Il Tirreno

«Prostituzione, la soluzione è punire i clienti»

Almeno 40 ragazze sulla strada a Marina, l’associazione Giovanni XXIII lancia un seminario anti-tratta

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MASSA. Sul territorio apuano, solo in estate, arrivano sulle strade una quarantina di ragazze tra i 18 e i 22 anni, forse anche più piccole se si considera che mentono sulla giovane età; sono per la maggior parte rumene, albanesi, moldave e qualche nigeriana al confine con La Spezia. Spesso hanno storie drammatiche alle spalle come abusi in famiglia, molte hanno figli da mantenere nei paesi d’origine; loro stesse sono soggetti deboli e vulnerabili nonostante sembra non vogliano abbandonare il loro piccolo pezzetto di marciapiede che, tra l’altro, pagano per occupare. E se allarghiamo il quadro all’Italia sono circa 120 mila le donne costrette a prostituirsi di cui un 35 per centro minori. Sono alcuni dati forniti da Roberto Gerali e Vincenzo De Rosa dell’associazione comunità «Papa Giovanni XXIII», impegnata da oltre vent’anni nella lotta contro la prostituzione e lo sfruttamento.

Domani mattina, in occasione della Giornata europea contro la tratta, l’associazione organizza nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale in piazza Aranci, il terzo seminario di formazione «La tratta di esseri umani, azioni di contrasto: fermiamo la domanda». Il seminario, che ha il patrocinio della provincia di Massa Carrara, dei comuni di Massa, Montignoso e Carrara, si concentrerà soprattutto su «La prostituzione viola la dignità e i diritti umani. I clienti complici della riduzione in schiavitù e dello sfruttamento». A partire dalle ore 10.00 si parlerà del progetto Satis – sistema antitratta toscano interventi sociali – messo in atto in collaborazione con la Società della Salute di Pisa; sarà affrontato il tema della legalizzazione in paesi come Olanda e Germania in cui lo sfruttamento è addirittura aumentato e del modello nordico già attuato in Norvegia, Svezia, Irlanda e Francia con cui, punendo il cliente, è stata fermata la domanda e il fenomeno è in calo. Interverrà anche Antonio Dulvi Corcione, dirigente squadra Mobile della Questura di Massa Carrara, ed è prevista la presenza di un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri. Non mancheranno le testimonianze di alcune vittime aiutate e liberate dall’associazione. «Queste donne mettono maschere per resistere – racconta De Rosa che fa parte di un’unità di strada dell’associazione ed ogni settimana incontra le ragazze – vorrebbero parlare, ma sono terrorizzate; quello che è certo è che nessuna nasce prostituta e nessuna si vende volontariamente». «Gli uomini devono sapere che non si può comprare un corpo come un oggetto senza alcun valore» aggiunge Gerali «parliamo di donne a cui viene calpestata la dignità; e intorno a questo sfruttamento c’è il traffico di documenti falsi o affitti in nero». Al seminario parteciperanno anche due classi dell’istituto alberghiero, una del liceo scientifico Fermi e due del classico Rossi: «è importante la presenza dei giovani viste le difficoltà che hanno oggi nel comportarsi» ha commentato Elena Mosti, assessore alle pari opportunità del comune di Massa.

Benedetta Bianchi

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