Il Tirreno

Acqua alla Gola: Gaia diventi un consorzio

Il comitato lancia la campagna per trasformare il servizio idrico e organizza domani un convegno a Carrara

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MASSA. Prosegue la lotta a Gaia e al caro bollette da parte del comitarto Acqua alla gola, che torna chiedere l’uscita del Comune di Massa dalla società del servizio idrico proponendo la costituzione di un consorzio dei comuni.

«L'acqua è un bene di tutti, ma la fanno pagare a peso d'oro: dobbiamo conoscere il problema e poi risolverlo»: con queste parole Alfonso Baldi rappresentante del comitato chiama i cittadini al convegno di domani (dalle 16 alle 24, nella sala consiliare del comune di Carrara. «Dovrebbero modificare l’articolo 1 e trasformare l’azienda da Spa a consorzio: verrebbe meno la regola del ricavo e si risparmierebbero sui 4 milioni di euro l’anno che poi si potrebbero reinvestire, oltre ai vantaggi sulle tariffe» ha dichiarato Baldi.

L’obiettivo del convegno è cercare soluzioni alternative a Gaia spa, ma anche aiutare gli utenti che hanno problematiche con le bollette; sarà infatti allestito un tavolo di ascolto per dare spiegazioni e consigli sulle bollette alla presenza del consigliere comunale di Fivizzano Alessandro Domenichelli e del direttore di Aeci, associazione europea consumatori italiani, Luigi Filippi. Al convegno parteciperanno Alfonso Baldi e Leonardo Luccetti del comitato Acqua alla gola, i consiglieri regionali Monica Pecori e Tommaso Fattori, il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, Maurizio Marchi di Medicina democratica che affronterà il tema dell’amianto nelle tubature dell’acqua e i rischi per la salute, e Rossella Michelotti per il Forum toscano delle acque che parlerà del nuovo assetto dell’Autorità idrica Toscana. Al convegno di mercoledì si cercherà anche di capire la voce sul bilancio di Gaia per i rimborsi delle alluvioni, 629 mila euro che i cittadini devono ancora ricevere. E poi la legge regionale 77/2016 «Disposizioni in materia di canoni per l'uso del demanio idrico e per l'utilizzazione delle acque» modificata la scorsa settimana con cui «il consiglio ha cancellato il debito sulle concessioni regionali non pagate al demanio dai gestori idrici - ha spiegato Baldi – sono stati abbonati due anni di concessioni per circa sei milioni di euro non solo ai gestori idrici, Gaia compreso, ma anche alle grandi aziende che sfruttano l’acqua». Soldi che secondo il portavoce di Acqua alla gola saranno poi ripagati dai cittadini tramite le bollette.b.b.

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