Attenzione
Incombe la Cassazione sulla decisione del gup
La difesa dell’avvocato Feliciani aveva chiesto l’immediato, ma è arrivato un no La prossima udienza preliminare ci sarà il 27 ottobre. E forse sarà quella decisiva
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LA SPEZIA. Nessun rito alternativo, così hanno deciso le difese nell’udienza davanti al gup di La Spezia Mario De Bellis. Il giudice ne ha preso atto e ha fissato la prossima udienza al 27 ottobre, quando in teoria potrebbe anche decidere se rinviare a giudizio Marzia Corini, 53 anni, anestesista di “Medici senza frontiere”, accusata di aver assassinato il fratello Marco Valerio - avvocato penalista del foro spezzino -, malato di tumore, per paura di essere estromessa da una eredità milionaria, e l’avvocato Giuliana Feliciani, vecchia amica e collega di studio di Corini, accusata di falso, occultamento di testamento e circonvenzione di incapace. La professionista, difesa dagli avvocati Valentina Antonini e Luigi Alibrandi, aveva chiesto di poter accedere al rito immediato (i legali ritengono che non ci siano prove sul coinvolgimento della loro assistita nella vicenda) ma il gup ha rigettato la richiesta. E per questo Antonini e Alibrandi hanno chiesto un parere alla cassazione, ma i supremi giudici ancora non hanno fissato la data in cui verrà trattata la questione e quindi la decisione di De Bellis potrebbe arrivare prima di quella degli ermellini. Venendo vanificata in caso di verdetto favorevole alla Feliciani. Insomma, un caso giuridico che per la difesa dell’avvocato potrebbe fare scuola: «La nostra assistita senza atti alla mano - spiega Antonini - ha reso la sua versione al pubblico ministero due giorni dopo aver saputo di essere indagata, chiarendo la posizione nella vicenda. Da allora nessun elemento è sopraggiunto a suo carico o a svantaggio, se non le solite testimonianze e l’incidente probatorio in cui la coimputata Marzia Corini si è avvalsa della facoltà di non rispondere».
Secondo gli inquirenti, però, Corini e Feliciani hanno «abusato dello stato di deficienza psichica di Marco Valerio Corini, inducendolo a sottoscrivere il testamento olografo, che conteneva tra le altre cose un lascito testamentario a favore di Marzia (non può essere accusata di circonvenzione per mancanza di querela) di un milione di euro e un altro di quattrocentomila euro a favore di Feliciani». Il 25 settembre 2015 Corini avrebbe potuto cambiare quell’atto e così, secondo la procura, Marzia - difesa dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini - decide di ucciderlo. L’indizio più grave è rappresentato da una conversazione, tra Marzia e l’amica Susanna Cacciatori , intercettata il 21 gennaio 2016. Marzia: «Ma tu l’hai capito che se io non avessi sedato Marco in quel giorno lui non sarebbe morto?... Perché lui è morto quando io l’ho sedato». Susanna: «Sennò quanto andava avanti?». Marzia: «Forse un mese o due». Susanna: «Io pensavo che avessi anticipato di un giorno».
Tocca al gup adesso decidere se ci sarà il processo. Con la cassazione che però incombe.
Secondo gli inquirenti, però, Corini e Feliciani hanno «abusato dello stato di deficienza psichica di Marco Valerio Corini, inducendolo a sottoscrivere il testamento olografo, che conteneva tra le altre cose un lascito testamentario a favore di Marzia (non può essere accusata di circonvenzione per mancanza di querela) di un milione di euro e un altro di quattrocentomila euro a favore di Feliciani». Il 25 settembre 2015 Corini avrebbe potuto cambiare quell’atto e così, secondo la procura, Marzia - difesa dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini - decide di ucciderlo. L’indizio più grave è rappresentato da una conversazione, tra Marzia e l’amica Susanna Cacciatori , intercettata il 21 gennaio 2016. Marzia: «Ma tu l’hai capito che se io non avessi sedato Marco in quel giorno lui non sarebbe morto?... Perché lui è morto quando io l’ho sedato». Susanna: «Sennò quanto andava avanti?». Marzia: «Forse un mese o due». Susanna: «Io pensavo che avessi anticipato di un giorno».
Tocca al gup adesso decidere se ci sarà il processo. Con la cassazione che però incombe.
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