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Nubifragi e terremoti fanno paura alla provincia

Nubifragi e terremoti fanno paura alla provincia

Stamani stand della Protezione civile in piazza Aranci per informare i cittadini L’area di Massa-Carrara ai massimi livelli di pericolosità in caso di alluvioni

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MASSA . Pericolo e rischio. Il primo rappresenta l’indice di probabilità che un determinato evento si verifichi in una determinata zona. L’altro, il rischio, indica le sue possibili conseguenze, ovvero i danni potenziali. Questi due indicatori servono ad analizzare il fenomeno “alluvione”.

Sono quelli utilizzati dalla Protezione civile per suddividere il territorio e classificare le diverse zone d’Italia, a seconda del valore del loro indice. La provincia di Massa e Carrara, messa in ginocchio da due alluvioni, nel 2012 e 2014, è una delle aree più rischiose, e più pericoloso, della regione. Questo e molto altro verrà spiegato nei dettagli questa mattina dalla Protezione civile, che sarà in piazza Aranci per informare i cittadini sui rischi del territorio. Perché un altro spettro che aleggia sulla provincia è quello dei terremoti. E anche in questo caso, a dirlo, sono i numeri.

Alluvioni. Le carte lasciano poco spazio alla fantasia. In caso di forti piogge Massa e Carrara sono in pericolo. Grazie alla Protezione civile e alle istituzioni oggi è possibile prevedere in anticipo eventuali colpi di coda della natura e quindi organizzare le relative contromisure.

Ma a volte il meteo fa come vuole. Ed è quasi sempre in questi casi che succedono i disastri. L’agglomerato urbano di Massa è classificato prevalentemente “R4”, con alcune zone periferiche “R3”. Carrara viaggia su una media di “R2”, anche se non mancano zone “R3” e “R4”, soprattutto nelle aree fluviali. Sigle che stanno a significare il grado di “rischio”. La scala va dal minimo, “R1”, al valore massimo, ovvero “R4”. Questi valori dicono che quando l’acqua fuoriesce dai suoi corsi naturali ci sono parecchie probabilità che faccia danni seri vicino al centro e non solo. E anche il grado di pericolo è al massimo nella stessa zona, contraddistinta da un “pericolo elevato”.

Prevenzione. Stamani, in piazza Aranci, la Protezione civile spiegherà anche i motivi per cui l’opera dell’uomo può giocare un ruolo fondamentale nella prevenzioni di catastrofi.

Il “rischio”, infatti, è calcolato anche e soprattutto sulla scelta edilizia e infrastrutturale fatta dall’uomo sul terreno preso in esame. E spesso sono proprio alcune decisioni “rivedibili”, per usare un eufemismo, dell’uomo a far schizzare alle stelle il fattore di rischio di una determinata area.

Terremoti. Nel giugno del 2013 una scossa di magnitudo 5.2, con epicentro a Fivizzano, fece tremare la Lungiana e quasi tutta la Toscana.

Il terremoto arriva all’improvviso, impossibile prevedere la scossa come si fa con un temporale. Anche in questo caso, però, ci sono delle carte che parlano chiaro.

E mettono la zona di Massa e della Lunigiana tra quelle maggiormente a rischio sisma della regione. In questo caso la suddivisione avviene per zone sismiche: verde, giallo, arancione e rosso. Dalle zone a bassa pericolosità, a quelle con pericolosità alta. Nella provincia di Massa-Carrara sono presenti zone 2, medio bassa pericolosità, e zone 3, medio alta pericolosità.

Valori. Ma come viene calcolata la pericolosità di una zona sismica? Lo spiega la Protezione civile: “La sismicità indica la frequenza e la forza con cui si manifestano i terremoti, ed è una caratteristica fisica del territorio. Se conosciamo la frequenza e l’energia associate ai terremoti che caratterizzano un territorio, e attribuiamo un valore di probabilità al verificarsi di un evento sismico di una data magnitudo in un certo intervallo di tempo, possiamo definirne la pericolosità sismica”.

Tommaso Silvi

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