Il Tirreno

Massa, sangue: appello dell’Asl «Servono più donatori»

di Benedetta Bianchi
Massa, sangue: appello dell’Asl «Servono più donatori»

Attualmente c’è una gravissima carenza dei gruppi 0 positivo e 0 negativo.  Manca anche il plasma, nei prossimi giorni doneranno i ragazzi del classico

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MASSA. Senza sangue, plasma e piastrine un ospedale non va avanti: è il motivo per cui il centro trasfusionale della Asl di Massa, Pontremoli e Fivizzano, assieme alle associazioni di volontariato Avis e Fratres, invierà una lettera a tutti i donatori.

E l’appello, attraverso la stampa, raggiungerà la cittadinanza: lo hanno lanciato la dottoressa Anna Baldi, direttore del servizio trasfusionale apuano, Alberto Albericci presidente Fratres Massa, Carlo Bellanti presidente Avis Massa, Francesca Menconi dell’Avis di Carrara, Azzurra Galvani presidente Avis zonale Massa Carrara ed Enzo Benedetti dell’Avis Fivizzano e rappresentante Avis zonale Lunigiana.

Con loro anche Giulia Barattini e Alessio Serra, due ragazzi che stanno terminando il servizio civile all’interno di Avis. Nonostante Massa Carrara sia la provincia con il più alto indice di donazioni in Toscana, i numeri sono in calo ed è sempre costante la necessità di avere a disposizione sangue non essendo prodotto in laboratorio. Attualmente c’è una gravissima carenza dei gruppi 0 positivo e 0 negativo come indicato dal «meteo del sangue», un semplice sistema online del centro regionale che segnala le emergenze, le urgenze o le eccedenze per ogni gruppo sanguigno. Il sangue è una necessità quotidiana utilizzato per interventi chirurgici, attività di pronto soccorso, terapie oncologiche, trapianti di organo e di midollo osseo. Se per la donazione di sangue devono trascorrere 90 giorni per gli uomini e sei mesi per le donne, quella di plasma è meno impegnativa per l’organismo e può essere effettuata ogni 14 giorni. «Secondo il sistema sanitario regionale, la donazione di tutti i prodotti del sangue rientra nei livelli di assistenza – ha spiegato la dottoressa Baldi - anche il plasma è molto importante per la produzione di farmaci salvavita come gli emoderivati, prodotti per curare i pazienti affetti da problemi di coagulazioni o patologie neurologiche». Come ha sottolineato la dottoressa Baldi, inoltre, «la provincia apuana sta contribuendo a fornire sangue nella zona di Roma dove è in corso un’epidemia di chikungunya, malattia virale caratterizzata da febbre e forti dolori che viene trasmessa all’uomo da zanzare infette».

Donare salva la vita ai pazienti e tutela la salute del cittadino se si considera che a tempo zero vengono fatte le analisi e dopo sette giorni è consentita la donazione volontaria, anonima e non retribuita. Asl, Avis e Fratres hanno avviato anche incontri nelle scuole: ieri mattina si sono recati al centro trasfusionale dieci studenti del liceo linguistico di Carrara, nei prossimi giorni doneranno sangue e plasma una trentina di ragazzi del classico di Massa.

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