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Eternit all’ufficio postale Nuovo allarme di Giorgini

Eternit all’ufficio postale Nuovo allarme di Giorgini

MONTIGNOSO. Alle Poste di Montignoso sono ancora presenti decine di pannelli in amianto e prosegue incessante la protesta di Luciano Giorgini, dipendente in pensione di Poste Italiane e membro dell'O...

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MONTIGNOSO. Alle Poste di Montignoso sono ancora presenti decine di pannelli in amianto e prosegue incessante la protesta di Luciano Giorgini, dipendente in pensione di Poste Italiane e membro dell'Ona, organizzazione nazionale amianto. La sua richiesta alla direzione dell'ufficio di via Roma di bonificare l'edificio è praticamente quotidiana così come le segnalazioni e gli esposti al comune di Montignoso e agli organi competenti.

Sulla questione sono intervenute anche forze politiche con diverse interrogazioni, ai vari livelli istituzionali, dal 2015 ad oggi. Se ne sono interessati Giacomo Giannarelli e Andrea Quartini, consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, il gruppo Forza Italia – Popolo della libertà tramite l'onorevole Deborah Bergamini e il suo atto portato alla Camerai, la senatrice pentastellata Laura Bottici con un atto sottoscritto da altri 14 colleghi e infine, un anno fa, il consigliere del comune di Montignoso Paolo Lenzetti «chiedeva al sindaco, primo responsabile della salute dei cittadini, cosa avesse predisposto l'amministrazione per tutelare gli utenti dell’ufficio postale in Via Roma e se avesse mai chiesto a Poste Italiane un intervento di bonifica sul sito». E Lenzetti, che attende ancora una risposta dall’amministrazione, è tornato sulla questione in occasione del dibattito sulla chiusura della discarica di cava Fornace. Da indagini Arpat risulta che nell'ufficio postale di via Roma, fin dalla sua costruzione, siano «incapsulati in pannelli interni 470 metri quadrati di amianto per una quantità stimata da un minimo di cinquecento chili ad un massimo di dieci mila chilogrammi». La realizzazione della struttura fu avviata con pratica n. 982 nel 1982; in quegli anni si usavano i prefabbricati tant'è che l'eternit è stato smaltito da molti uffici postali. Il materiale si trovava «nelle pareti perimetrali dell'ufficio del direttore, nella sportelleria al pubblico, nei pannelli e divisori nella ex sala portalettere, nelle pareti laterali della sala al pubblico e in rivestimenti vari». E' lo stesso Giorgini a presentare l'elenco dettagliato dei locali ritenuti pericolosi assumendosi «piena responsabilità della denuncia».

Poste Italiane, però, già in passato aveva comunicato di aver inserito l'ufficio di Montignoso «nel programma di gestione e controllo continuo di materiali contenenti amianto e periodicamente sono state eseguite le valutazioni di aggiornamento del rischio». E secopndo una nota di Poste «non sussiste situazione di inquinamento, ovvero una concentrazione media di tre campioni di monitoraggio ambientale maggiore di venti fibre/litro, e né il personale né la clientela sono stati esposti a fibre di amianto aerodisperse».

Benedetta Bianchi

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