Attenzione
Ospizio lager: «Tante prove, processo subito»
di Alessandra Vivoli
Richiesta di giudizio immediato per la direttrice e due collaboratrici. Il procuratore: non si tratta di un caso isolato
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CARRARA. Ospizio lager, si va al giudizio immediato- questa la richiesta della pm al giudice - e il processo potrebbe iniziare in tempi molto stretti.
Giudizio immediato per la direttrice e due collaboratrici. Dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti nei confronti di persone, così recita l’articolo 572 del codice penale, «nei confronti di persone sottoposta alla loro autorità o a loro affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia».
Per tutte e tre il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha chiesto di procedere con giudizio immediato: «saltando l’udienza preliminare perché le accuse sono schiaccianti». La direttrice dell’ospizio Giardino Fiorito, Luana Ginesi e le sue due collaboratrici Sara Luisotti e Simonetta Menconi (che attualmente si trovano agli arresti domiciliari) rischiano da due a sei anni di carcere. Sono rimaste fuori dalla conclusione delle indagini altre due collaboratrici che erano state coinvolte in una prima fase: questo perché è stato spiegato in Procura, non è stata rivenuta a loro carico la “continuità nell’operare i maltrattamenti”.
Decadono le accuse di sequestro di persona e abuso della professione di medico.
L’accusa da cui dovranno difendersi la direttrice dell’ospizio lager e le due collaboratrici indagate è di maltrattamenti. È decaduta l’accusa di sequestro di persona (perché ha spiegato la dottoressa Conforti - è stata assorbita da quella di maltrattamento) e di esercizio abusivo della professione medica: i farmaci venivano somministrati infatti per tenere sedati gli anziani ma senza che le operatrici si spacciassero per medici.
«L’ospizio lager non è un caso isolato». Una vicenda dolorosa trattata con grande e particolare sensibilità dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. E, soprattutto una vicenda per la quale i tempi della giustizia sembrano davvero già tracciati. Si è parlato di questo nella conferenza stampa convocata dal procuratore capo Aldo Giubilaro anche per lanciare un monito alle famiglie di verificare bene, di avere tutte le rassicurazioni necessarie prima di lasciare i proprio anziani nelle case di riposo. Perché e questa è la notizia preoccupante, quello dell’ospizio lager non sarebbe un caso isolato.
«L’indagine sulla casa di riposo Giardino fiorito è stata condotta insieme e grazie al lavoro encomiabile alla compagnia di Massa della Guardia di Finanza - ha precisato la dottoressa Conforti - Siamo riusciti ad avere dal giudice l’autorizzazione per le intercettazioni ambientali: abbiamo visto i video, ascoltato gli audio di quello che succedeva in quella struttura che, lo ricordiamo, non aveva neppure l’autorizzazione per svolgere quel tipo di attività».
«A volte - ha proseguito la Conforti - purtroppo le famiglie disagiate hanno la necessità di rivolgersi a case famiglia a buon prezzo: ecco io raccomando di fare attenzione a chi si propone in maniera rabberciata, affidando i propri cari a persone che non solo non sono capaci di svolgere il proprio lavoro, ma sono all’antitesi di quel lavoro stesso».
«Questa indagine - ha aggiunto il procuratore capo Giubilaro - deve essere di monito. Noi siamo certi che ci sono situazioni di questo tipo, di chi vuole fare soldi sulla pelle degli anziani».
Insomma un messaggio chiaro che arriva direttamente dalle stanze della Procura. E su cui la Procura stessa starebbe già lavorando: «Quello di cui ci raccomandiamo- ha insistito la dottoressa Conforti - è di fare grande attenzione . Lo dico ai familiari di anziani ricoverati nelle varie strutture: al primo segnale bisogna cercare subito di fare chiarezza, bisogna denunciare».
«Il Comune di Carrara faccia maggiore attenzione». Dalla Procura è arrivato anche un messaggio importante rivolto al Comune di Carrara.
«Il Giardino fiorito era una struttura che non aveva alcuna autorizzazione a svolgere l’assistenza agli anziani - ha sottolineato la dottoressa Conforti - Il monito all’amministrazione comunale è di prestare maggiore attenzione perché la direttrice dell’ospizio è la stessa che aveva già aperto in precedenza una struttura simile, e sempre senza alcuna autorizzazione».
«Gli anziani che erano ricoverati nell’ospizio lager ora stanno bene». Sono stati accolti in altre case di riposo. E adesso stanno bene gli anziani che erano ospiti della casa di riposo Giardino fiorito.
