Il Tirreno

Due cappelli per la Locanda dell’Angelo

Due cappelli per la Locanda dell’Angelo

Guida Espresso, solo tre schede per Caveau del Teatro, Fontana Fredda e Steakhamburger Gourmet

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MASSA CARRARA. Non c’è tanta cucina apuana nella nuova Guida ai Ristoranti de L’Espresso: i ristoranti recensiti in tutta la Provincia sono tre, più tre segnalazioni.

Giampiero Pieretti, noto agente immobiliare massese, era presente ieri alla Leopolda a Firenze alla presentazione della guida dei ristoranti 2018 dell’Espresso. Il suo Pane e Pomodoro ha avuto, finalmente, una segnalazione sulla guida presentata a Firenze dal direttore Enzo Vizzari. Purtroppo una semplice segnalazione e non la scheda (e tantomeno il voto) perché gli ispettori della guida sono stati molto parchi di segnalazioni in tutta la provincia apuana.

Solo tre locali hanno meritato una scheda. A Pontremoli è toccato al Caveau del Teatro, sicuramente il locale più significativo di tutta la Lunigiana. Nessun piatto segnalato ma un piccolo errore: lo si definisce ristorante d’albergo, ma in realtà il b&b è nato dopo.

A Carrara l’unica scheda riguarda il FontanaFredda ristorante e pizzeria gourmet che negli ultimi anni ha guadagnato grande considerazione. Fra i piatti segnalati i tordelli al ragù di carne, tipici di Carrara e la tagliata di maiale iberico. Oltre naturalmente alla pizza. Una breve segnalazione per la Locanda Apuana, l’osteria di Colonnata guidata dalla famiglia Guadagni, quella del latrdo.

A Massa unica scheda per Steakhamburger Gourmet, locale molto conosciuto in centro. Segnalazione non solo per Pane e pomodoro ma anche per Riccà.

Più ricca la dotazione a Sarzana. Una sola scheda, quella per il Calandrino, ma tante segnalazioni: Er Boteghin, il Lupo, Officine del gusto, Ottone I, e a Marinella il Zena Mare. A risollevare la zona la presenza di Mauro Ricciardi alla Locanda dell’Angelo, ex Paracucchi. L’Espresso lo premia con due cappelli (i voti sono espressi in tocchi da cuoco: da uno a cinque) e segnala piatti come il petto di colombaccio nostrale con fiori di Sambuco e capperi glassati al cioccolato, oppure i filetti di morrone, il pesce degli abissi, con radici ed erbe di bosco.

Ma ad Ameglia ci sono altre due schede, una va all’Officina del Pesce a Fiumaretta e l’altra allo storico Pescarino sulla strada per Montemarcello.

A Castelnuovo Magra c’è la mitica Armanda, con le celebri lattughe ripiene in brodo. A Santo Stefano Magra trovate la scheda della Tana del Riccio.

Insomma la zona intorno a Sarzana sembra più ricca rispetto alla provincia apuana. Che del resto è una esportatrice di talenti culinari Non c’è solo il caso di Marco Garfagnini che è tornato a Parigi a lavorare con il grande Pierre Gagnaire, il massimo chef francese. Parliamo anche di Nicola Gronchi. Il giovane chef carrarino è approdato lo scorso anno al Bistrot, celebre locale di Forte in mano alla famiglia Vaiani. con l’edizione 2018. Il Bistrot ha conquistato il suo primo cappello grazie a piatti come gli spaghetti aglio, olio e battuto di gambero crudo. Un grandissimo piatto che convince pubblico e critica. E, sottolinea l’Espresso, il Bistrot non è più solo un locale per vip ma ora ha in cucina una mano sicura. Un grande elogio per Nicola che non a caso ieri era alla Leopolda. (i. a.)

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