Il Tirreno

Ladro antiquario incastrato dalle impronte

Ladro antiquario incastrato dalle impronte

La polizia ha fermato l’autore del furto di calcolatrici e macchine fotografiche d’epoca alla ditta Telara

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Lo scorso maggio era entrato, di notte, nella azienda Carlo Telara, storica ditta del marmo carrarese.

Aveva rovistato negli scaffali e nei cassetti, si era pure fatto un caffè alla macchinetta espressa, senza toccare denaro in contante e assegni. Il ladro si era concentrato su alcuni reperti importanti (e preziosi) degli archivi storici dell’azienda protetti dalla Sovrintendenza: tre macchine calcolatrici antiche (la ditta Telara è attiva dal 1925) e due macchine fotografiche a soffietto (di proprietà della famiglia Lucchetti).

Al termine di una lunga attività d’indagine, gli uomini del Commissariato di Carrara hanno assicurato alla giustizia un cittadino di 49 anni, di origine piemontese, resosi responsabile del furto d’ingente valore messo a segno cinque mesi fa.

Un ruolo fondamentale in questa indagine che ha permesso di identificare e incastrare il ladro sono state le impronte digitali. L’accurato sopralluogo di furto, infatti, eseguito con l’ausilio di personale del locale Ufficio di Polizia Scientifica, ha permesso di rinvenire frammenti «d’impronte papillari allo stato latente, potenzialmente utili a risalire all’identità del colpevole» così si legge nella nota del commissariato firmata dal primo dirigente Corrado Mattana.

Gli stessi frammenti di impronta, opportunamente repertati ed inviati presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, venivano utilizzati per l’esecuzione dei confronti dattiloscopici del caso, i quali restituivano “match” positivo: «le impronte- così nella nota della polizia – risultavano univocamente ed incontrovertibilmente attribuibili ad un cittadino con precedenti per rapina, ricettazione e svariati furti».

A seguito di tale riscontro, su delega del pubblico ministero titolare della indagine, gli agenti di polizia hanno eseguito una perquisizione dell’abitazione dell’uomo le cui impronte digitali erano state rinvenute nell’azienda Telara dopo il furto.

E proprio dalla perquisizione sono stati rinvenuti gli oggetti d’epoca rubati solo pochi mesi prima. I beni sono stati quindi vincolati a sequestro e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa della successiva restituzione al legittimo proprietario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web