Il dolore
Sfregiato il cippo delle brigate partigiane
È la terza volta che la lapide sulla strada per Campocecina viene presa di mira dai fascisti
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CARRARA. Terzo sfregio in meno di un anno al cippo dedicato alle brigate partigiane che sorge sulla strada per Campocecina.
La segnalazione arriva direttamente da Anpi Carrara che ieri mattina ha scoperto sulla lapide di marmo bianco dedicata ai partigiani di Toscana e Liguria la scritta “Oggi più di ieri io grido, non ho tradito. W il Duce”.
Lo sfregio impresso a caratteri cubitali con un pennarello nero però non si limita a questa rivendicazione di fedeltà al dittatore.
L'autore dell'ennesimo atto di vandalismo con annessa apologia di fascismo, ha ritoccato l'incisione i due parti: quella che ricorda la lotta per la libertà iniziata sulle montagne tra Liguria e Toscana dalle brigate partigiane, appellate con l'epiteto di "conigli" e in basso a sinistra dove si ricorda il donatore della lapide, Carlo Dell'Amico, sopra il cui nome campeggiano parole offensive.
Il cippo posto al bivio tra Fosdinovo e Campocecina, sulla statale 446, quest'anno, è stato preso di mira tre volte in soli 8 mesi: il primo risale a marzo, il secondo a luglio.
In entrambi i casi, il gesto era stato condannato dagli Anpi del territorio e le scritte ripulite da associazioni che si rifanno ai valori della Resistenza e che si erano appositamente ritrovate sul posto per restituire dignità al cippo.
Ma questo non è il solo monumento preso di mira dai filo-fascisti proprio in questi ultimi mesi.
Quest'anno nel territorio apuano, a cavallo tra Massa-Carrara e la provincia della Spezia, gli episodi di questo tipo si sono moltiplicati: cinque almeno le lapidi commemorative dedicate alla Resistenza sfregiate tra Carrara, Merizzo, Caniparola e Caprognano alcune finite nel mirino dei vandali a ridosso di commemorazioni importanti.
Senza dimenticare il caso del professor Manfredo Bianchi che tra la fine di Agosto e i primi di Settembre si è fatto ritrarre in vetta al Sagro e alla Brugiana con la bandiera della Repubblica di Salò, postando gli scatti su Facebook.
Due exploit che sono valsi all'insegnate - lo ricordiamo - la ribalta delle cronache locali (e non) ma anche un'ispezione del Ministero dell'Istruzione.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La segnalazione arriva direttamente da Anpi Carrara che ieri mattina ha scoperto sulla lapide di marmo bianco dedicata ai partigiani di Toscana e Liguria la scritta “Oggi più di ieri io grido, non ho tradito. W il Duce”.
Lo sfregio impresso a caratteri cubitali con un pennarello nero però non si limita a questa rivendicazione di fedeltà al dittatore.
L'autore dell'ennesimo atto di vandalismo con annessa apologia di fascismo, ha ritoccato l'incisione i due parti: quella che ricorda la lotta per la libertà iniziata sulle montagne tra Liguria e Toscana dalle brigate partigiane, appellate con l'epiteto di "conigli" e in basso a sinistra dove si ricorda il donatore della lapide, Carlo Dell'Amico, sopra il cui nome campeggiano parole offensive.
Il cippo posto al bivio tra Fosdinovo e Campocecina, sulla statale 446, quest'anno, è stato preso di mira tre volte in soli 8 mesi: il primo risale a marzo, il secondo a luglio.
In entrambi i casi, il gesto era stato condannato dagli Anpi del territorio e le scritte ripulite da associazioni che si rifanno ai valori della Resistenza e che si erano appositamente ritrovate sul posto per restituire dignità al cippo.
Ma questo non è il solo monumento preso di mira dai filo-fascisti proprio in questi ultimi mesi.
Quest'anno nel territorio apuano, a cavallo tra Massa-Carrara e la provincia della Spezia, gli episodi di questo tipo si sono moltiplicati: cinque almeno le lapidi commemorative dedicate alla Resistenza sfregiate tra Carrara, Merizzo, Caniparola e Caprognano alcune finite nel mirino dei vandali a ridosso di commemorazioni importanti.
Senza dimenticare il caso del professor Manfredo Bianchi che tra la fine di Agosto e i primi di Settembre si è fatto ritrarre in vetta al Sagro e alla Brugiana con la bandiera della Repubblica di Salò, postando gli scatti su Facebook.
Due exploit che sono valsi all'insegnate - lo ricordiamo - la ribalta delle cronache locali (e non) ma anche un'ispezione del Ministero dell'Istruzione.
Cinzia Chiappini
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