Il Tirreno

«Nessuna richiesta di partecipare ai funerali del padre»

«Nessuna richiesta di partecipare ai funerali del padre»

La procura risponde a Barani sul caso del brigadiere Fiorentino «Non sapevamo nulla del genitore». E il senatore chiede ispezione 

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AULLA. Il brigadiere dei carabinieri Alessandro Fiorentino, in carcere perché coinvolto nell’inchiesta sui pestaggi avvenuti nelle caserme della Lunigiana, non aveva chiesto alcun permesso per partecipare ai funerali del padre. L’anziano è deceduto all’improvviso venerdì scorso e le esequie si sono svolte il giorno dopo a Molfetta. Non c’era il tempo materiale per ottenere il via libera dal giudice del tribunale di sorveglianza. Ma nessuno gli ha impedito di dare l’ultimo saluto al genitore, come aveva ipotizzato con un comunicato stampa nei giorni scorsi il senatore Lucio Barani (che nel frattempo annuncia che incontrerà al più presto il ministro della Giustizia Orlando per chiedergli l’invio degli ispettori nella procura di Massa Carrara).

Ed è proprio il procuratore capo Aldo Giubilaro a chiarire quello che è successo al brigadiere, per spazzare ogni dubbio nella vicenda: «Con riferimento alla recente morte del padre del brigadiere capo Alessandro Fiorentino e a dichiarazioni alla stampa secondo le quali questi, in stato di custodia cautelare nell’ambito della nota indagine su carabinieri della Lunigiana, non ha potuto piangere il padre né partecipare al suo funerale, il procuratore della Repubblica rende noto che Fiorentino si trova in stato di custodia cautelare in carcere – in perfetta conformità con quanto previsto dalla costituzione e dalle norme del codice di procedura penale – per effetto del provvedimento del giudice per le indagini preliminari del locale tribunale di Massa del 12 giugno 2017 e della conferma data dal tribunale per il riesame di Genova il 18 luglio 2017, rende noto altresì che, considerato il suo status personale il brigadiere avrebbe potuto avanzare richiesta di far visita al padre e di partecipare al suo funerale, come invece non risulta abbia fatto, visto che non è pervenuta istanza alcuna in relazione alle (gravi) condizioni di salute, del suo familiare e al suo decesso»

E Giubilaro continua: «Premesso che delle condizioni di salute del padre di Fiorentino e del suo decesso l’autorità giudiziaria di Massa era del tutto all’oscuro (come dei familiari di tutti gli indagati) e avrebbe potuto essere messa al corrente dallo stesso brigadiere, come invece non risulta abbia fatto, rileva che sia la mancata visita al padre che la mancata partecipazione al suo funerale vanno attribuite all’esclusiva libera (e legittima) scelta di questi di non chiedere di essere autorizzato ad alcunché e che è del tutto privo di fondamento e costituisce affermazione di inaccettabile superficialità che ne venga addebitata la causa a presunta mancanza di umanità dell’autorità giudiziaria di Massa», si conclude la nota del Procuratore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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