Gioco
Al pinot nero «made in Lunigiana» un premio nazionale
di Fabrizio Palagi
A Licciana Nardi l’azienda Castelpiano produce il Melampo Metodi antichi e tanta passione: la ricetta di Andrea e Sabina
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LICCIANA NARDI. Riceverà un ambito premio nazionale la coppia di imprenditori vitivinicoli che dal 2003 dirige l'agriturismo Casteldelpiano, nei cui terreni viene coltivata anche una varietà tutta lunigianese di quel Pinot Nero che tante soddisfazioni sta dando. Sabina Ruffaldi e Andrea Ghigliazza saranno infatti di scena domani alle prestigiose Terme Tettuccio di Montecatini Terme per ritirare l'attestato di Slow Wine relativo alla produzione del Melampo 2014, un vino di pinot nero in purezza che la prestigiosa Guida nazionale seleziona ogni annata. Per la seconda volta, l'azienda Castelpiano riceve tale riconoscimento, appunto successivo a quello inerente all'etichetta vermentino Pepe Nero. «Vino Slow - spiega Sabina - viene definita quella bottiglia che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. Il Vino Slow risponde anche al criterio del buon rapporta tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto». Un altro riconoscimento, dunque, per Andrea e Sabina, approdati in Lunigiana dopo aver perlustrato vari territori ed essersi letteralmente innamorati di questi luoghi, «il tutto a margine della riscoperta di una zona viticola di grandi potenzialità, la Val del Taverone, appunto, dove il Pinot Nero concilia la freschezza montana con le brezze marine» aggiunge Andrea. Ma Sabina e Andrea non sono nuovi a tali riconoscimenti. Di recente, infatti, sono stati protagonisti delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero che si svolgono a Egna, dove hanno vinto un altro premio nazionale. Pur rifiutando categoricamente l'appellattivo di condurre una "agricoltura eroica", «termine che spetta di diritto a colleghi che lavorano in zone geograficamente ben più ostiche delle nostre», precisa Sabina, viene da lei ricordato l'emblematico episodio accaduto la scorsa primavera. « Alla fine di aprile, una gelata giunta improvvisa dopo il germogliamento dei nuovi tralci ha messo in pericolo la produzione dell'annata. Con un sistema antico, usato da molti frutticoltori in caso di grave emergenza, abbiamo cercato di salvare i germogli. Abbiamo bruciato delle presse di paglia tutt'attorno alla vigna, nelle ore più pericolose, prima dell'alba, per coprire con una “coperta” di fumo che scongiurasse la brinata. Ha funzionato: il danno in percentuale sui grappolini dell'annata è stato minimo!». Sabina e Andrea producono vini naturali da coltivazione biologica e con soli lieviti naturali, vini “figli”del territorio e della cultura dai quali provengono, rispettosi dei cicli della natura. Hanno recuperato vitigni autoctoni come vermentino nero, pollera, durella, uva merla ma anche pinot nero, pinot grigio e altri che ben si esprimono in questo ambiente. L'azienda prende il nome dal Castello del Piano di Licciana Nardi, dove si è insediata dopo un recupero attento della fortificazione dei Malaspina del ramo dello Spino secco. Sabina è originaria di Sassuolo e Andrea proviene da Genova. Si sono conosciuti a Milano dove le rispettive famiglie erano arrivate anni addietro. Dopo un certo periodo lavorativo trascorso in una azienda farmaceutica, la scelta comune di fare quello che tutt'ora definiscono "un salto nel vuoto". In pochi anni, così, il vetusto e malridotto maniero dei Malaspina, un tempo residenza estiva dei nobili che desideravano allontanarsi da luoghi più popolati, si è trasformato, tornando agli antichi fasti. Accanto al pinot nero, infine, la produzione di miele, olio, castagne, marmellate e prodotti bio.E il percorso che dal castello scende al torrente, costellato da alberi (tra cui una quercia secolare), tutti corredati da cartellini con il nome della specie: iniziativa graditissima ai tanti ospiti stranieri e alle scolaresche in visita alla struttura di Casteldelpiano.
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