Sicurezza
IL FUTURO DELLA IMM discusso in commissione
Così Marmotec diventa una fiera “diffusa” «Ha deciso il mercato»
CARRARA. «Se cambia il format non vuol dire che Marmotec sparisce: cambiano i tempi e il mercato, l'imprenditoria locale ci ha chiesto una manifestazione di questo tipo». A parlare è Fabio Felici,...
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Se cambia il format non vuol dire che Marmotec sparisce: cambiano i tempi e il mercato, l'imprenditoria locale ci ha chiesto una manifestazione di questo tipo». A parlare è Fabio Felici, intervenuto con Luca Figari – rispettivamente presidente e direttore di Internazionale Marmi e Macchine – per fare il punto in Commissione Marmo, a cui ha partecipato anche l'assessore Alessandro Trivelli, sulla questione Marmotec.
Un incontro, quello con i vertici di Internazionale Marmi e Macchine, richiesto dalla Commissione Marmo (proposto dal consigliere Gianenrico Spediacci) alla luce di quella che sarà la prossima edizione di Marmotec. «Abbiamo parlato con gli imprenditori, con la Regione Toscana, con entrambe le amministrazioni e con gli stakeholders; se ne parlava già da un anno fa in diversi consigli d'amministrazione». Ricostruisce passo dopo passo il cambio del format che riguarda la fiera dedicata al lapideo, Felici, e lo fa mostrando dal computer un grafico degli ultimi dieci anni che mostra gli utili di Marmotec per cui, chiosa, «era doveroso intervenire». E lo fa inoltre andando a rileggere la relazione del bilancio portata in assemblea (datata 13 giugno 2017), in cui si parla di "nuovo format" e "sostituzione" per quanto riguarda Marmotec. Una decisione, quella del nuovo format, ribadita anche dal direttore di Imm.
«Non si decide – ha spiegato Figari – in un giorno di cambiare un format, è un dialogo partito nel 2016. Per le aziende non era vissuta come opportunità, ma come un problema, pensare che c'era qualcuno di Carrara che addirittura si vantava di non essere mai venuto in fiera. Non ci sono molte possibilità: i numeri ci dicevano di cambiare, è il mercato a decidere». Un cambio format, quindi, della storica fiera carrarese dettato – secondo i vertici Imm – dai tempi mutati e, inevitabilmente, dal mercato e dai suoi numeri, tradotti in costi e ricavi. E così ecco un nuovo evento, in sostituzione della Marmotec con gli espositori in fiera, che ricalchi piuttosto la manifestazione di giugno 2017, White Carrara Downtown.
«Il concetto di fiera diffusa – ha sottolineato Figari – è unico e applicabile solo qui a Carrara». Questa, sostanzialmente, la posizione di Imm: Marmotec non cesserà di esistere, piuttosto si adatterà al mercato, con la “fiera diffusa”, con una veste che vada a valorizzare le unicità del territorio apuano, tra showroom e visite in loco. Una posizione, quindi, approdata anche in Commissione Marmo. Ma, secondo alcuni consiglieri, c'è stato un problema di comunicazione e a mancare, nella decisione di cambio format, è stato il «dibattito politico». «Quando si parla di marmo – ha detto il consigliere Cristiano Bottici – si parla d'identità, per Carrara è una decisione importante. Quando avete concretizzato la decisione? Non c'è stato dibattito politico, nel 2016 si parlava di un'edizione in ripresa. Che cos'è successo in questo anno e mezzo? La mia non è una contestazione sul nuovo format, nel merito, ma sul metodo. Volevamo discutere di più: ok sull'idea della modifica alla fiera, ma ci sarebbe piaciuto aprire una discussione, non ne sapevamo niente. Questo è un discorso che vale anche per l'ambito regionale. Un format poi che rivoluziona non può durare soltanto un anno».
«C'è stato un difetto di comunicazione – il commento invece dell'assessore con delega al marmo Trivelli – ma per tanto tempo si è guardato al dito e non alla luna. Non credo sia una decisione presa ieri, percorso e dialoghi ci sono stati anche con la vecchia amministrazione. Esagerato dire che non si sapeva niente». «Sui macro settori – ha concluso Figari – ci siamo; si può discutere su delle modifiche».
Luca Barbieri
Un incontro, quello con i vertici di Internazionale Marmi e Macchine, richiesto dalla Commissione Marmo (proposto dal consigliere Gianenrico Spediacci) alla luce di quella che sarà la prossima edizione di Marmotec. «Abbiamo parlato con gli imprenditori, con la Regione Toscana, con entrambe le amministrazioni e con gli stakeholders; se ne parlava già da un anno fa in diversi consigli d'amministrazione». Ricostruisce passo dopo passo il cambio del format che riguarda la fiera dedicata al lapideo, Felici, e lo fa mostrando dal computer un grafico degli ultimi dieci anni che mostra gli utili di Marmotec per cui, chiosa, «era doveroso intervenire». E lo fa inoltre andando a rileggere la relazione del bilancio portata in assemblea (datata 13 giugno 2017), in cui si parla di "nuovo format" e "sostituzione" per quanto riguarda Marmotec. Una decisione, quella del nuovo format, ribadita anche dal direttore di Imm.
«Non si decide – ha spiegato Figari – in un giorno di cambiare un format, è un dialogo partito nel 2016. Per le aziende non era vissuta come opportunità, ma come un problema, pensare che c'era qualcuno di Carrara che addirittura si vantava di non essere mai venuto in fiera. Non ci sono molte possibilità: i numeri ci dicevano di cambiare, è il mercato a decidere». Un cambio format, quindi, della storica fiera carrarese dettato – secondo i vertici Imm – dai tempi mutati e, inevitabilmente, dal mercato e dai suoi numeri, tradotti in costi e ricavi. E così ecco un nuovo evento, in sostituzione della Marmotec con gli espositori in fiera, che ricalchi piuttosto la manifestazione di giugno 2017, White Carrara Downtown.
«Il concetto di fiera diffusa – ha sottolineato Figari – è unico e applicabile solo qui a Carrara». Questa, sostanzialmente, la posizione di Imm: Marmotec non cesserà di esistere, piuttosto si adatterà al mercato, con la “fiera diffusa”, con una veste che vada a valorizzare le unicità del territorio apuano, tra showroom e visite in loco. Una posizione, quindi, approdata anche in Commissione Marmo. Ma, secondo alcuni consiglieri, c'è stato un problema di comunicazione e a mancare, nella decisione di cambio format, è stato il «dibattito politico». «Quando si parla di marmo – ha detto il consigliere Cristiano Bottici – si parla d'identità, per Carrara è una decisione importante. Quando avete concretizzato la decisione? Non c'è stato dibattito politico, nel 2016 si parlava di un'edizione in ripresa. Che cos'è successo in questo anno e mezzo? La mia non è una contestazione sul nuovo format, nel merito, ma sul metodo. Volevamo discutere di più: ok sull'idea della modifica alla fiera, ma ci sarebbe piaciuto aprire una discussione, non ne sapevamo niente. Questo è un discorso che vale anche per l'ambito regionale. Un format poi che rivoluziona non può durare soltanto un anno».
«C'è stato un difetto di comunicazione – il commento invece dell'assessore con delega al marmo Trivelli – ma per tanto tempo si è guardato al dito e non alla luna. Non credo sia una decisione presa ieri, percorso e dialoghi ci sono stati anche con la vecchia amministrazione. Esagerato dire che non si sapeva niente». «Sui macro settori – ha concluso Figari – ci siamo; si può discutere su delle modifiche».
Luca Barbieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
