Il Tirreno

«Invasi dai piccioni, aiutateci»

«Invasi dai piccioni, aiutateci»

Residenti e commercianti di via Alberica raccontano il loro calvario quotidiano

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MASSA . Sui marciapiedi, sui terrazzi delle abitazioni, addirittura sulle tende da sole delle attività commerciali.

Una guerra quotidiana contri i piccioni. A due passi dal centro storico. In via Alberica. I residenti sono esasperati, costretti a dover pulire ogni giorno gli escrementi dei volatili. «La situazione è al limite, non ne possiamo più». Nicoletta Lucchetti vive nella penombra.

Il perché lo spiega mentre indica le persiane di casa sua, completamente chiuse. «Posso aprire la finestra per far circolare un po’ d’aria, ma solo quelle, altrimenti mi ritrovo i piccioni in casa. È già successo e non voglio che accada di nuovo».

Camminando in via Alberica si sente uno strano scricchiolio sotto la suola delle scarpe. «I marciapiedi sono invasi dai bisogno degli uccelli, il personale del Comune viene a pulire – spiega ancora Lucchetti - ma lo fa solamente in un tratto circoscritto». E oltre al danno, c’è anche la beffa. Perché in alcuni casi, per rimuovere gli escrementi dei pennuti, è necessario ricorrere a ditte specializzate.

“Non riesco a pulire da sola le mie finestre – spiega ancora Nicoletta Lucchetti – e quindi devo spendere per farlo fare a dei professionisti».

I residenti sbuffano, i piccioni continuano a fare quello che vogliono invadendo palazzo Bourdillon, storica sede del municipio, chiuso nel gennaio del 2012 in seguito alla scossa di terremoto che fece tremare Massa e dintorni e rimasto in stato in stato di abbandono. Gli uccelli entrano dalle finestre, che non sono mai state tappate, e nidificano all’interno dell’edificio.

«Abbiamo clienti che arrivano da Milano e da altre città d’Italia, e siamo costretti ad accoglierli in mezzo agli escrementi e alle piume.

Ogni giorno puliamo con acqua e sapone l’ingresso dell’attività, ma dopo poche ore la situazione torna a essere indecorosa.

Abbiamo anche dovuto cambiare le tende da sole, che dopo un mese e mezzo sono nuovamente sporche», racconta Laura Corbani, del negozio di articoli per bambini “Mamma m’Adora”. «Mi sono rivolta al Comune e alla Asl, ma il problema rimane e nessuno si muove. Sono disperata – conclude Nicoletta Lucchetti – mi auguro che qualcuno faccia qualcosa al più presto”.

Tommaso Silvi

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