La manifestazione
«Si rischia l’esclusione dai mercati»
Maurizio Martinelli: il distretto apuo-versiliese senza fiera sarebbe un’eccezione
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CARRARA. «Il management della società che gestisce la fiera internazionale “Marmotec” ha annunciato in sostanza che non verrà più organizzata tale manifestazione fieristica, nonostante l’edizione 2018 fosse presente in tutti i calendari fieristici del settore»: comincia così l’intervento del dottor Maurizio Martinelli, esperto del settore.
«Non intendo entrare nel merito delle motivazioni aziendali che hanno condotto alla decisione di cancellare la fiera dei marmi e delle macchine in uno dei principali comprensori mondiali, ritengo tuttavia che gli azionisti della società, in primis il Comune di Carrara, debbano considerare alcuni fatti– continua la nota – Innanzitutto lo scopo di una società che organizza una fiera consiste nell’ampliare il numero dei propri clienti, nel caso i partecipanti, non certo nel “promuovere il marmo” (pur sempre lodevole ed utile iniziativa a favore del distretto). L’organizzazione di una fiera nel settore della pietra ornamentale permette di ottenere interessanti ricavi, fatto confermato dal crescente numero di fiere nel settore» .
E la nota di Martinelli prosegue: «L’organizzazione di una fiera porta benefici economici a tutto il territorio, ovvero ad hotels, b&b, ristoranti, bar, taxi, negozi e così via, oltre naturalmente a contribuire a mettere in risalto la zona dal punto di vista turistico – scrive – Gli espositori ed i visitatori di una fiera nel settore della pietra ornamentale comprendono numerosi settori merceologici, costruttori di macchine per l’estrazione, la trasformazione, la movimentazione, produttori di abrasivi, lame, dischi, resina, filo diamantato, produttori di blocchi, lastre e vari tipo di prodotto finito, buyers, traders, progettisti, architetti, designers, fornitori di servizi, riviste» .
«Le fiere internazionali rappresentano un aiuto ed una spinta all’internazionalizzazione delle piccole e medie aziende, in un ambito multifunzionale e multiculturale – prosegue il dottor Martinelli – Ciò premesso è necessario verificare quale sia lo stato dell’arte nel settore della pietra ornamentale, sia per quanto riguardo le fiere settoriali, che l’interscambio mondiale. Per quanto concerne l’organizzazione di fiere per le macchine e la pietra ornamentale, uno dei principali studiosi del settore, il dottor Carlo Montani, spiegava nel XXVII Rapporto “Marmo e pietre nel mondo”, edito nel 2016 da Aldus, Casa di Edizioni in Carrara, che, per quanto riguarda gli strumenti promozionali e di marketing “il ruolo delle manifestazioni fieristiche rimane fondamentale, pur nell’ambito di un’evoluzione di lungo periodo che ha finito per preferire quelle dei paesi leader, sia dal punto di vista produttivo che commerciale, più legato al consumo”».
«Possiamo quindi verificare quali siano attualmente i paesi leader nel settore della pietra ornamentale, cui è doveroso aggiungere anche il comprensorio apuo-versiliese ed il distretto veneto per le loro dimensioni– continua la nota – In tutti questi paesi, comprensori e distretti, ad eccezione della Corea del Sud, vengono regolarmente organizzate una o più fiere settoriali. È evidente che organizzare fiere conviene, soprattutto se si possiede la proprietà della struttura fieristica».
«Secondo le statistiche elaborate dal dottor Montani, la produzione mondiale di pietra ornamentale come materiale finito è quasi quadruplicata in vent’anni, passando da 462, 5 milioni di tonnellate a 1. 528 milioni, considerando tutti campi di applicazione. Un altro probante indicatore della crescita globale del settore risulta il consumo totale, il quale è passato da 709, 5 milioni di metri quadrati nel 2001 a 1. 585, 5 milioni nel 2016. Il trend di aumento significa che stabilendo una base a 100 nel 2001, nell’esercizio 2016 l’indice è salito a 223, 1».