«Abbiamo sentito alcuni di loro, i loro familiari e i responsabili delle strutture dove sono stati ricoverati - fa sapere la dottoressa Conforti - I primi giorni sono stati molto difficili: hanno dovuto fare i conti con l’astinenza dalle massicce dosi di farmaci a cui erano sottoposti. Erano ancora spaventati dalle botte e dagli insulti che ricevevano nella precedente struttura. Poi, dopo poco tempo si sono ambientati e adesso stanno bene».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Giudizio immediato per la direttrice e due collaboratrici. Dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti nei confronti di persone, così recita l’articolo 572 del codice penale, «nei confronti di persone sottoposta alla loro autorità o a loro affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia».
Per tutte e tre il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha chiesto di procedere con giudizio immediato: «saltando l’udienza preliminare perché le accuse sono schiaccianti». La direttrice dell’ospizio Giardino Fiorito, Luana Ginesi e le sue due collaboratrici Sara Luisotti e Simonetta Menconi (che attualmente si trovano agli arresti domiciliari) rischiano da due a sei anni di carcere. Sono rimaste fuori dalla conclusione delle indagini altre due collaboratrici che erano state coinvolte in una prima fase: questo perché è stato spiegato in Procura, non è stata rivenuta a loro carico la “continuità nell’operare i maltrattamenti”.
Decadono le accuse di sequestro di persona e abuso della professione di medico.
L’accusa da cui dovranno difendersi la direttrice dell’ospizio lager e le due collaboratrici indagate è di maltrattamenti. È decaduta l’accusa di sequestro di persona (perché ha spiegato la dottoressa Conforti - è stata assorbita da quella di maltrattamento) e di esercizio abusivo della professione medica: i farmaci venivano somministrati infatti per tenere sedati gli anziani ma senza che le operatrici si spacciassero per medici.
«L’ospizio lager non è un caso isolato». Una vicenda dolorosa trattata con grande e particolare sensibilità dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. E, soprattutto una vicenda per la quale i tempi della giustizia sembrano davvero già tracciati. Si è parlato di questo nella conferenza stampa convocata dal procuratore capo Aldo Giubilaro anche per lanciare un monito alle famiglie di verificare bene, di avere tutte le rassicurazioni necessarie prima di lasciare i proprio anziani nelle case di riposo. Perché e questa è la notizia preoccupante, quello dell’ospizio lager non sarebbe un caso isolato.
«L’indagine sulla casa di riposo Giardino fiorito è stata condotta insieme e grazie al lavoro encomiabile alla compagnia di Massa della Guardia di Finanza - ha precisato la dottoressa Conforti - Siamo riusciti ad avere dal giudice l’autorizzazione per le intercettazioni ambientali: abbiamo visto i video, ascoltato gli audio di quello che succedeva in quella struttura che, lo ricordiamo, non aveva neppure l’autorizzazione per svolgere quel tipo di attività».
«A volte - ha proseguito la Conforti - purtroppo le famiglie disagiate hanno la necessità di rivolgersi a case famiglia a buon prezzo: ecco io raccomando di fare attenzione a chi si propone in maniera rabberciata, affidando i propri cari a persone che non solo non sono capaci di svolgere il proprio lavoro, ma sono all’antitesi di quel lavoro stesso».
«Questa indagine - ha aggiunto il procuratore capo Giubilaro - deve essere di monito. Noi siamo certi che ci sono situazioni di questo tipo, di chi vuole fare soldi sulla pelle degli anziani».
Insomma un messaggio chiaro che arriva direttamente dalle stanze della Procura. E su cui la Procura stessa starebbe già lavorando: «Quello di cui ci raccomandiamo- ha insistito la dottoressa Conforti - è di fare grande attenzione . Lo dico ai familiari di anziani ricoverati nelle varie strutture: al primo segnale bisogna cercare subito di fare chiarezza, bisogna denunciare».
«Il Comune di Carrara faccia maggiore attenzione». Dalla Procura è arrivato anche un messaggio importante rivolto al Comune di Carrara.
«Il Giardino fiorito era una struttura che non aveva alcuna autorizzazione a svolgere l’assistenza agli anziani - ha sottolineato la dottoressa Conforti - Il monito all’amministrazione comunale è di prestare maggiore attenzione perché la direttrice dell’ospizio è la stessa che aveva già aperto in precedenza una struttura simile, e sempre senza alcuna autorizzazione».
«Gli anziani che erano ricoverati nell’ospizio lager ora stanno bene». Sono stati accolti in altre case di riposo. E adesso stanno bene gli anziani che erano ospiti della casa di riposo Giardino fiorito.
«Abbiamo sentito alcuni di loro, i loro familiari e i responsabili delle strutture dove sono stati ricoverati - fa sapere la dottoressa Conforti - I primi giorni sono stati molto difficili: hanno dovuto fare i conti con l’astinenza dalle massicce dosi di farmaci a cui erano sottoposti. Erano ancora spaventati dalle botte e dagli insulti che ricevevano nella precedente struttura. Poi, dopo poco tempo si sono ambientati e adesso stanno bene».
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