Sicurezza
Via alle bonifiche in via Tinelli
di Libero Red Dolce
Nuovi carotaggi a novembre e poi interventi fino al 2019 Rimane il mistero su chi abbia portato il mercurio nell’area
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MASSA. Arrivano i soldi per l’intervento di prevenzione dal mercurio che inquina i terreni in via Tinelli. Sono passati undici anni ma finalmente a metà novembre si partirà con nuovi carotaggi, preludio a un lavoro di bonifica sui cosiddetti “hot-spot”, cioè le parti dove sono stati riscontrati i più alti livelli della sostanza.
Abitanti e proprietari della zona pare possano tirare il fiato dopo un’apnea decennale. I fondi sbloccati sono parte di un accordo di programma che vede innanzitutto protagonisti il ministero dell’Ambiente e la Regione, si tratta infatti di un’area che nel 2013 passò dal Sin (sito di interessa nazionale) al Sir (sito di interesse regionale), anche grazie al lavoro dell’attuale amministrazione. Che ha seguito i lavori molto da vicino accompagnando l’iter fino al suo compimento.
Le risorse destinate all’intervento sono di un milione e quattrocentomila euro, dei complessivi tre milioni che serviranno anche per la bonifica del piazzale antistante la colonia Turimar e la realizzazione esecutiva della bonifica di tutta la falda acquifera nell’area Sin e Sir, per la quale comunque serviranno almeno altri 11 milioni di euro. L’intervento di via Tinelli è quello che avrà un percorso più lungo, con consegna al febbraio 2019, mentre per gli altri lavori i tempi dovrebbero esser più brevi.
Per questo nei giorni scorsi il Comune ha organizzato degli incontri con i 120 soggetti coinvolti nell’area, proprietari e residenti, vasta circa 20mila metri quadrati. Durante gli incontri è stato esposto il tipo di interventi da fare. «Chiediamo l’ultimo sforzo ai cittadini – spiega il vicesindaco Uilian Berti – per quello che consideriamo un risultato importantissimo. Non si tratta di una progettazione, ma di fatto della risoluzione del problema. Quell’area, dove finora per via dei vincoli non si poteva nemmeno alzare un muretto, ritroverà valore sul mercato per chi ha delle proprietà».
Rimane però insoluto il mistero dell’inquinatore. L’inquinamento c’è, confermato da molte analisi, ma non si è mai scoperto chi lo ha prodotto. Un mistero che si è mantenuto tale per oltre dieci anni. Negli incontri con i cittadini l’amministrazione li ha invitati, magari grazie alla memoria storica dei più anziani, a provare a ricostruire le cause. L’ipotesi più accreditata è quella che attribuisce il danno agli antiparassitari utilizzati per scopi agricoli. Ricostruzione però non accertata in alcun modo. Fa specie che dopo tanti anni ci saranno delle bonifiche a un inquinamento che pare non avrà un responsabile né tantomeno sanzioni.
Abitanti e proprietari della zona pare possano tirare il fiato dopo un’apnea decennale. I fondi sbloccati sono parte di un accordo di programma che vede innanzitutto protagonisti il ministero dell’Ambiente e la Regione, si tratta infatti di un’area che nel 2013 passò dal Sin (sito di interessa nazionale) al Sir (sito di interesse regionale), anche grazie al lavoro dell’attuale amministrazione. Che ha seguito i lavori molto da vicino accompagnando l’iter fino al suo compimento.
Le risorse destinate all’intervento sono di un milione e quattrocentomila euro, dei complessivi tre milioni che serviranno anche per la bonifica del piazzale antistante la colonia Turimar e la realizzazione esecutiva della bonifica di tutta la falda acquifera nell’area Sin e Sir, per la quale comunque serviranno almeno altri 11 milioni di euro. L’intervento di via Tinelli è quello che avrà un percorso più lungo, con consegna al febbraio 2019, mentre per gli altri lavori i tempi dovrebbero esser più brevi.
Per questo nei giorni scorsi il Comune ha organizzato degli incontri con i 120 soggetti coinvolti nell’area, proprietari e residenti, vasta circa 20mila metri quadrati. Durante gli incontri è stato esposto il tipo di interventi da fare. «Chiediamo l’ultimo sforzo ai cittadini – spiega il vicesindaco Uilian Berti – per quello che consideriamo un risultato importantissimo. Non si tratta di una progettazione, ma di fatto della risoluzione del problema. Quell’area, dove finora per via dei vincoli non si poteva nemmeno alzare un muretto, ritroverà valore sul mercato per chi ha delle proprietà».
Rimane però insoluto il mistero dell’inquinatore. L’inquinamento c’è, confermato da molte analisi, ma non si è mai scoperto chi lo ha prodotto. Un mistero che si è mantenuto tale per oltre dieci anni. Negli incontri con i cittadini l’amministrazione li ha invitati, magari grazie alla memoria storica dei più anziani, a provare a ricostruire le cause. L’ipotesi più accreditata è quella che attribuisce il danno agli antiparassitari utilizzati per scopi agricoli. Ricostruzione però non accertata in alcun modo. Fa specie che dopo tanti anni ci saranno delle bonifiche a un inquinamento che pare non avrà un responsabile né tantomeno sanzioni.
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