Attenzione
Torano contro la violenza sulle donne
Nasce nel borgo degli artisti un’installazione in marmo permanente. Si chiamerà Quel che resta
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CARRARA. “Quel che resta”: una panchina marmorea nel centro del paese per un'installazione permanente che diventi il simbolo delle donne che hanno subito violenza. Arte e riflessione su un tema attuale e delicato, questioni al centro della commissione Politiche Culturali itinerante, svoltasi ieri mattina a Torano, per un sopralluogo nel sito in cui verrà installata la panchina di marmo voluta e realizzata da Emma Castè, direttrice artistica di “Torano Notte e Giorno”, che conduce la manifestazione artistica dall'edizione 2013 (quest'anno giunta al diciannovesimo anno).
Una manifestazione, quella estiva che si svolge nel borgo di Torano, dedicata all'arte e che coinvolge numerosi artisti ogni anno, molto sensibile al tema del femminicidio, come dimostrato inoltre dalle installazioni delle “croci rosa” dell'ultima edizione o delle “scarpe rosse”, oppure dei panni rossi e i papaveri rossi distesi per il paese. E così l'obiettivo sarebbe inaugurare l'installazione permanente di marmo, intitolata “Quel che resta”, proprio il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La panchina marmorea verrebbe installata a Torano, nel cuore del borgo, in via Domenico Guidi. Un'installazione, per riflettere sulla violenza sulle donne, che diventerebbe permanente nel “borgo degli artisti”. E così, ieri mattina a Torano, la Commissione Politiche Culturali e Promozione della Cultura del Marmo e dell'Arte (presenti Cesare Bassani, presidente, Daria Raffo, Barbara Bertocchi, Gabriele Guadagni, Francesca Rossi, Giuseppina Andreazzoli, Cristiano Bottici e Andrea Vannucci) ha svolto un primo sopralluogo. Al vaglio dei consiglieri, gli interventi da fare ai fini dell'installazione in quella porzione di borgo, partendo appunto dall'asfalto di via Guidi. “Quel che resta”, ha spiegato Emma Castè – ideatrice inoltre del progetto “2.Donna” con al centro il mondo femminile –, sarà un'installazione che prevede quattro cubi di marmo con taglio a “elle”. l.b.
Una manifestazione, quella estiva che si svolge nel borgo di Torano, dedicata all'arte e che coinvolge numerosi artisti ogni anno, molto sensibile al tema del femminicidio, come dimostrato inoltre dalle installazioni delle “croci rosa” dell'ultima edizione o delle “scarpe rosse”, oppure dei panni rossi e i papaveri rossi distesi per il paese. E così l'obiettivo sarebbe inaugurare l'installazione permanente di marmo, intitolata “Quel che resta”, proprio il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La panchina marmorea verrebbe installata a Torano, nel cuore del borgo, in via Domenico Guidi. Un'installazione, per riflettere sulla violenza sulle donne, che diventerebbe permanente nel “borgo degli artisti”. E così, ieri mattina a Torano, la Commissione Politiche Culturali e Promozione della Cultura del Marmo e dell'Arte (presenti Cesare Bassani, presidente, Daria Raffo, Barbara Bertocchi, Gabriele Guadagni, Francesca Rossi, Giuseppina Andreazzoli, Cristiano Bottici e Andrea Vannucci) ha svolto un primo sopralluogo. Al vaglio dei consiglieri, gli interventi da fare ai fini dell'installazione in quella porzione di borgo, partendo appunto dall'asfalto di via Guidi. “Quel che resta”, ha spiegato Emma Castè – ideatrice inoltre del progetto “2.Donna” con al centro il mondo femminile –, sarà un'installazione che prevede quattro cubi di marmo con taglio a “elle”. l.b.
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