devono essere presentati in commissione e discussi, per poi essere votati in consiglio regionale. Al momento, però, siamo ancora lontani da questo punto. L’ufficio stampa del Pd regionale fa sapere che “Non esiste ancora nessun nome ufficiale da presentare in consiglio; la commissione ha dato tempo un’altra settimana affinché tutti i partiti interessati presentassero i loro candidati e poi verrà votato come si fa in democrazia”.

Bianchi però vede del marcio a monte della scelta dei candidati: «Il Pd ha voluto confermare la propria scarsa attenzione per i minori, presentando in commissione due nomi invotabili, senza qualifiche specifiche: un coadiutore di una tabaccheria a Massa e una ex assessora provinciale, tesserata Pd, rimasta senza poltrone dal 2013. Con che faccia il Pd presenta per questo ruolo un tabaccaio, con tutto il rispetto per la categoria, e una ex assessora alla cultura? Fatevi avanti- conclude con l’appello il consigliere 5 Stelle- esperti del terzo settore, legali con esperienza nella tutela dei minori, migliaia di giovani persone in difficoltà hanno bisogno di voi”. Si aggiunge il consigliere comunale M5S di Massa Riccardo Ricciardi:«Una nuova politica si vede anche dalle nomine che un partito propone; non vorremmo che il posto da garante dell’infanzia servisse per mettere pace all’interno del Pd di Massa, sponsorizzando persone senza le qualità per poter occupare certi ruoli».

Lara Venè, replica con aplomb: «Alle polemiche e strumentazioni non rispondo. Posso solo spiegare come è andata. Ho presentato una domanda al presidente del consiglio regionale per ricoprire quel ruolo- dichiara la Venè- come ho fatto per numerose altre posizioni aperte in Regione in questi anni. E come tanti altri colleghi e candidati ogni volta aspetto che mi sia dato l'esito di una selezione, che ho sempre accettato, anche quando negativo».

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