Sicurezza
La moglie del ferito: «Ci ha anche derubato, e il posto auto ci spetta»
La donna ha denunciato per un furto in casa e dell’auto Nel contratto d’affitto la possibilità di usare il parcheggio
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MASSA. «Siamo entrati a casa sabato, pensate che accoglienza. E basta guardare il contratto per capire che l’aggressione a mio marito è ingiustificata. C’è scritto chiaramente: abbiamo diritto a quel posto auto».
È ancora scossa Ibtissam El Bakbaki, nervosa per quello che è successo al marito Adil nemmeno ventiquattr’ore prima. Il Tirreno l’ha incontrata all’uscita dal Noa, dove è andata a trovare il suo compagno, e subito Ibtissam ha mostrato il documento del contratto. Dove effettivamente c’è scritto che quel posto d’auto era a disposizione della coppia, in Italia da oltre trent’anni. «Si rende conto? Gli hanno sparato per un posto auto che loro stessi ci hanno affittato». Ma la sua ricostruzione complica non poco il quadro emerso.
Intanto il proiettile che ha colpito il marito. «Non l’ha colpito in faccia, come è stato detto, ma alla schiena. Un medico gli ha spiegato che un muscolo ha fatto da cuscinetto, ha frenato il colpo. Una fortuna nella sfortuna, perché ha evitato la colonna vertebrale con il rischio che mio marito rimanesse sulla sedia a rotelle».
E le ferite in faccia? «Quelle le hanno causate alcune schegge di vetro. Dopo il primo colpo alla schiena, mio marito si è nascosto dietro un’auto. De Angeli ha sparato ancora e ha colpito credo un fanalino, così alcune schegge lo hanno ferito all’occhio. Siamo più preoccupati per quello che per il colpo alla schiena. Non rischia la vita, certo che no, ma la prognosi è ancora riservata».
A sentire il racconto della donna sembra di rivivere una vicenda del tutto differente. «Quando siamo rientrati a casa abbiamo trovato la porta di casa aperta, nonostante mio marito l’avesse chiusa dietro di sé uscendo. Questo lo hanno constatato anche i carabinieri. Fuori dalla porta, nel pianerottolo, abbiamo trovato il televisore che invece avevamo lasciato dentro. E la casa era completamente in disordine, tutto in aria». Insomma, la descrizione di un furto.
E proprio di questo si tratta per la donna. E con questa motivazione ha denunciato Luca De Angeli: «Da casa mancano alcune cose di poco valore, ma anche la mia fede nuziale in oro giallo, un girocollo da donna del valore di 4mila o 5mila euro e altre cose. Ma non è finita qui».
De Angeli, dopo aver ferito El Gazi, secondo la donna si è impossessato della loro auto ed è fuggito. «Lo hanno fermato e controllato i carabinieri, dentro la macchina c’era la mia borsa e dentro mancavano alcune cose. Circa 125 euro in banconote e le chiavi della casa». Per la signora El Bakbaki dunque De Angeli si è intrufolato in casa loro, approfittando del fatto di avere le chiavi, per rubare alcuni oggetti e portarli via. E sul ferimento del marito non ha dubbi: è stato aggredito a freddo.
«La pistola ce l’aveva De Angeli – racconta la donna – che ha sparato a mio marito dopo una litigata per il posto, peraltro insensata visto che il posto era nostro di diritto. Non c’è stata nessuna colluttazione, quanto un attacco a sangue freddo».
Libero Red Dolce
È ancora scossa Ibtissam El Bakbaki, nervosa per quello che è successo al marito Adil nemmeno ventiquattr’ore prima. Il Tirreno l’ha incontrata all’uscita dal Noa, dove è andata a trovare il suo compagno, e subito Ibtissam ha mostrato il documento del contratto. Dove effettivamente c’è scritto che quel posto d’auto era a disposizione della coppia, in Italia da oltre trent’anni. «Si rende conto? Gli hanno sparato per un posto auto che loro stessi ci hanno affittato». Ma la sua ricostruzione complica non poco il quadro emerso.
Intanto il proiettile che ha colpito il marito. «Non l’ha colpito in faccia, come è stato detto, ma alla schiena. Un medico gli ha spiegato che un muscolo ha fatto da cuscinetto, ha frenato il colpo. Una fortuna nella sfortuna, perché ha evitato la colonna vertebrale con il rischio che mio marito rimanesse sulla sedia a rotelle».
E le ferite in faccia? «Quelle le hanno causate alcune schegge di vetro. Dopo il primo colpo alla schiena, mio marito si è nascosto dietro un’auto. De Angeli ha sparato ancora e ha colpito credo un fanalino, così alcune schegge lo hanno ferito all’occhio. Siamo più preoccupati per quello che per il colpo alla schiena. Non rischia la vita, certo che no, ma la prognosi è ancora riservata».
A sentire il racconto della donna sembra di rivivere una vicenda del tutto differente. «Quando siamo rientrati a casa abbiamo trovato la porta di casa aperta, nonostante mio marito l’avesse chiusa dietro di sé uscendo. Questo lo hanno constatato anche i carabinieri. Fuori dalla porta, nel pianerottolo, abbiamo trovato il televisore che invece avevamo lasciato dentro. E la casa era completamente in disordine, tutto in aria». Insomma, la descrizione di un furto.
E proprio di questo si tratta per la donna. E con questa motivazione ha denunciato Luca De Angeli: «Da casa mancano alcune cose di poco valore, ma anche la mia fede nuziale in oro giallo, un girocollo da donna del valore di 4mila o 5mila euro e altre cose. Ma non è finita qui».
De Angeli, dopo aver ferito El Gazi, secondo la donna si è impossessato della loro auto ed è fuggito. «Lo hanno fermato e controllato i carabinieri, dentro la macchina c’era la mia borsa e dentro mancavano alcune cose. Circa 125 euro in banconote e le chiavi della casa». Per la signora El Bakbaki dunque De Angeli si è intrufolato in casa loro, approfittando del fatto di avere le chiavi, per rubare alcuni oggetti e portarli via. E sul ferimento del marito non ha dubbi: è stato aggredito a freddo.
«La pistola ce l’aveva De Angeli – racconta la donna – che ha sparato a mio marito dopo una litigata per il posto, peraltro insensata visto che il posto era nostro di diritto. Non c’è stata nessuna colluttazione, quanto un attacco a sangue freddo».
Libero Red Dolce
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