Il Tirreno

Comitato all’attacco ma si divide il fronte degli anti Costa

ALBIANO MAGRA. Mentre ieri sera i No Costa si sono riuniti per fare il punto presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra, vi è da registrare una presa di posizione che sancisce una clamorosa...

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ALBIANO MAGRA. Mentre ieri sera i No Costa si sono riuniti per fare il punto presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra, vi è da registrare una presa di posizione che sancisce una clamorosa spaccatura nel fronte di chi si batte contro la ditta Costa. Infatti, in una mail inviata ai media si specifica in calce che «il comitato spontaneo di Albiano Magra, "Uniti Per Albiano", nulla a che fare con il comitato politico No Costa». Una sottolineatura che non compare sul blog "Uniti Per Albiano", ma solo nella mail inviata ai media.

Ma entriamo nel merito, visto che la mail è costituita da una lunga lettera indirizzata alla Provincia di Massa Carrara, in cui si solleva ancora una volta la questione degli scarichi. "Cara Provincia, con il documento del 1/3/2017 a seguito del parere di Gaia, hai dato l'autorizzazione di ripresa attività alla ditta Costa Sas, la quale autorizzazione prevedeva prescrizioni importanti a cui l’azienda si sarebbe dovuta attenere. Le prescrizioni chiedevano all’azienda stessa di mandare un report mensile sulla situazione degli scarichi al fine di permettere a Gaia di verificare che tutto rientrasse nella norma. Questo è stato mai fatto? E’ possibile avere la documentazione afferente? Inoltre, evidenziamo quanto segue: «La Conferenza dei servizi del 22 settembre scorso recitava che “Gaia riconosce che la situazione rispetto alla proroga data dalla Provincia in marzo è cambiata dichiarando che, per quanto riguarda la potenzialità della struttura fognaria sono state condotte ulteriori verifiche che hanno mostrato che in caso di fenomeni di una certa entità la fognatura non è in gradi di recepire le acque di seconda pioggia e, pertanto, esclude la possibilità di inviare le acque di seconda pioggia con l’attuale struttura della fognatura senza un adeguato potenziamento”. Ma stiamo scherzando? Arpat, organo di controllo, cosa sta facendo? Questo dimostra chiaramente che, in questo momento, il rischio di inquinamento della zona di pertinenza dei pozzi di captazione di Albiano e Caprigliola, limitrofi alla struttura fognaria suddetta, è notevole. È, dunque, evidente un rischio imminente e certo per la popolazione. Si chiede alla Provincia di prendere atto della situazione e di revocare immediatamente la proroga all’azienda. Viceversa saremo costretti, ancora una volta, a denunciare il tutto alla Procura». Infine, vengono annunciate nuove iniziative di lotta, con tre pullman programmati in direzione Procura della Repubblica, Regione e Ministero dell’Ambiente.

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