«I dati e le statistiche mostrano che l’industria della pietra ornamentale a livello mondiale, la quale iniziò la propria espansione alla fine degli anni settanta proprio dal comprensorio apuo-versiliese, ha raggiunto una dimensione mondiale con una continua crescita, grazie all’innovazione tecnologica ed alla diversificazione degli impieghi dei materiali nel settore di materiali da costruzione – si chiude la nota di Martinelli – È logico dunque che gli azionisti della “Fiera del marmo e delle macchine di Carrara” evitino che il distretto apuo – versiliese diventi un’eccezione, rimanendo l’unico big player senza fiera internazionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Non intendo entrare nel merito delle motivazioni aziendali che hanno condotto alla decisione di cancellare la fiera dei marmi e delle macchine in uno dei principali comprensori mondiali, ritengo tuttavia che gli azionisti della società, in primis il Comune di Carrara, debbano considerare alcuni fatti– continua la nota – Innanzitutto lo scopo di una società che organizza una fiera consiste nell’ampliare il numero dei propri clienti, nel caso i partecipanti, non certo nel “promuovere il marmo” (pur sempre lodevole ed utile iniziativa a favore del distretto). L’organizzazione di una fiera nel settore della pietra ornamentale permette di ottenere interessanti ricavi, fatto confermato dal crescente numero di fiere nel settore» .
E la nota di Martinelli prosegue: «L’organizzazione di una fiera porta benefici economici a tutto il territorio, ovvero ad hotels, b&b, ristoranti, bar, taxi, negozi e così via, oltre naturalmente a contribuire a mettere in risalto la zona dal punto di vista turistico – scrive – Gli espositori ed i visitatori di una fiera nel settore della pietra ornamentale comprendono numerosi settori merceologici, costruttori di macchine per l’estrazione, la trasformazione, la movimentazione, produttori di abrasivi, lame, dischi, resina, filo diamantato, produttori di blocchi, lastre e vari tipo di prodotto finito, buyers, traders, progettisti, architetti, designers, fornitori di servizi, riviste» .
«Le fiere internazionali rappresentano un aiuto ed una spinta all’internazionalizzazione delle piccole e medie aziende, in un ambito multifunzionale e multiculturale – prosegue il dottor Martinelli – Ciò premesso è necessario verificare quale sia lo stato dell’arte nel settore della pietra ornamentale, sia per quanto riguardo le fiere settoriali, che l’interscambio mondiale. Per quanto concerne l’organizzazione di fiere per le macchine e la pietra ornamentale, uno dei principali studiosi del settore, il dottor Carlo Montani, spiegava nel XXVII Rapporto “Marmo e pietre nel mondo”, edito nel 2016 da Aldus, Casa di Edizioni in Carrara, che, per quanto riguarda gli strumenti promozionali e di marketing “il ruolo delle manifestazioni fieristiche rimane fondamentale, pur nell’ambito di un’evoluzione di lungo periodo che ha finito per preferire quelle dei paesi leader, sia dal punto di vista produttivo che commerciale, più legato al consumo”».
«Possiamo quindi verificare quali siano attualmente i paesi leader nel settore della pietra ornamentale, cui è doveroso aggiungere anche il comprensorio apuo-versiliese ed il distretto veneto per le loro dimensioni– continua la nota – In tutti questi paesi, comprensori e distretti, ad eccezione della Corea del Sud, vengono regolarmente organizzate una o più fiere settoriali. È evidente che organizzare fiere conviene, soprattutto se si possiede la proprietà della struttura fieristica».
«Secondo le statistiche elaborate dal dottor Montani, la produzione mondiale di pietra ornamentale come materiale finito è quasi quadruplicata in vent’anni, passando da 462, 5 milioni di tonnellate a 1. 528 milioni, considerando tutti campi di applicazione. Un altro probante indicatore della crescita globale del settore risulta il consumo totale, il quale è passato da 709, 5 milioni di metri quadrati nel 2001 a 1. 585, 5 milioni nel 2016. Il trend di aumento significa che stabilendo una base a 100 nel 2001, nell’esercizio 2016 l’indice è salito a 223, 1».
«I dati e le statistiche mostrano che l’industria della pietra ornamentale a livello mondiale, la quale iniziò la propria espansione alla fine degli anni settanta proprio dal comprensorio apuo-versiliese, ha raggiunto una dimensione mondiale con una continua crescita, grazie all’innovazione tecnologica ed alla diversificazione degli impieghi dei materiali nel settore di materiali da costruzione – si chiude la nota di Martinelli – È logico dunque che gli azionisti della “Fiera del marmo e delle macchine di Carrara” evitino che il distretto apuo – versiliese diventi un’eccezione, rimanendo l’unico big player senza fiera internazionale».
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